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La chiamavano Nastrina…

Alla ricerca della colazione perfetta, sto provando – in gran segretezza nei miei laboratori sotterranei duemetriperdue – a confezionare vari tipi di dolcetti e torte da prima colazione. Prima o poi arriverò a pubblicare tutti gli esperimenti arretrati, alcuni anche piuttosto gustosi, ma che necessitavano di perfezionamento, chi nella cottura, chi nella farcitura.
Questa ricetta invece la pubblico subito, anche se la sfoglia a mio parere doveva essere tirata più sottile, per ottenere una sfogliatura uniforme e anche se, come vedete dalle foto, la forma è tutt’altro che perfetta.
Dovevano essere simili alle Nastrine del Mulino-che-tutti-conoscono, ma con la seconda lievitazione si sono deformate…beh, non importa!!! Perchè le loro pieghine croccantine ci sono piaciute ugualmente.
Sono poco dolci, sebbene abbia aumentato la dose di zucchero, rispetto alla ricetta originale della Cucina di Marble e di Frutta&Zafferano. Forse ci andrebbe una più generosa spolverata di zucchero che caramelli, poco prima di sfornare.
Il sapore del burro invece non è affatto invadente. 
La ricetta: La chiamavano Nastrina
Con queste dosi ne vengono 6 pezzi (vedrete strane dosi, ma ho preferito farne poche perchè come al solito la conservazione è la loro pecca)
112 g farina 
un pizzicotto (circa 3 g) di lievito di birra
50 ml  di latte tiepido
30 g zucchero
15 g burro (a temperatura ambiente!)
1/2 uovo (l’ho aperto, sbattuto con la forchetta e poi pesato)
1 pizzico di sale

per sfogliare:
50 g di burro
30 g di zucchero

Ho prima sciolto il lievito e la punta di un cucchiaio di zucchero in un po’ di latte intiepidito.

In uno scodellone ho messo la farina e vi ho aggiunto il latte con il lievito, mescolando. Ho poi aggiunto il restante zucchero, l’uovo sbattuto con il pizzico di sale e il restante latte.
Ho poi rovesciato l’impasto sul tavolo e, aggiungendo un po’ di farina perchè non si attaccasse, ho cominciato ad impastare a mano. L’impastatura deve essere energica e durare a lungo fino ad ottenere un impasto liscio.
A questo punto ho aggiunto il burro (i 15 g) spalmandolo sul palmo della mano e amalgamandolo all’impasto finchè non viene assorbito completamente.
Poi ho messo l’impasto in una ciotola, l’ho coperta con un velo di farina e la pellicola per alimenti e l’ho messa a lievitare in un luogo riparato. Deve raddoppiare. Con il caldo di questi giorni ci sono volute due ore circa, io l’ho lasciato anche un pochino in più.
Poi ho proceduto con la sfogliatura.
Ho preparato la crema al burro, montando il burro morbido (i 50g) con lo zucchero.
Ho deposto l’impasto sulla spianatoia infarinata, l’ho lavorato velocemente per sgonfiarlo un po’. Poi l’ho steso in una sfoglia lunga-lunga e larga circa 12 cm. Tirate questa sfoglia molto sottile, circa 2 millimetri. La mia non era sottilissima e poi la sfogliatura ne risente.
Bisogna spennellare la crema al burro su metà sfoglia, e ripiegare sopra l’altra metà. Lo strato di crema deve essere sottile ma uniforme.
Si ripete l’operazione per quante volte riuscite, tenendo conto che la sfoglia tende un po’ a ritirarsi e che bisogna fare almeno 5 o 6 pieghe. Si mette sempre la crema su metà strato e si ripiega sopra l’altra metà. (spero che sia chiaro il procedimento, ma per chiarezza andate a guardare le foto qui)
Una volta effettuate tutte le pieghe, si schiaccia leggermente con il matterello  ho tagliato delle strisce di circa 2 cm. A volerle fare più sottili a me usciva il burro di lato.
A quetso punto si depongono sulla teglia, distanziate perchè cresceranno ancora, effettuando una mezza torsione come con l’incarto delle caramelle.Si lasciano lievitare fino al raddoppio, circa 30 o 40 minuti. 
Infine ho spennellato con uovo sbattuto e zucchero e infornato in forno caldo a 180°.
Le mie hanno cotto in 25 minuti e prima di sfornarle le ho bagnate con acqua e zucchero e tenuto in forno ancora un minuto. 
Il suggerimento è di congelarle, trasferirle in frigo la sera prima e scaldarle poi in forno al mattino, prima di gustarle.
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