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Lussekatter, i panini dorati di Santa Lucia I soffici panini nordici da preparare per il 13 dicembre

 Oggi pubblico una ricetta  di panini talmente buoni che non posso non dare anche a voi la possibilità di farli subito!!
Sono i panini che vengono preparati proprio oggi in Svezia, per essere gustati dopodomani, 13 dicembre, nella festività di Santa Lucia che, nel paese nordico, è il giorno che dà ufficialmente inizio ai preparativi per il Natale.

Un po’ di storia

Questi panini arrivarono in Svezia dalla Germania e sono legati ad un’antica leggenda. 
Il loro nome, Lussekatter, significa gatto infernale o addirittura gatto di Lucifero
Si narra infatti che in Germania nel XVII secolo,  il diavolo se ne andasse in giro a spaventare e picchiare i bambini nelle tenebre, sotto forma di gatto che, come è risaputo, ci vede anche al buio. Gesù bambino divideva con i bimbi buoni dei panini e l’unico modo per allontanare il diavolo da loro era far risplendere questi paninetti come fiammelle luminose. E’ per questo motivo che i panini sono gialli di zafferano ed è per questo che essi vennero poi collegati al culto di Santa Lucia, una santa bambina, simbolicamente legata alla luce e alla vista
In Germania erano conosciuti anche nomi dialettali, legati alla leggenda, con la parola Djävulskatter, il gatto del diavolo.

L’usanza svedese

I panini arrivarono in Svezia alla fine del XVII secolo nella regione della Mälardalen e si diffusero nel resto del paese solo più recentemente, legati al culto di Santa Lucia, che dava inizio alle feste di Natale ma che rappresentava anche l’avvicinarsi del solstizio d’inverno, il giorno che avrebbe dato il via al riallungarsi delle giornate, fino al trionfo della luce nell’ancora lontana primavera. 
immagine da Ikea.it

Ecco spiegato perché le bambine svedesi, ma anche danesi e in generale in molti paesi del Nord Europa, le più piccine di ogni famiglia, nel giorno di Santa Lucia vestono un copricapo fatto di candele accese e distribuiscono piccoli doni e dolci a tutti i parenti. Ed ecco perché questi soffici panini semidolci tipici di questa festività sono gialli e lucenti come le fiammelle delle candele, anche se il loro nome ricorda il diabolico gatto di Lucifero.

I Lussekatter hanno diverse forme tipiche, la più comune è quella a forma di S, arricciolata, e in ogni ricciolo viene deposto un chicco d’uva passa. Io avrei dovuto arricciolarle più strettamente, se cercate in rete qualche immagine vi renderete conto. Talvolta le S sono due e sono poste a forma di croce, la julkors, croce di Natale; un’altra forma comune è la U capovolta, con le basi arricciolate, che rappresenta il bambinello in fasce. Altre forme più complicate si rifanno ad antichi motivi dell’età del bronzo.

 

La ricetta

Lussekatter

400 g di farina 0
50 g di mandorle tritate
1 pizzico di sale
80 g di zucchero
120 ml di latte 
1 bustina di zafferano (o un pizzico di pistilli)
15 g di lievito di birra fresco (anche meno se avete più tempo per la lievitazione)
60 ml di acqua tiepida
qualche goccia di essenza di mandorle
50 g di burro morbido (lasciato un’oretta fuori frigo)
 
per lucidare:
bianco d’uovo e acqua sbattuti insiemeHo fatto riscaldare il latte fino a farlo diventare bollente e vi ho messo in infusione lo zafferano, lasciandolo per 15 minuti.
Se si usano i pistilli, occorre filtrarlo; io ho solo mescolato bene e una volta che era appena tiepido vi ho sciolto il lievito di birra.
Da parte ho mescolato insieme la farina, le mandorle tritate, lo zucchero il sale nella ciotola dell’impastatrice. Ho iniziato ad aggiungere il latte, impastando, poi l’acqua tiepida con l’aggiunta dell’essenza di mandorle. Quando si era già formato l’impasto ho aggiunto gradualmente il burro morbido.
Ho impastato fino a che era ben incordato, poi ho deposto in una ciotola, coperto con pellicola unta e messo a lievitare in un luogo caldo fino al raddoppio.
Ho ripreso l’impasto, l’ho sgonfiato e l’ho diviso in 12 palline. Dopo qualche minuto di riposo, ho cominciato a formarle: io le ho fatte tutte a forma di S ma, come ho detto, le forme tipiche sono diverse!
Ho lasciato lievitare al caldo fino al raddoppio; ho spennellato con bianco d’uovo sbattuto con due cucchiai d’acqua tiepida, deponendo un’uvetta al centro di ogni ricciolo e poi ho infornato a 185° per una decina di minuti circa.