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Ravioli lunghi alle cime di rapa, con sugo di pomodoro alle acciughe e briciole croccanti

Pensavo di essere in ritardo.
Ossessionata dal “di stagione” quasi a tutti i costi, mi sono detta che dovevo sbrigarmi a pubblicare la ricetta di questi ravioletti, prima che la stagione delle cime di rapa fosse definitivamente conclusa per quest’anno. Il piatto e le foto sono di quasi un mese fa.
Nelle mie ricerche da “ignorante curiosa” scopro invece che esiste una cima “natalina” e una “marzatica” e che esistono anche altre varietà tardive che si chiamano Aprile di Carovigno e Maggiaiola di Sala Consilina.
Per me sono sempre state semplicemente cime di rapa o tutt’al più friarielli, nome che prendono in Campania e che sembra derivare dai tempi della dominazione spagnola dal castigliano frio-grelos, broccoletti invernali: lo dicevo che erano invernali, io! 🙂
Li consumo spesso con la salsiccia, saltati in padella con aglio e acciughe, anche senza sbollentarli prima, oppure di complemento alla zuppa di ceci, o, naturalmente, con le orecchiette.
Questa volta ho voluto metterli dentro ai ravioli.
Alla ricerca di una sfoglia bella rustica, ho utilizzato una parte di farina di grano saraceno. Per il ripieno ho ripassato in padella i friarielli sbollentati, insaporendoli con il consueto aglio e qualche filetto di acciuga, e ho reso il ripieno più consistente con della patata bollita che non andasse a sovrapporsi con un sapore troppo intenso. Niente formaggi.
Per la salsa di accompagnamento, ho scelto di preparare un sugo di pomodoro, ma caricandolo di sapore di acciughe e, a completare, delle bricioline di pane, anche queste retaggio di una cucina povera dal sapore meridionale. 
Se volete variare, ci sarebbe stato benissimo anche un ragù di salsiccia.
Per la forma questa volta sono rimasta sul classico, ma invece di una forma quadrata ho scelto il rettangolo lungo e stretto, gonfio-gonfio di ripieno.
La ricetta: Ravioli lunghi alle cime di rapa, con sugo di pomodoro alle acciughe e briciole croccanti.
(per 2 persone)
Per la pasta:
50 g di farina di grano saraceno
70 g di semola di grano duro Senatore Cappelli
80 g di farina tipo 0
1 pizzico di sale
acqua qb
per il ripieno:
350 g circa di friarielli
1 patata media (non l’ho pesata, diciamo cm 5×10)
1 spicchio d’aglio
2 acciughe sotto sale, sciacquate in aceto, e pulite
per il sugo:
300 g di passata di pomodoro
1 spicchio d’aglio
2 acciughe sotto sale, sciacquate in aceto, e pulite
(se piace qualche oliva nera di Gaeta spezzettata)
1 fetta di pane casareccio (meglio raffermo)
sale,
olio evo
Preparare il ripieno: 
Sbollentare i friarielli e la patata in acqua salata. Scolarli. Passare i friarielli in una padella, dove avrete fatto dorare uno spicchio d’aglio privato dell’anima e fatto sciogliere i filetti di acciuga, finché non sono ben asciutte.
Frullare il tutto e aggiungere la patata schiacciata. Se serve, regolare di sale.
Preparare l’impasto:
Mescolare le farine e aggiungere un pizzico di sale. Aggiungere acqua ed impastare, fino ad ottenere una massa asciutta e compatta, ma lavorabile e perfettamente liscia. 
Far riposare circa mezz’ora, coperta da una ciotola.
Preparare i ravioli, stendendo la sfoglia sottile e suddividendo su di essa il composto di patata e friarielli.
Io li ho preparati in anticipo e surgelati.
Preparare il sugo:
In un pentolino mettere due cucchiai d’olio e farlo insaporire con lo spicchio d’aglio. Togliere dal fuoco, sciogliere nell’olio caldo (ma non bollente) i filetti di acciuga. Rimettere sul fuoco ed aggiungere la passata di pomodoro. Lasciar cuocere circa 40 minuti, aggiungendo qualche goccino d’acqua ogni tanto. Regolare di sale, se serve.
Sriciolare una fetta di pane casareccio e tostarla in padella con 1 cucchiaino d’olio e l’aglio che ha insaporito anche il sugo.
Lessare i ravioli in abbondante acqua salata e condire con il sugo di pomodoro e acciughe e completare con le briciole di pane.