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Hellbrunn, meraviglia del Salisburghese da oltre 400 anni D'estate per i giochi d'acqua, d'inverno per i suoi mercatini natalizi

Il castello di Hellbrunn si trova a pochi chilometri di distanza da Salisburgo e rappresenta un vero gioiello di architettura e  di curiosità storiche risalenti al principio del ‘600.

Hellbrunn rappresenta un cuore verde a pochissima distanza dal centro di Salisburgo ed è facilmente raggiungibile in auto o con un bus di linea.
I suoi giardini sono celebri in due periodi dell’anno: a Natale vi si svolge il mercatino più suggestivo e più ricco di prodotti tipici della zona, ma è d’estate che i giardini attirano turisti da ogni parte del mondo, per le sue attrazioni a dir poco insolite.

La storia della costruzione

La costruzione del castello e dei suoi giardini si deve all’iniziativa dell’arcivescovo Marco Sittikus von Hohenems. Egli richiamò a Hellbrunn l’architetto italiano Santino Solari, che poi lavorò anche al Duomo di Salisburgo, con l’incarico di farsi costruire una residenza e soprattutto di progettare dei giardini all’altezza del proprio spirito umanista ed eccentrico.

La parola “Hellbrunn” significa “fonte guaritrice” e nel suo nome sta il suo destino. Infatti le pendici del monte in cui Sittikus ordinò di costruire erano ricchissime di fonti naturali, che favorivano una vegetazione ricca, ma anche il loro utilizzo per alcuni scherzi idraulici.

Se Marcus Sittikus era oculato nel tenersi ai margini dalle dispute religiose del tempo, evitando di trascinare Salisburgo nella rovinosa guerra dei Trenta Anni, era anche un amante delle novità e un burlone. Grazie al  commercio del sale, la principale risorsa della città, poté permettersi alcuni capricci e la celebrazione della bellezza e della tecnica contemporanea.

Sicuramente le sue conoscenze umanistiche lo guidarono nel fitto di simbologie e nello sviluppo dei giardini che ricordano quellli di certe ville romane o toscane del ‘500.

Dal 1613 al 1615, la residenza è progettata e ultimata: diventa il luogo in cui “sorprendere” e, perché no, anche un po’ farsi burla dei suoi contemporanei… anche se la “magia” resta fino ad oggi.

Gli scherzi d’acqua

Nel cuore delle sculture che popolano il parco di Hellbrunn sono nascosti sofisticati sistemi idraulici che azionati da pompe e leve nascoste permettevano a Sittikus di bagnare a tradimento i suoi ospiti.

Celebre è lo scherzo del tavolo in pietra: qui venivano serviti sontuosi banchetti all’aperto che culminavano infine con l’apertura di uno spruzzo da parte di Sittikus che, sgorgando da ogni sedile, bagnava il fondoschiena di ciascuno degli invitati.


Altri scherzi si azionavano durante la passeggiata, con spruzzi o muri d’acqua che imprigionavano gli ospiti in una data posizione.

La grotta è un classico delle ville con giochi d’acqua, ma qui una corona sale e scende, contornata di spruzzi che paiono casuali, a simboleggiare la caducità della fortuna.

Non c’erano solo scherzi a Hellbrunn, ma anche veri capolavori della tecnica: teatri semoventi di automi in legno che opportunamente azionati dall’energia dell’acqua si muovevano a tempo di musica. Ancora oggi vengono periodicamente restaurati per continuare a funzionare e suscitare stupore.

Il castello di Hellbrunn

Forse meno curioso, ma strabiliante per bellezza, il vero e proprio castello di Sittikus: una villa considerata il più bell’esempio di architettura manierista sopra le Alpi.

A fronte di un architettura semplice, i soffitti e le pareti decorate sono sontuosi e sorprendenti.

Hellbrunn si raggiunge da Salisburgo con auto propria o con il bus 170.

Aggiungo, utili per un visita, gli orari e i prezzi:

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