giri_n_giro, storia & cultura

La Vache qui rit, una storia di successo Il formaggino conosciuto in tutto il mondo

Sapete che talvolta mi piace raccontare storie legate al cibo, talvolta anche legate a marchi di successo; questa altro non è che una storia legata a un formaggio francese, all’inventiva di un imprenditore e a una “vache qui rit”.

Il marchio in Francia è famosissimo, anzi l’adagio dice che il 100% dei francesi hanno mangiato, mangiano o mangeranno questo formaggio. Cento su cento. Rende l’idea della popolarità, altissima anche nel resto del mondo.

La storia

La storia inizia nel 1865 con Jules Bel, nella regione del Jura francese, vicino al confine svizzero. Il giovane di 23 anni acquista a Orgelet alcune cantine per iniziare una sua attività di affinatore di formaggio.
Nel 1897 passa l’attività, già fiorente, ai suoi due figli Henry e Léon, che spostano la sede a  Lons-le-Saunier.

La grande guerra

Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Léon viene reclutato e assegnato agli approvvigionamenti. Così ha modo di vedere, sui camion che trasportavano carne per l’esercito, l’illustrazione di un disegnatore celebre all’epoca, Benjamin Rabier: è rappresentata una buffa vacca ridente. L’animale aveva anche un soprannome, la Wachkyrie, un vero e proprio gioco di parole che allude alle “Walkyrie”, le divinità del nemico tedesco.

A guerra finita Léon torna a Lons-le-Saunier per riprendere il suo lavoro, ma fa un incontro che gli cambierà la vita: i fratelli Graf. Questi due impreditori di origine svizzera hanno sviluppato a Dole un’invenzione epocale: il formaggio fuso. La nuova tecnica permette la conservazione del formaggio a temperatura ambiente per lungo tempo e Léon ragiona subito a come sfruttarla per mettere in commercio tutti gli invenduti del tempo di guerra, ma soprattutto a come poter esportare il proprio prodotto anche al di là dei confini francesi, grazie alla nuova tecnologia.

Léon non ha dimenticato la Wachkyrie di Benjamin Rabier e crea subito, nel 1921, delle scatole di formaggio con un disegno su sfondo rosso che vi si ispira.

Nel frattempo Rabier viene di nuovo contattato per un “restyling” della “Vache”  e anche la moglie di Léon mette del suo, ornando le orecchie dell’animale con degli orecchini tondi che riportano, come un’infinita mise en abîme, la scatola del formaggio.

Nel 1924, con questa nuova grafica, sono lanciati in commercio i formaggini confezionati singolarmente in triangoli avvolti in carta stagnola.

Negli anni ’30 La vache qui rit è già famosissima, e molti tentano di copiarla. È il caso di “La vache qui sourit” e “La vache serieuse” che però non ebbe lo stesso duraturo successo: come dire “gente allegra il ciel l’aiuta”.

Nel 1939 l’attività ha una battuta d’arresto dovuta alla guerra e nel 1941 Léon Bel cede l’attività al genero Robert Fievet. Ma dopo la guerra si riparte fino ad oggi: l’azienda conta 13.000 impiegati in tutto il mondo.

Non si può dire che i francesi non ci sappiano fare con il formaggio!

L’articolo originale qui.