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Cherasco, capitale delle chiocciole all’insegna di cultura e buona tavola Qualche dritta su una meta gastronomica e culturale a due passi da Torino

Da venerdì 27 a lunedì 30 settembre 2019 a Cherasco ci saranno quattro giorni di festa, degustazioni ed incontri in nome della Chiocciola Metodo Cherasco. Una buona scusa per me per raccontarvi qualcosa di questa deliziosa cittadina da visitare anche in altre occasioni!

Un po’ di storia

Cherasco nasce nel 1243 come satellite della città di Alba: Clarasci portae sunt Albae viribus ortae. Solo 15 anni dopo i cheraschesi si alleavano con Carlo d’Angiò diventando indipendenti dalla città-madre e vivendo anni di alterne vicende e occupazioni.
Nel 1348 il condottiero Luchino Visconti la occupa e vi fa costruire il castello che ancora oggi si può ammirare.


Nel XVI secolo entra nella sfera di interesse di francesi, spagnoli e savoiardi, divenendo definitivamente città della Savoia nel 1559 con l’importante pace di Cateau-Cambresis e il duca Emanuele Filiberto, che sposta la sfera di influenza savoiarda al di qua delle Alpi.

Inizia finalmente per Cherasco un periodo di pace e prosperità, con una grande crescita edilizia: le mura, chiese e palazzi.

Uno di questi, Palazzo Salmatoris, diede ospitalità ai Duchi di Savoia, Vittorio Amedeo I e Cristina durante la peste del 1630 e l’anno successivo per la firma del Trattato di Cherasco che stabiliva la pace tra Savoia e Francia.

Fu ancora al centro di vicende politiche o di soggiorni per i Savoia per tutto il XVII e XVIII secolo, grazie alla sua posizione privilegiata su una collina e un clima particolarmente salubre.

Un’altra pace si stipulò a Cherasco alla presenza di Napoleone il 27 aprile 1796, ancora una volta a Palazzo Salmatoris.

Con Napoleone Cherasco cambiò faccia: dai palazzi vennero tolti gli stemmi nobiliari, le chiese vennero soppresse e vennero abbattute le mura, sostituite da ampi viali.

Da vedere

Arco Trionfale della Madonna del Rosario: bianco e sormontato dalla statua della Vergine e dei santi promotori del culto mariano, è stato costruito come ex voto della città per essere stata risparmiata dalla peste del 1630.

La chiesa di Sant’Agostino: domina un lato della grande piazza dell’Arco Trionfale, intonacata di celeste, con il suo alto campanile. All’interno affreschi di Taricco, Aliberto e di un allievo del Guercino.

Palazzo Salmatoris: il palazzo della pace. Non solo il Trattato di Cherasco venne firmato qui nel 1631, ma anche la Pace di Cherasco del 1796. Imprescindibile è accertarsi che si aperto e fare un giro per le belle sale che oggi ospitano mostre d’arte, perché da fuori la facciata è piuttosto semplice e spoglia.

Arco di Porta Narzole: costruito alla fine del XVIII secolo, simmetricamente all’estremo opposto del centro storico rispetto all’Arco di Trionfo della Madonna del Rosario e non terminato, ma di grande impatto visivo.

Chiesa di San Pietro: la più antica della città, risalente al XIII secolo e costruita con i materiali del Castello di Manzano e da Pollenzo. L’interno è completamente rifatto in epoca più recente, fino al ‘700.
Volgendo le spalle alla chiesa si osserva il palazzo Incisa di Camerana dove soggiornò il pittore Sebastiano Taricco.

Interessante il giardino interno al complesso di San Pietro dove si rievoca un orto monastico medievale, con il giardino dei semplici, il prato fiorito, il roseto con rose antiche, le piante aromatiche e condimentarie; ma anche un giardino di sollecitazioni sensoriali e un orto didattico per illustrare i modi di coltivazione del passato.

Torre municipale: ora ripulita dall’intonaco, mostra l’originale facciata in mattoni, dove spicca un antico lunario con una scena boschereccia su cui la luna sorge e tramonta. Sul lato sud invece un’elegante meridiana barocca.

Le chiocciole

Al via il 48° Incontro Internazionale di Elicicoltura e 14° Festival della Chiocciola
in Cucina. L’evento clou di un settore in piena crescita in Italia e all’estero, che mette in risalto la chiocciola dalla carne magra e proteica, ricca di proprietà.

Dal Comunicato Stampa:

…i tanti utilizzi della Chiocciola nella gastronomia e nell’alta cucina ecco un programma fitto di pranzi, cene e proposte di street food regionali grazie ai migliori chef del territorio e agli elicicoltori da tutta Italia della Chiocciola Metodo Cherasco, un prodotto sano e dietetico, ricco di proteine e povero di grassi ma non solo. Il disciplinare che prevede un’alimentazione esclusivamente vegetale rende la carne morbida e gustosa e ne fa un ingrediente versatile in mille preparazioni, dai piatti semplici della cucina popolare a quelli gourmet. Tra i tanti, spicca il nome di Francesco Oberto, Ristorante Da Francesco – 1 stella Michelin a Cherasco, e quello di Fabrizio Tesse neostellato presso il ristorante Carignano del Grand Hotel Sitea di Torino e da poco Executive Chef de Il Boscareto Resort di Serralunga D’Alba (CN) che cucineranno a quattro mani domenica 29 settembre alle ore 20 per “La cena stellata”.

Dove mangiare

Naturalmente c’è l’imbarazzo della scelta.
Noi abbiamo pranzato in un delizioso ristorante del centro storico, l’Osteria della Rosa Rossa: piatti originali ma legati alla tradizione (per intenderci potrete mangiare le chiocciole o il piccione, ma anche ricette più semplici, cucinate con molta perizia) e corposa carta dei vini.