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Spaghetti di farro con fave e pecorino

Avevo voglia di una ricetta estremamente semplice che valorizzasse con semplicità il sapore delle fave fresche che sono di stagione in questo momento.

Ho cercato in rete, come al solito, per trovare qualcosa a cui ispirarmi e sono capitata in una serie di golose idee per primi piatti, da realizzare davvero in una manciata di minuti.
Soprattutto volevo che le fave restassero protagoniste del piatto, con la loro freschezza, quindi la ricetta ideale doveva essere cremosa e valorizzarle invece di coprirle.

L’abbinamento fave & pecorino non è affatto casuale.
Se dite a un romano fave e pecorino, lui vi risponderà 1°maggio.
Infatti, il giorno del primo maggio, è abitudine fare una scampagnata dove si consuma in compagnia questo piatto semplice e ricco di nutrimento. Il 1° maggio rappresenta una sorta di seconda Pasquetta, con un altro pic nic, spesso con un tempo atmosferico più caldo e propizio rispetto al tempo pasquale. Read more

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Sedici: l’alchimia dei sapori – il contest – ep.13 Sale & Salamoia

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Come vola il tempo, sembra ieri che abbiamo iniziato e siamo già alle tredicesima famiglia della Grammatica dei Sapori. Ci ritroviamo di nuovo tra aprile e maggio con la perenne acqua alla gola, ma ce la faremo!

Tanto per cominciare bene, vi annuncio i vincitori della famiglia degli Speziati.

Vincono la crostata meringata con curd al limone e basilico di Tiziana Ricciardi e i i ravioli di ricotta di capra, noce moscata e riduzione di vino alla vaniglia di Elisabetta Origgi.

Eccole:

vincitori speziati

E veniamo ora alla nuova famiglia, i Sale & Salamoia, ingredienti particolarmente saporiti che vi stupiranno per gli abbinamenti particolari.

Schermata 2016-04-17 a 11.09.03Io ho scelto il “bacon” che in realtà comprende tutta una sottofamiglia dalla pancia del maiale: bacon striato, pancetta affumicta e non, e pure quella arrotolata e infine prosciutto cotto e affumicato. Uno degli insaporitori migliori, dice la Segnit (ricordiamo che l’autrice è anglosassone), vediamo a cosa si può abbinare:

Bacon & ananas, anice, arancia, avocado, banana, blackpudding, broccolo, carciofo, cardamomo, cavolo, chiodi di garofano, cioccolato, cipolla, fegato, formaggio con crosta lavata, formaggio erborinato, formaggio stagionato, frutti di mare, funghi, maiale, manzo, mela, ostrica, pastinaca, patat, peperoncino piccante, peperone, pesce bianco, piselli, pollo, pomodoro, prezzemolo, rafano, salvia, tartufo, timo, uovo, zucca.

Con i Sale & Salamoia si gioca fino al 13 maggio!

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Tortelloni rosa (di Terry) alla mortadella

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Questo mese ho nuovamente partecipato a “Scambiamoci una ricetta”, il gioco della nostra community Bloggalline, che consiste nel cercare nel blog abbinato una ricetta da riprodurre, anche nel nostro stile.

Il blog abbinato al mio era I Pasticci di Terry, ricchissimo di quelle cose che piace fare anche a me: lievitati e pasta fresca. Ma visto che lei usa tantissimo il lievito madre ed io non faccio che ucciderne…ho deciso che la pasta fresca era la mia strada, ed ho approfittato per fare finalmente la pasta rosa che era in programma da tempo.

I suoi sono dei bellissimi ravioli tondi, i miei hanno la forma di tortelloni giganti.tortelli_barbabietola_1 Read more

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Pappardelle al vino Chianti

 Un piatto ispirato da due giorni di pioggia…poi è tornato il sole, ma il clima è ancora freschino, quindi fatele subito o dovrete aspettare l’autunno.
Sono pappardelle, rustiche, spesse e corpose condite con un sugo al Chianti dal sapore intensissimo.
Le pappardelle sono un tipo di pasta di origine toscana, anche se oggi conosciuto in tutta Italia; si tratta di grosse tagliatelle all’uovo, più larghe delle sorelle tagliatelle e dei fratelli tagliolini. Un tempo venivano fatte con farina di grano e farina di castagne e acqua, oggi sono più diffuse come pasta all’uovo. Il lo ro nome deriva dal verbo pappare, mangiare, usato anche nella più dichiaratamente toscana “pappa col pomodoro”.
I sughi classici con cui esse si abbinano sono il ragù di lepre, tipico della zona di Arezzo, e quello di cinghiale più diffuso in Maremma.
Le cita anche Boccaccio nella sua opera Corbaccio, facendoci sorridere per il suo modo di raccontare una voracità fuori dal comune: 

P { margin-bottom: 0.21cm; }

«…e le pappardelle col formaggio parmigiano similmente: le quali non in scodella ma in un catino a guisa del porco bramosamente mangiava, come se pure allora per lungo digiuno fosse dalla torre della fame uscita. (…)P { margin-bottom: 0.21cm»

La ricetta: Pappardelle al vino Chianti
per le pappardelle:
200 g di farina
2 uova medie
1 pizzico di sale

1 litro d’acqua
250 ml di vino Chianti
per lessare la pasta

per il condimento:
1 cipolla media
2 cucchiai d’olio
100 g di salsiccia sbriciolata
250 ml di vino Chianti
peperoncino
sale

Preparare le pappardelle: impastare farina e uova col il pizzico di sale per almeno dieci minuti, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Lasciar riposare in un panno per circa mezz’ora. Stendere la sfoglia e ritagliarne delle lunghe strisce da 2 cm di larghezza.
Portare ad ebollizione 1 litro d’acqua con 250 ml di vino.
Nel frattempo  far soffriggere la cipolla nell’olio e quando comincerà ad essere morbida aggiungere la salsiccia sbriciolata e il peperoncino. Bagnare con il vino e lasciar poi restingere il sughetto a fuoco lento. Regolare di sale.

Quando l’acqua bolle, salare e cuocervi le pappardelle.
Condire con il sugo di vino appena preparato.

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“Agnolotti” ricotta e spinaci, il perfetto comfort food.

Chiedere a un goloso di raccontarti il suo comfort food preferito, può essere una pessima idea, perchè potresti trovarti con un elenco infinito di piatti diversi.
Chiederlo a una foodblogger è diverso! Nella cucina di una foodblogger, lo stesso piatto compare non più di una volta all’anno, anche quando è messo in programma, viene scalzato dall’ultima ricetta scoperta su un libro o sul blog di un’amica, o peggio ancora dal raro ingrediente che ha la stagionalità di soli cinque giorni all’anno! Le persone che quotidianamente si nutrono alla sua tavola già lo sanno e se ne sono fatti una ragione perchè, d’altronde, diciamolo, la foodblogger asseconda i gusti del suo blog, ma si prende anche cura dei palati degli assaggiatori…e quindi non è mai un sacrificio.

Ma…c’è un ma…un piatto – tavolta due – ma mai più di tre, che tornano con più frequenza…e che probabilmente non sono mai stati fotografati. Sono i piatti che preparava la mamma, non sono piatti d’alta cucina e spesso non ricalcano neppure una tradizione specifica, se non quella di casa. Non sono l’asso nella manica per gli ospiti che si vuole stupire, sono la coccola speciale per le persone di casa. E sono il comfort food speciale pure per se stessi!

Nel mio caso sono gli agnolotti. Li chiamo così, pur non avendo ripieno di carne, perchè a casa mia si sono sempre chiamati in questo modo. Sono giganti, come morbidi cuscini su cui posare il capo…la spiegazione è che mia nonna prima, e mia mamma poi, non avevano il tempo e la voglia di farli piccini: soprattutto mia nonna, sempre intenta a cucire, a vedere i minuscoli plin piemontesi, le sarebbe preso un infarto.
Avete presente quando ritrovate un oggetto, magari un giocattolo, che non vedevate da moltissimi anni: lo ricordavate gigante e lo ritrovate piccolino, non perchè abbiate mangiato i funghetti di Alice, ma perchè siete cresciute voi.
Ecco, una cosa non è cambiata: se mia mamma prepara questi “agnolotti”, sono ancora grandi come quando ero piccina…e ancora oggi li devo tagliare in 4 con la forchetta per poterli mangiare! Saranno cresciuti con me? 😀

Il ripieno è di ricotta e spinaci, a volte di sola ricotta, ma con gli spinaci è quello che mangiavo a cucchiaiate mentre mia mamma li preparava, da quando arrivavo appena al tavolo della cucina e sulla sedia mi ci sedevo in ginocchio, a quando l’aiutavo a girare la manovella della macchina per stendere la pasta.
Il sugo è di pomodoro…qualche volta è ragù di carne, ma quello che preferisco è quello di solo pomodoro al basilico, con le foglie spezzettate dentro, che tiravamo fuori dalle bottiglie, quando ancora facevamo la conserva in casa.

Tutti questi profumi e aromi li ho portati ora nella mia, di casa, e devo dire che, quando li preparo, gli agnolotti giganti (che ora sono diventati i miei) hanno ancora la stessa magia.

Per il contest promosso da Elisa de Il Fior Di Cappero
e Enrica di Coccola Time sul comfort food e ispirato a
Pippi Calzelunghe e alla sua cucina, sono davvero il primo piatto che mi è venuto in
mente.
Quando preparo questa pasta per il mio fidanzato, poi gli chiedo “ti piace?”-“ti piace?” con più insistenza delle altre volte, perchè facendogli assaggiare questi sapori lo porto in quella parte della mia vita in cui lui non era ancora accanto a me.
Mi è sembrato il più giocoso dei miei piatti, vicino alla figura di Pippi che io ricordo molto più nel telefilm che nel libro, con il suo faccino simpatico e i suoi capelli arancioni.

Eccolo, allora, il comfort food del mio cuore: e, credetemi, se vi passo la ricetta è perchè vi voglio proprio bene! 😀

La ricetta: Agnolotti giganti con ricotta e spinaci
-per la pasta:
200g di semola di grano duro
circa 100 g di acqua tiepida
un pizzico di sale
-per il ripieno:
250 g di spinaci freschi
200 g di ricotta ben scolata
1 tuorlo
40 g di pecorino grattugiato
sale
-per il sugo:
300 g di passata di pomodoro
1 spicchio d’aglio
olio evo
foglie di basilico
formaggio grattugiato (pecorino o parmigiano)

Lavare e cuocere gli spinaci senza acqua, coperti, con un pizzico di sale finchè non sono morbidi. Lasciarli raffreddare.
Intanto impastare insieme farina con il pizzico di sale e acqua, fino ad ottenere un panetto asciutto e liscio. Lavorare a mano la pasta per almeno dieci minuti. Coprirla con una ciotola sul piano di lavoro e lasciarla riposare mezz’ora.
Nel frattempo, tritare gli spinaci, aggiungervi la ricotta scolata, il pecorino e il tuorlo. Mescolare bene per ottenere un composto omogeneo e aggiustare di sale, se occorre.
Far dorare in due cucchiai d’olio lo spicchio d’aglio senza l’anima, aggiungere poi la passata e far cuocere, regolando di sale, fino ad ottenere la giusta consistenza (circa mezz’ora). Aggiungere un goccino d’acqua quando occorre, per prolungare la cottura, senza farlo inspessire eccessivamente.
Completare alla fine con qualche foglia di basilico.
Per la pasta, stendere la sfoglia con il mattarello o con la macchinetta in lunghe strisce. Deporre al centro della sfoglia delle palline di ripieno grosse come noci. Ripiegare una metà sull’altra per il lungo, schiacciando prima ai lati di ogni pallina di ripieno per far uscire tutta l’aria e poi salsando bene il bordo lungo. Ritagliare poi i ravioli con la rotellina dentata, uno ad uno; verranno un po’ storti e disuguali, ma è quello il bello.
Ripetere con ogni porzione di pasta.
Portare ad ebollizione una pentola d’acqua, salare e cuocervi i ravioli. Scolarli delicatamente in un piatto, perchè non si rompano e lascino andare un poco dell’acqua che hanno accumulato. Poi servirli nei piatti, intervallando con formaggio grattugiato e il sugo di pomodoro preparato in precedenza.
(E se ve ne avanzano, conditeli già e conservateli, il giorno dopo, riscaldati, saranno ancora buonissimi.)

Con questa ricetta partecipo al contest di Elisa ed Enrica “Benvenuti a Villa Villacolle”.

CONSIGLIA Frittata di zucchine