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Il primo post del 2015 e “CineMangiAmo?”

Il primo post dell’anno di solito coincide con una bella lista di buoni propositi che vengono sistematicamente disattesi e dribblati durante i mesi seguenti: tipo quello del cucinare e postare di più e mangiare di meno. Chissà com’è, ma in questi quasi quattro anni di blog è successo proprio l’esatto contrario!
Quindi quest’anno vado controcorrente e per il primo post dell’anno non vi parlo di buoni propositi ma di buoni progetti
Ne ho almeno quattro:
– uno che è meno di un bozzolino e che deve essere ancora definito;
– uno arriverà nei prossimi giorni e prenderà la forma di un contest e una raccolta;
– uno è un progetto a lungo termine che mi darà grandissima soddisfazione da aprile in avanti;
e poi c’è l’ultimo che è quello che vedrà compimento nell’immediato e nel quale ripongo grandissima speranza: CineMangiAmo?
Riconosco grandissimo merito alla mia partner di progetto e compagna di merende, Marzia del blog Coffee & Mattarello, per aver avuto la capacità di rendere tangibile questo sogno: finalmente una cena in cui il cibo è coprotagonista assieme alla cultura, un desiderio che era nato assieme a questo blog.
Parleremo del cinema italiano dal dopoguerra agli anni ’70: dalla fame, all’abbondanza degli anni ’60, ai primi desideri degli italiani di “mettersi a dieta”. L’intento è quello di farlo in modo leggero, simpatico, di passare una bella serata di cibo e risate insieme, e che possa essere l’inizio di una serie di incontri per chi ama le cene con cibo buono e saporito nel piatto e con esso spunti di chiacchiere e riflessione.

 La cena si svolgerà nella sala della Scuola di Cucina Il Melograno, la più prestigiosa e ricca di storia scuola di cucina di Torino. Il posto è delizioso ed accogliente e noi cucineremo per voi. L’indirizzo è piazza Vittorio Veneto 9, Torino, primo piano.

I vini che degusterete durante la cena sono quelli dell’azienda agricola Ivaldi Dario di Andrea Ivaldi, che ad ogni portata illustrerà il vino in abbinamento e racconterà la storia dell’azienda di famiglia, iniziata nel 1921.


Se siete di Torino (o vicino) potete essere dei nostri e prenotarvi cliccando qui!
Seguiteci sulla nostra pagina facebook @CineMangiAmo? per conoscere i dettagli del menù e per scoprire tante curiosità sul “cinema del cibo” e sul “cibo al cinema”…e fate il tifo per noi!

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lievitati, pizza e focacce, ricette tradizionali, storia & cultura

L’Oro di Napoli e le pizzelle ogg’ a otto Le pizzelle fritte, street food napoletano

Questa più che una ricetta è un pretesto per raccontare una storia: vi parlo dello street food napoletano per antonomasia, le pizzelle fritte. Si tratta di una frittura fatta con pasta lievitata, farcita all’interno con ricotta e salame o con i famosi ciccioli, gocce di grasso di maiale fritto.

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L’Oro di Napoli e le pizzelle ogg’ a otto Le pizzelle fritte, street food napoletano" class="facebook-share"> L’Oro di Napoli e le pizzelle ogg’ a otto Le pizzelle fritte, street food napoletano" class="twitter-share"> L’Oro di Napoli e le pizzelle ogg’ a otto Le pizzelle fritte, street food napoletano" class="googleplus-share"> L’Oro di Napoli e le pizzelle ogg’ a otto Le pizzelle fritte, street food napoletano" data-image="http://www.ricettedicultura.com/wp-content/uploads/2012/07/pizzelle-fritte_3.jpg" class="pinterest-share">
secondi di pesce, secondi piatti, storia & cultura

Il merluzzo sulla tavolozza

Il film La ragazza con l’orecchino di perla di Peter Webber, ispirato al romanzo omonimo di Tracy Chevalier, a sua volta ispirato al dipinto La ragazza col turbante di Jan Vermeer è stato candidato a suo tempo ad un sacco di premi ed una valanga ne ha poi portati a casa… 
Già solo il confronto tra Scarlett Johansson e la fanciulla del quadro stupisce per l’accuratezza dei particolari. Questo fa capire molto sulla cura che è stata messa in questa piccola opera d’arte.
 
 
Tra i tanti premi portati a casa dal film, un bel gruzzolo di riconoscimenti è andato ad Eduardo Serra per la Migliore Fotografia.
 
Secondo me la fotografia, le luci, il succedersi delle inquadrature fanno di questo film un piccolo gioiello. Per tutta la durata, sebbene sia lento, non si percepisce lo scorrere del tempo, ma l’attenzione viene focalizzata sugli sguardi, bellissimi primi piano, intervallati da quadri più ampi.
 
Ognuna di queste inquadrature sembra ispirata dai quadri della tradizione olandese e fiamminga.
 
 
 
Una di queste è proprio all’inizio del film, quando ancora scorrono i titoli d’inizio.
Griet si trova nella sua casa di Delft e sta tagliando la verdura. Non la ammucchia disordinatamente, come una qualsiasi massaia affaccendata farebbe. Lei no, lei la dispone ordinatamente in un piatto come fosse una tavolozza. 
La scena del film in cui Griet affetta e dispone le verdure
La telecamera si sofferma sulle sue mani al lavoro, un lavoro preciso, lento e regolare, nell’affettare e nel disporre, roba che farebbe impallidire i moderni cuochi campioni di velocità. Ma chi ama stare in cucina sa che il piacere di cucinare è anche questo, prendersi i propri tempi, gustare i profumi e i colori, provare abbinamenti e accostamenti, lasciarsi andare a un piacevole flusso di pensieri.
La tavolozza di verdure del film mi è rimasta impressa e l’altra sera mi è tornata in mente, durante quel flusso di pensieri, mentre affettavo le verdure per cucinare il pesce.
 
La mia tavolozza è un po’ più modesta…ma ugualmente ho voluto fotografarla.
Domina il giallo delle patate, messo in risalto dal verde intenso del peperone; poi la sfumatura tenue e violetta della cipolla di Tropea e il rosso dei pomodori che si confonde con quello del tagliere.
 
Ho usato tutte queste verdure per insaporire dei filetti di merluzzo. Alla fine anche questa è un’opera d’arte.
 
la ricetta: Merluzzo alle verdure (per 2 persone)
per circa 250 g di filetti di merluzzo ho usato:
due patate grosse
due cipolle medie
un peperone
due pomodori
olio, sale,
un peperoncino secco
un grosso spicchio d’aglio
due filetti di acciuga 
prezzemolo tritato
vino bianco q.b.
 
Per prima cosa ho pulito e affettato le verdure.
Poi ho messo a soffriggere l’aglio e il peperoncino nell’olio, senza farlo dorare troppo.
Ho tolto la padella dal fuoco e ho fatto sciogliere i filetti d’acciuga nell’olio caldo.
Ho rimesso la padella sul fuoco mentre cominciavo a disporvi a strati le verdure, prima le cipolle, poi le patate, i pomodori e i peperoni, intervallando a ciascuno strato un bel pizzico di sale.
Sopra tutte le verdure ho posato i filetti di merluzzo, irrorato con un filo d’olio, un pizzico di sale e abbondante prezzemolo tritato.
Ho versato vino in abbondanza, perchè è l’unico liquido che si aggiunge, e coperto bene la padella perchè non sfiatasse.
Il pesce cuoce nei vapori di vino e verdure, insaporendosi meravigliosamente.
Ogni tanto bisogna dare una scrollatina alla padella perchè le verdure non si attacchino, aggiungendo, ma solo se occorre, un filo d’acqua.
Il piatto è pronto quando le verdure sono cotte.
Disporre nei piatti un tappeto di verdure miste e sopra i filetti di merluzzo.
 
 
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