Plumcake inglese tradizionale

Plumcake o fruitcake, ma dove sono le prugne?

Il plumcake tradizionale inglese è un dolce semplice, a base di farina, burro, zucchero e uova e tanta frutta secca e candita, che lo rende anche colorato e bello a vedersi. Si serve, d’abitudine, già tagliato a fette, con il té delle cinque, assieme ad altre portate salate e neutre, come tramezzini e scones.

Il suo nome, per chi mastica un po’ di inglese, può ingannare, visto che plum significa prugna, ma nella ricetta tradizionale di prugne non ve n’è manco l’ombra.
Alcune fonti dicono che le ricette più antiche presentavano le prugne secche tra gli ingredienti, ma io mi son chiesta: perché farle scomparire all’improvviso?

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Torta di pangoccioli

Iniziamo l’anno con i migliori propositi: colazioni profumate che facciano venir voglia di alzarsi presto.

Questo splendido lievitato era nella lista dei desideri da un po’… la sua forma, così alta, mi aveva letteralmente conquistata ed ora finalmente sono riuscita a prepararlo.

La ricetta che ho seguito è quella di Senza Sale in Zucca, aumentando la quantità di zucchero, come consigliato su altre ricette della medesima preparazione.

La torta riempie bene e cresce in altezza notevolmente in uno stampo da 24 cm di diametro. Io l’ho affettata e surgelata già a fette, per poterne scongelare ogni mattina solo due fettine, da gustare appena tiepide.

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Pumpkin pie per la Festa del Ringraziamento

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Cade ogni quarto giovedì di novembre da ogni anno dal 1621.

Di che festa sto parlando? Della Festa del Ringraziamento, il Thankgiving Day statunitense (in Canada lo festeggiano ogni anno il secondo lunedì di ottobre :P).

Ma cosa si ringrazia esattamente?

Il primo giorno del Ringraziamento viene fatto risalire al 1621, al tempo dei padri pellegrini che lasciarono Plymouth, Inghilterra, da perseguitati per motivi religiosi, per il Nuovo Mondo a bordo della celeberrima Mayflower, approdando infine in Massachussets.

Dopo duri mesi di navigazione, ed essere quasi morti di stenti durante il difficile viaggio e durante i primi tempi in terra sconosciuta e ostile, i padri pellegrini si unirono agli indigeni per ringraziare il Signore del primo raccolto in terra americana.

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Altre tradizioni parlano di un primo giorno del Ringraziamento ancora più antico

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Madeleines al limone

Chi ha studiato letteratura francese al liceo non può che associare il nome di questi dolcetti all’opera di Proust, “A la recherche du temps perdu”, dove un dolcetto, una petite madeleine appunto, risvegliava con il suo profumo burroso i ricordi nella mente del protagonista.

“Mandò a prendere una di quelle focacce pienotte e corte chiamate madeleine, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco, macchinalmente, oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione di un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di “maddalena”.

Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di focaccia toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario.

Un piacere delizioso mi aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità inoffensive, la sua brevità illusoria, nel modo stesso che agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa: o meglio quest’essenza non era in me, era me stesso.”

La strada di Swann – Marcel Proust

In realtà i dolcetti sono tipici di una particolare zona della Francia, intorno a Commercy, in Lorraine.

Il loro nome è probabilmente dovuto a colei che le preparò per prima, Madeleine Paulmier, pasticcera al servizio di Stanisław Leszczyński, nobile polacco e suocero di Luigi XV di Francia, che risiedeva proprio a Commercy. Pare che il Re di Francia e la sua consorte si innamorarono di questi dolcetti, decidendo di dar loro il nome della cuoca che li aveva inventati.

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Sedici: l’alchimia dei sapori – il contest – ep.12 Speziati

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Nuovo mese, nuova corsa.

I Tostati hanno riscosso il successo che ci aspettavamo e i nostri voti, ignari gli uni degli altri, hanno espresso l’unanime verdetto di premiare gli abbinamenti stravaganti.

Vincono questa puntata Elisabetta Cuturello con e Annalaura Levantesi

vincitori tostati

Passiamo ora alla prossima famiglia (si gioca da oggi fino al 13 aprile), un po’ meno facile, a mio parere, soprattutto con alcuni abbinamenti. Si tratta degli Speziati, gli aromi che danno gusto in cucina.

logo speziatiA sorpresa, accanto a cannella, chiodi di garofano e noce moscata, troviamo basilico e pastinaca (dalle note erbacee e speziate insieme). Altre considerate da noi spezie in cucina, appartengono ad altre famiglie… avevamo da esempio trovato zenzero e cardamomo negli Agrumati, ricordate?

Per questa famiglia io ho scelto di approcciarmi ai chiodi di garofano, che non sono semplicissimi, né apprezzati da tutti.

Hanno un carattere un po’ guascone, diretto, forte, dalla testa calda. Il loro nome deriva dalla forma e non c’entrano nulla con il fiore del garofano, del quale però ricordano vagamente il profumo, anche se molto più enfatizzato ed estremo.

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Torta al finocchio caramellato e zenzero

dolci, torte | 12 marzo 2016 | By

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Ultimamente vi ho abituati alle stranezze, che mi dico: già che pubblico ogni morte di papa, almeno che siano cose davvero particolari!

Ed ecco allora che arriva una nuova rivisitazione dal libro “Dessert aux légumes”, senza scorza d’arancia, ma con più finocchio che devo dire ci sta a meraviglia.

Il finocchio appartiene alla stessa famiglia di sapori dell’anice e della liquirizia, e contiene un composto aromatico primario, l’anetolo, responsabile da un lato di “freschezza”, dall’altro di dolce piccantezza. Stando a questa descrizione, sembra fatto apposta per andare a nozze con lo zenzero candito.

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Sedici: l’alchimia dei sapori – il contest – ep.11 Tostati

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Eccoci giunti all’undicesima puntata, abbiamo appena finito di giocare con i Sulfurei ed ecco i vincitori: Alice e Dauliana.

vincitori sulfurei

Ed eccoci subito pronti a ricominciare a giocare con una nuova famiglia, particolarmente affabile, quella dei Tostati, fino al 13 marzo:

tostati

Ai tostati Nicky Segnit attribuisce solo tre ingredienti: caffé, cioccolato e arachide, che come ben sapete non si consumano crudi ma solo, appunto, dopo la tostatura.

caffé

Io ho scelto di giocare con il caffé. Prima di raggiungere la tazzina, il caffé passa diversi stadi , dal piccolo chicco verde, che pare essere organoletticamente insignificante, fino ai diversi gradi di tostatura che ne fanno sprigionare l’essenza.

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CONSIGLIA Ciambella con sorpresa