Cervelles de canut, un’antica ricetta francese

Questa ricetta dal nome insolito arriva dritta dritta da un libro delizioso, “La piccola cucina parigina” di Rachel Khoo, dove molti piatti tradizionali, rivisitati in una chiave moderna, sono presentati assieme alla loro curiosa origine.

Particolarissimo il nome, vuol dire proprio “cervelli di canuto“… e i canuti altri non erano che i tessitori di seta della zona del Lionese.

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Pare che la produzione di seta divenne una delle più fiorenti attività di Lione nel XV

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Tabbouleh (quasi) alla libanese

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Non scrivo molto in questi giorni, non di cucina almeno, ma leggo… e scopro la definizione di cucina levantina che comprende un insieme ampio e variegato di cucine di diversi paesi con caratteristiche simili. Siamo nei paesi del Levante, dalla Siria, al Libano, a Israele, Giordania, la Turchia del sud, la zona egea della Grecia, Iraq e territori Palestinesi.

Una regione geografica decisamente estesa, quindi, e una cucina che ha viaggiato con i popoli e si è adattata alle diverse religioni che nei secoli sono state presenti sul territorio.

Tanti piatti, noti a noi dopo il grande meltin pot delle migrazioni, fanno parte di questo ricettacolo culinario. Si tratta di meze, piatti che possono essere considerati alla stregua di antipasti, serviti prima della pietanza principale. Sono tantissime, alcune di consistenza cremosa, cosa che sembra giustificare il significato della parola. Meze infatti deriva dal persiano nel significato di “gusto, condimento”. Se non accompagnate da alcoolici le meze diventano muqabbilat. 😉

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Insalata di spaghetti con fragole e fagiolini

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Anche se latito dal blog, non vuol dire che non stia più cucinando…

Quindi per gli affezionati vi pubblico anche qui quello che compare altrove (anzi, pian piano completiamo la lista e ridiamo vita al blog!)

La ricetta è rivisitata da un libro francese che mi ha letteralemente incantata e che è continua fonte di ispirazione… tornerei a Parigi solo per i libri di cucina!

Il procedimento lo trovate qui: Insalata di spaghetti con fragole e fagiolini

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All Green – Torta salata da servire fredda

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Praticamente ormai la mia tavola è quasi sempre verde.

Questa torta salata primaverile è una di quelle ricette che, se le trovate in un libro, vi convincono a comprarlo. L’idea è, come tutte le idee geniali, semplicissima: un guscio croccante di pasta brisé all’olio d’oliva, cotto in bianco, e poi successivamente farcito con una crema di formaggio, con tronchetto di capra e tante verdure fresche, solo sbianchite e condite con olio extravergine e succo di limone.

allgreen_1_ridMeglio prepararla per tempo e tenerla in frigo fino al momento di portarla in tavola, completando con foglioline di menta fresca, avocado a fette e, se li gradite, germogli e una spolverata di erbette provenzali.

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Fluffosa al Matcha e Mango

dolci, torte | 23 marzo 2016 | By

fluffosa_matcha-mango_slideshow_miniE alla fine ho fluffato anch’io e l’ho fatto per il primo compleanno di ifood.it.

Esattamente un anno fa un folto gruppo di foodbloggers da tutta Italia (anche fuori Italia, in effetti…potere del web) si dava appuntamento su facebook, attendendo minuto dopo minuto la messa in onda del nostro sito, mentre le Admin erano a Terni con i tecnici, con la stessa trepidazione!

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Spaghettoni con zafferano e zucchine

Perchè il cacio e pepe si può fare anche così, colorato. Solo che al
posto del pepe nero ci metti un po’ di pepe bianco e poi ti viene in
mente che un po’ di zucchine saltate non guastano e poi ancora che con
le zucchine ci sta bene lo zafferano: diventa un altro piatto…buono
però e con tutto il colore del sole!

La ricetta: Spaghettoni con zafferano e zucchine
(per 2 persone)
170 g di spaghettoni
1 zucchina grande
30 g cipolla
1 bustina di zafferano
40 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
olio
sale
pepe bianco
Mettere l’acqua per la pasta a riscaldare, nel frattempo lavare e tagliare le zucchine a cubetti e la cipolla a pezzettini minuscoli. 
In una padella versare due cucchiai d’olio e rosolare leggermente la cipolla, poi aggiungere le zucchine, rigirando per qualche minuto. Togliere dalla padella e tenere da parte.
Da parte, in una tazzina di acqua già calda sciogliere lo zafferano.
Salare leggermente (perchè il parmigiano porterà sapidità) l’acqua e versarvi la pasta. Far cuocere per cinque minuti.
Con un grosso forchettone prelevare gli spaghetti e travasarli nella padella, aggiungendo anche 2 mestoli dell’acqua di cottura. Far proseguire la cottura della pasta in padella, aggiungendo acqua bollente quando è necessario. Quando la pasta risulta quasi cotta aggiungere lo zafferano precedentemente disciolto e il parmigiano grattugiato e mescolare rapidamente formando un sughetto e aggiungendo ancora qualche cucchiaio d’acqua bollente se necessario. Assaggiare e regolare eventualmente di sale e di pepe. Per ultimi versare le zucchine per una veloce rigirata in padella e servire.
 

Spaghetti alla Norma, fuori norma

Le ultime melanzane della stagione e le ultime parmigiane e paste alla Norma, che per tornare sui miei fornelli dovranno aspettare la prossima estate.
Ho preparato questo piatto innumerevoli volte con le melanzane nere, con quelle lilla (ma sono molto dolci e acquose e poco adatte alla frittura) e anche con queste deliziose melanzanine di Rotonda.
L’ho preparato con la ricotta salata, come vuole la regola, ma in mancanza anche con una spolverata di parmigiano.
Talvolta l’ho preparato anche con le melanzane cotte in forno e poi passate nel sugo.
L’adattabilità di questo piatto è altissima, si può modulare in base al tempo disponibile, ma la vera ricetta è una sola. Le melanzane vanno fritte e poi passate nel sugo di pomodoro, già insaporito con aglio e olio e fatto cuocere per un po’. Le melanzane vanno aggiunte all’ultimo, perchè devono dare sapore e non ammollarsi troppo.
Molte invece sono le leggende legate al nome di questo piatto. 

Alcuni raccontano che la ricetta vide la luce proprio al ritorno di Vincenzo a Bellini a Catania, dopo il clamoroso fiasco della prima della Norma al Teatro alla Scala di Milano. Il compositore era tornato abbattuto e sfiduciato nella sua città natale, quasi convinto di dover cambiare mestiere, quando gustò il piatto cucinato in suo onore da uno chef catanese. Ispirato, compose l’aria “Casta Diva”, la più celebre di tutta l’opera, decretandone il successo nelle rappresentazioni successive. Quest’ultimo particolare però non trova conferma nella stesura dell’opera in quanto Casta Diva faceva già parte della prima partitura.

Si racconta però che la dicitura Pasta
alla Norma facesse riferimento alla soprano Giuditta Pasta, protagonista
eccellente durante il disastro della prima alla Scala.

Un’altra storia è temporalizzata qualche anno più tardi, quando l’opera di Bellini era già conosciuta ed apprezzata. Pare che il commediografo Nino Martoglio, dopo aver assaggiato questo piatto, esclamasse “Questa è una vera Norma“, ad elogiarne la ricetta saporita ed equilibrata. 
Qualsiasi sia stata l’origine del nome, questo piatto è diventato il simbolo della città di Catania, ad eterna memoria del suo cittadino più illustre, e della Sicilia intera.
[http://it.wikipedia.org/wiki/Norma_%28opera%29
http://www.qtsicilia.it/la-satira-e-la-societa/40-societa/570-leggende-da-foyer-pasta-alla-norma.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Giuditta_Pasta]

Io ho realizzato la ricetta utilizzando i prodotti lucani che mi sono stati inviati per la partecipazione al concorso #IoChef, in
occasione del Convegno Nazionale dei Cuochi Lucani, quindi melanzane di Rotonda e CacioRicotta Lucano. Le melanzane di
Rotonda hanno molti semi, ma sono davvero perfette per essere fritte…se volete saperne qualcosa di più andate a leggere qui.

La ricetta: Pasta alla Norma
(per 2 persone)
1 melanzana viola con la buccia (nel mio caso 3 melanzanine rosse di Rotonda)
olio per friggere
3-4 pomodori pelati
olio
sale
basilico
spaghetti (più o meno abbondanti a vostro piacimento)
ricotta salata (nel mio caso, cacio ricotta lucano)
Ho inizialmente tagliato a dadini le melanzanine con la buccia. Ho anche fatto qualche fettina sottile per la decorazione. Le ho messe in un colapasta con un po’ di sale grosso per farle spurgare.
Ho messo tre cucchiai d’olio evo in un pentolino. Ho rosolato leggermente uno spicchio d’aglio sbucciato e poi vi ho aggiunto i pomodori, precedentemente sbollentati e pelati, schiacciati con la forchetta. Ho lasciato cuocere aggiungendo all’occorrenza un po’ d’acqua e regolando di sale. 
Ho asciugato le melanzane, le ho infarinate e fritte in olio di semi bollente, mettendole poi ad asciugare dall’olio in eccesso su alcuni fogli di carta assorbente.
Nel frattempo ho messo a bollire l’acqua per la pasta e quando era pronta l’ho salata e vi ho tuffato gli spaghetti. 
A cottura ultimata ho passato gli spaghetti nel sugo per condirli, poi ho aggiunto le melanzane fritte, tenendo da parte le fettine e qualche cucchiaio di quelle a cubetti per la decorazione.
Ho spolverato di cacio ricotta grattuggiato grosso al momento.
 

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