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Kanelbullar, più buoni di quelli dell’Ikea I dolcetti svedesi alla cannella, perfetti per la pausa caffé

kanelbullar-svedesi

I kanelbullar sono soffici dolcetti di impasto lievitato che viene farcito con cannella e cardamomo e arrotolato su se stesso fino a formare delle matassine golosissime e sfogliate.

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dolci, torte

Torta al finocchio caramellato e zenzero

torta finocchio caramellato_slideshow_mini

 

 

 

Ultimamente vi ho abituati alle stranezze, che mi dico: già che pubblico ogni morte di papa, almeno che siano cose davvero particolari!

Ed ecco allora che arriva una nuova rivisitazione dal libro “Dessert aux légumes”, senza scorza d’arancia, ma con più finocchio che devo dire ci sta a meraviglia.

Il finocchio appartiene alla stessa famiglia di sapori dell’anice e della liquirizia, e contiene un composto aromatico primario, l’anetolo, responsabile da un lato di “freschezza”, dall’altro di dolce piccantezza. Stando a questa descrizione, sembra fatto apposta per andare a nozze con lo zenzero candito. Read more

biscotti, dolci, Natale

Omini biscottini di neve Per giocare con biscotti sempre diversi

Per Natale e soprattutto prima di Natale, quando presentare idee simpatiche e originali tra le pagine del blog è un vero must, Pinterest è fonte infinita di ispirazione e divertimento, così, tra gli alberelli di pastasfoglia e le meringhe verdi, si trovano anche questi biscotti simpatici, omini-pupazzo di neve, alternativa perfetta ai classici omini di pandizenzero che avevo già preparato lo scorso anno con una ricetta infallibile!
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al cucchiaio, contest, dolci, smoothie e bevande

Sedici: l’alchimia del sapori – il contest – ep.9 Di Bosco

pumpkin spice latte_slide_miniUn vero exploit! Non saprei come altro definire la cascata di ricette pervenuta per la puntata n°8 di Sedici dedicata agli ingredienti “Di Terra”.

Questo mese, oltre alla nostra foodlover expat, si è aggiunto anche un vero Chef e molti molti entusiasti vegan… questi ultimi che ci fanno supporre che anche la nuova famiglia di gusti sarà ben accolta. Read more

buffet salato, lievitati-dolci, ricette originali, storia & cultura

Pani dolci alle spezie per il contest “A regola d’arte”

 
Confesso che mi avvicino al contest “Ricette A regola d’arte” di Alice con un po’ di riverenza…ho visto creazioni bellissime da parte di tutti i partecipanti, ma proprio belle belle da vedere e piene di colori. Ho scelto un’altra strada e propongo ad Alice queste briochelle tutte stortignaccole (che poi sono pani alle spezie) perchè la mia ispirazione è venuta da qui:
Ho cercato e ricercato tra i miei generi preferiti qualcosa che facesse al caso mio, ma a quanto pare i fiamminghi, al contrario delle moderne foodbloggers, prediligevano rappresentare il cibo crudo e non c’è stato verso di trovare qualcosa che fosse cotto e ben rappresentato, al tempo stesso. Certo qualche vaga idea di quel che c’era nei piatti…oppure ingredienti resi nel dettaglio più preciso, ma crudi! Poi, come un segno del destino, spunta fuori questo dipinto. Guardo la data e, per particolare simpatia per quell’epoca, che è la stessa de I Tre Moschettieri, decido che  fa poprio al caso mio.
Juan Van Der Hamen y (Gómez de) León fu un pittore spagnolo attivo all’inizio del XVII secolo. Figlio di un cortigiano belga e di un’aristocratica spagnola, forse figlio d’arte, ma non è certo. Certo è che produceva cosine interessanti come questa:

o questa:

o ancora quest’altra:

aderendo alla corrente dei bodegones spagnoli, i pittori di nature morte, con in più un’austerità tutta spagnola e una linearità quasi minimale nell’apparecchiare la tavola. Sono distanti i dipinti con la selvaggina in frollatura o quelli in cui un gatto curioso cerca di rubare un pesce o ancora dove le lumache provano, lentamente, a svignarsela. Qui è tutto immobile.

Invece far stare ferme e in equilibrio le mie briochelle in un piatto ovale molto simile a quello rappresentato nel dipinto è stato arduo…

 

Però, studiandone l’impasto, ho voluto introdurre sapori di altri tempi, la farina di farro e quella integrale, le tante spezie che si usavano nelle cucine delle famiglie più agiate, i gusti molto meno dolci di come siamo abituati oggi. Ho sfornato queste treccine profumatissime, brune e corpose.

La ricetta: Ciambelle intrecciate alle spezie (per la ricetta sono partita dalla ricetta della brioche agli albumi di Simona Mirto, con variazioni negli aromi e negli zuccheri)

100 g di farina tipo 0
100 g di farina di farro
100 g di farina integrale macinata a pietra
40 g di zucchero di canna scuro
80 ml di latte intero
5 g di lievito di birra fresco
2 cucchiai di miele
2 albumi medi
70 g di burro
1/2 cucchiaino di sale
il succo di 1 limone
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di cardamomo in polvere
1 pizzico di pepe nero
1 grattata di noce moscata
1 bustina di zafferano

preparazione:
Mettere fuori frigo gli albumi e il burro. Mischiare le farine con le spezie nella ciotola dell’impastatrice.
Sciogliere il lievito nel latte portato a temperatura ambiente con il miele.
Cominciare ad impastare con il latte, poi con l’aggiunta del succo di limone. Aggiungere lo zucchero e poi gli albumi e il sale ed aspettare l’incordatura.
Quando l’impasto è incordato cominciare ad aggiungere ilburro a dadini di due cm, ed attendere che sia inglobato nll’impasto, prima di procedere con l’ulteriore aggiunta. Continuare fino ad esaurimento del burro, ci vorranno circa 20-25 minuti con un’impastarice bruttina come la mia, meno con una più professionale.
Mettere l’impasto in una ciotola pulita ed attendere il raddoppio.
Sgonfiare l’impasto e suddividerlo in 8-10 porzioni.
Per ogni porzioncina di impasto: lavorare ripiegandola più volte su se stessa; ricavarne un serpentello e dividerlo in tre serpentelli più piccoli nel verso lungo, intrecciare e poi chiudere la treccia ad anello. Deporre su un foglio di carta forno leggermente infarinato.
Quando tutti gli anelli sono pronti, attendere che raddoppino, poi spennellarli di albume o di latte e decorarli con qualche uva passa.
Scldare il forno a 200° e cuocere per 20 minuti. Congelate e poi scongelate e passate in forno tiepido, tornano soffici!

 

con questa ricetta partecipo al contest “Ricette a regola d’arte” di Alice del blog” Pane, libri e nuvole”

 

biscotti, dolci, Natale, ricette tradizionali

Omini di pan di spezie Non è Natale senza gli omini di pan di spezie!

 Simpaticamente sgangherati. Almeno spero che vi stiano simpatici. Qui ci siamo procurati il tagliabiscotti a forma di omino, ma siamo allergici a tutte quelle diavolerie del cake design.

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Omini di pan di spezie Non è Natale senza gli omini di pan di spezie!" class="facebook-share"> Omini di pan di spezie Non è Natale senza gli omini di pan di spezie!" class="twitter-share"> Omini di pan di spezie Non è Natale senza gli omini di pan di spezie!" class="googleplus-share"> Omini di pan di spezie Non è Natale senza gli omini di pan di spezie!" data-image="http://www.ricettedicultura.com/wp-content/uploads/2014/12/omini_pandispezie_evid.jpg" class="pinterest-share">
biscotti, dolci, Natale, ricette originali

Biscotti-bottoncini al profumo di arancia e cardamomo Arancia e cardamomo, abbinamento perfetto per biscottini divertenti

Una volta era una grande scatola di latta, piena di rocchetti e di bottoni; molto spesso vi si formavano garbugli indistricabili tra i fili colorati.

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Biscotti-bottoncini al profumo di arancia e cardamomo Arancia e cardamomo, abbinamento perfetto per biscottini divertenti" class="facebook-share"> Biscotti-bottoncini al profumo di arancia e cardamomo Arancia e cardamomo, abbinamento perfetto per biscottini divertenti" class="twitter-share"> Biscotti-bottoncini al profumo di arancia e cardamomo Arancia e cardamomo, abbinamento perfetto per biscottini divertenti" class="googleplus-share"> Biscotti-bottoncini al profumo di arancia e cardamomo Arancia e cardamomo, abbinamento perfetto per biscottini divertenti" data-image="http://www.ricettedicultura.com/wp-content/uploads/2014/12/bottoni_2_ww_zps59047d66-565x660.jpg" class="pinterest-share">
dolci, ricette originali, storia & cultura, torte

Pumpkin-chocolate Bundt Cake, la torta con zucca e cioccolato

 
La scoperta dell’America portò in Europa la zucca di Halloween e numerose altre varietà, assieme ad altri ortaggi colorati e panciuti. Un’altra tipologia di zucca era però già conosciuta fin dall’antichità e coltivata in Oriente ed Europa: la lagenaria, detta anche zucca da vino, piccola e dalla particolare forma a pera o a fiaschetta. Pare che fosse originaria dello Zimbabwe e conosciuta anche dagli antichi egizi. Le piccole zucche venivano accuratamente svuotate della polpa che poi veniva mangiata, mentre il guscio serviva per creare fiaschette dove conservare e trasportare i liquidi; da qui deriva proprio l’espressione “zucca da vino”, ma anche “avere sale in zucca”, poichè i preziosi cristalli, tanto utili per la conservazione degli alimenti e paragonabili al denaro (il salario) venivano spesso conservati in una zucchetta svuotata ed essiccata.
Raffaello e Giulio Romano – Mercurio nella Loggia di Psiche
In ogni caso la moda della zucca nell’arte esplose un poco più tardi, dopo le
grandi scoperte, e in particolare nel XVI e XVII secolo, nelle nature
morte, anche se già nel 1517 Raffaello aveva immortalato la zucca nella Loggia di Psiche alla Farnesina,
sulla testa di Mercurio, al posto riservato, in altre occasioni, alla “cornucopia” e con il medesimo auspicio di abbondanza e fortuna al banchiere
senese Agostino Chigi, committente degli affreschi. I semi della zucca rappresentavano quello che per noi, ancora oggi, rappresentano le lenticchie o i chicchi del melograno a Capodanno: tanto denaro in arrivo. Un’altra
zucchetta fa capolino a destra tra le fronde con un evidente significato
un poco più scabroso… e da qui comprendiamo che a Raffaello e ai suoi
aiutanti piaceva scherzare e che con Agostino Chigi c’era, oltre al rapporto tra committente e artista, anche una goliardica amicizia.

Da “Les Grandes Heures d’Anne de Bretagne”
L’immagine più antica di una zucca resta comunque tra le pagine colorate
di un libro di preghiere: “Les Grandes Heures d’Anne de Bretagne”
illustrato da Jean Bourdichon tra il 1503 e il 1508; tra altri ortaggi,
insetti ed animaletti dell’orto, resi con un vivido realismo, gli
scargianti fiori di zucca gialli o bianchi e i frutti della pianta.
 
Dal ‘500 la zucca, e soprattutto l’appariscente zucca americana, che ben si presta ad essere rappresentata a colori sulla tela, appare sempre più frequentemente nei dipinti di mercato. In realtà il significato di queste pitture è quasi sempre allegorico, esula dalla scena quotidiana rappresentata ed occhieggia sempre più spesso alla sessualità.È

il caso del fiammingo Pieter Aetrsen e suo nipote Joachim Beuckelaer: le zucche presenti nei loro dipinti alludono ad una scena amorosa in secondo piano oppure alla fecondità del ventre femminile.

Pieter Aetrsen – La fruttivendola
 
Joachim Beuckelaer – Mercato
Le fruttivendole o pescivendole di Vincenzo Campi, pittore lombardo, alludono anch’esse alla sessualità. Le zucche sono solitamente tagliate, con i semi esposti, oppure nel caso della pescivendola, tra i tentacoli di un polpo, mentre altre scene nel dipinto richiamano in modo più o meno manifesto il significato sessuale, come il dito nell’orecchio o il gettare dei frutti nel grembo delle donne in secondo piano.

 
Vincenzo Campi – Fruttivendola

 

 
Vincenzo Campi – Pescivendola

In questa carrellata non poteva mancare l’Arcimboldo: nella raffigurazione di Vertumnus, alla zucca è assegnato il compito di rappresentare il torace, sede del cuore e di altri organi vitali.

Giuseppe Arcimboldi – Vertumnus

[fonti:
http://zuccanellorto.wordpress.com/category/storia-culturale/
http://www.stilearte.it/la-zucca-nellarte-simbolo-e-propiziatrice-di-prosperita-fecondita-e-ricchezza1/]

Questa torta è deliziosa, umida al punto giusto, con la freschezza della zucca e il profumo della cannella e la golosità del cioccolato. Sono partita dalla Pumpkin Bundt Cake di Serena e da lì ho fatto le mie modifiche.

 

La ricetta: Pumpkin & Chocolate Bundt Cake (torta con zucca e cioccolato)
2 uova
180 g di zucchero 
320 g di zucca (polpa pesata già cotta e pulita)
100g di burro
60 g di cioccolato fondente (per me al 64% di cacao)
260 g di farina (per me Cerealia Wellness)
40 g di latte
2/3 di bustina di lievito per dolci
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 pizzico di sale
 
per decorare
zucchero a velo
acqua
scaglie di cioccolato fondente
 
Far cuocere la zucca, tagliata a spicchi, in forno a 180° finchè la polpa non è morbida, poi ricavarne 320 g e schiacciarla finemente con una forchetta.
Montare un uovo intero e un tuorlo con lo zucchero e un pizzico di sale. Tenere da parte il secondo albume.
Sciogliere il burro con il cioccolato sminuzzato e lasciar intiepidire.
Aggiungere all’uovo montato la zucca e poi il burro con il cioccolato, mescolando bene.
Setacciare insieme la farina con il lievito e la cannella e cominciare ad aggiungerla a cucchiaiate all’impasto, mescolando bene per non formare grumi. Alternare alla farina un po’ di latte per rendere l’impasto morbido, fino ad esaurimento di entrambi.
Scaldare il forno a 170° ventilato.
Montare a neve il secondo albume ed aggiungerlo all’impasto mescolando dal basso verso l’alto.
Imburrare ed infarinare uno stampo da bundt cake e mettervi l’impasto. Infornare per 45 minuti e fare la prova stecchino prima di sfornare.
Quando la torta è fredda, toglierla dallo stampo e decorarla con glassa di zucchero e scaglie di cioccolato fondente.