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Gingerbread cake La torta con il profumo del Natale

La gingerbread cake è la torta con il profumo del Natale, soffice, alta, con la sua forma (solo la forma) ricorda un panettone o una montagna innevata e all’interno è una vera esplosione di profumo di miele e spezie. Read more

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dolci, ricette tradizionali, storia, torte

Plumcake inglese tradizionale

Plumcake o fruitcake, ma dove sono le prugne?

Il plumcake tradizionale inglese è un dolce semplice, a base di farina, burro, zucchero e uova e tanta frutta secca e candita, che lo rende anche colorato e bello a vedersi. Si serve, d’abitudine, già tagliato a fette, con il té delle cinque, assieme ad altre portate salate e neutre, come tramezzini e scones.

Il suo nome, per chi mastica un po’ di inglese, può ingannare, visto che plum significa prugna, ma nella ricetta tradizionale di prugne non ve n’è manco l’ombra. Read more

buffet salato, ricette originali, secondi piatti

Toad in the hole, il rospo nella tana diventa vegetariano

Il Parmigiano Reggiano lancia ogni anno una competizione internazionale la Parmigiano Reggiano Chef, ispirata ad un tema particolare: quest’anno è toccato al Cross Cooking, ovvero un modo di cucinare “trasversale” reinterpretando le ricette di altri paesi con le eccellenze del nostro.

Quale migliore occasione per sperimentare l’utilizzo del Parmigiano Reggiano in una ricetta tipica appartenente ad un’altra cultura.
Fin da subito mi sono concentrata sull’Europa, sulla quale mi sembra di essere più ferrata…ad un certo punto ecco l’illuminazione.
Il toad in the hole è un piatto tradizionale anglosassone. La locuzione significa “rospo nella tana” ma con i rospi ha davvero poco a che fare…si riferisce infatti a un pezzetto di salsiccia che viene immerso nella morbida pastella che compone la “tana”. Questa pastella si gonfia in forno tutt’intorno alla salsicccia avvolgendola completamente e gonfiandosi lascia pure un’apertura in cima, proprio come una buca scavata nel terreno.
Solitamente è accompagnato da puré di verdure, patate o sedano rapa, oppure da un sugo di cipolle.
 
Pare che una ricetta analoga di carne che viene racchiusa da una morbida pastella si trovi anche nel nostro italianissimo La Scienza in Cucina di Pellegrino Artusi con la denominazione di “Piccioni all’Inglese”. Non resta alcun dubbio quindi che questo modo di completare e cuocere la carne arrivi dal Regno Unito.
 
Ho trasposto questa ricetta in chiave “parmigianosa” e, vista la presenza del formaggio, ho preferito declinarla in leggerezza, trasformandola in vegetariana. Scegliete verdure di stagione, che sono più saporite, e le erbe e le spezie che preferite, per rielaborare questa ricetta all’infinito. E provatele anche con la salsiccia… vi assicuro che sono deliziose.

 

 

 

La ricetta: Toad in the Hole vegetariani
125 g di farina
2 uova grandi
100 ml di birra
80 ml di latte intero
50 g di Parmigiano Reggiano 14 mesi
sale
pepe
olio extravergine d’oliva
 
1 zucchina grande
1 peperone
1 cipolla
olio
sale
timo
 
Per il rospo: cominciare dalle verdure, pulendole e tagliandole a tocchetti.
Scaldare in una padella un filo d’olio e rosolarvi la cipolla affettata finemente. Aggiungere poi le verdure e far proseguire la cottura a fuoco vivace per alcuni minuti. Le verdure devono restare abbastanza sode. Regolare di sale ed insaporire con il timo.
 
Scaldare il forno a 190°.
 
Per la tana: sbattere le uova con un pizzico di sale. Aggiungere la farina tutta insieme e cominciare a mescolare aggiungendo il latte a filo. Aggiungere poi il Parmigiano Reggiano grattugiato, il pepe ed infine la birra.
Scaldare uno stampo per 12 muffin in forno con una goccia d’olio in ogni scomparto. Estrarre dal forno e mettere in ogni stapino un mestolino di impasto, fino a suddividerlo in tutte le formine.
In ogni tana mettere poi una cucchiaiata di verdure.
Infornare subito per 15 minuti, aspettando che la “tana” cresca in altezza e diventi dorata.
 
Servire subito.

 

 
 
 

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al cucchiaio, arte, dolci, eventi&co, Torino&Dintorni, torte

Gli appuntamenti di Ortinfestival: ce n’è per tutti i gusti.

Come anticipato qui, volevo raccontarvi qualcosa sui tanti appuntamenti di Ortinfestival alla Venaria Reale dal 30 maggio al 2 giugno, per invogliarvi a partecipare.
 
 
 
Il Potager in cui la manifestazione/esposizione si articola è una maglia quadrata di spazi tenuti a verde e completati con una collezione frutticola, orti, cereali, prato e fioriture, divertissement d’acqua e gallerie verdi. 
Immaginate in questo spazio una composizione regolare e studiata di:
varietà antiche di alcuni ortaggi, accanto al paniere dei prodotti agricoli tipici del Piemonte;
piante aromatiche, da quelle alpine, alla macchia mediterranea e quelle più esotiche; 
fiori eduli, dall’Italia e da altre latitudini, accanto a più di 50 nuove specie vegetali dal mondo che si sono adattate con grande successo ai nostri climi;
erbe spontanee, negli ultimi anni quasi dimenticate, che oggi riaffiorano nell’uso in cucina e cosmesi.
 
Per i pollici neri, però curiosi come me, ci saranno affascinanti visite guidate attraverso gli orti per imparare a riconoscere le diverse specie vegetali.
Per i pollici verdi, invece, ci saranno veri e propri workshop di orto, per costruirlo da sé, in vaso o nei cassonetti. 
Per i pollici neri che aspirano a diventare pollici verdi ci saranno basici corsi di alfabetizzazione orticola.
 
Come in ogni manifestazione che si rispetti non mancherà l’area dedicata ai piaceri del palato: si andrà dalla cucina d’autore di chef talentuosi e stellati, al BistrOrt, con cucina semplice del mercato e di stagione, ai Pop-up Kiosk, dove verrà servito al volo street-food in chiave “orticola“.
Sarà allestita un’area pic-nic, la iPlaid zone, per i dejeuner sur l’herbe o le merende sinoire, come vogliate chiamarle…
Infine non mancheranno gli showcooking e le cooking classes, con blogger, chef e autori gastronomici.
 
Nella filosofia green, i materiali di recupero verranno utilizzati per allestire orti verticali, sui tetti, sui terrazzi o sui davanzali urbani.
 
La Blogger-area sarà allestita con le tende eco-chic di Ferrino e per alcuni vi sarà la possibilità di pernottare all’interno dei giardini della reggia.
 
Infine l’area shopping riguarderà diverse categorie, dal verde (piante, tuberi, sementi), al food, al design e arredamento, al wellness e verranno presentati diversi Gruppi di Acquisto Solidale operanti sul territorio.
 
A completare il tutto ci saranno le performance degli artisti di strada e la presenza del partner d’eccezione di quest’anno, il Peru, che presenterà il rito andino della Pachamama, la Madre Terra, un tempo venerata dagli Inca e oggi da molte popolazioni autoctone del centro e sud America.
 
Vi saluto e vi dò appuntamento ad Ortinfestival con la mia semplicissima ricetta di dolce con le fragole. Mentre scrivo penso a molte amiche blogger che sicuramente saranno attratte da questo calendario così ricco ed allettante. La manifestazione aprirà alle ore 16,00 del 30 maggio e si concluderà il 2 giugno; per altre informazioni cliccate qui!
 
 
 
La ricetta: Pudding di fragole al profumo di lime

 

150 g di fette di pane integrale (il mio ai cereali preparato con Multicereali QB Molino Grassi)
20 g di burro
200 g di fragole mature
200 ml di latte intero
2 cucchiai di miele
1 uovo grande
1 cucchiaio di zucchero di canna + un po’
la buccia di un lime
 
Tagliare il pane a fette e poi a rettangolini. Lavare le fragole e tagliarle a pezzettini.
Far sciogliere il burro e spennellarlo sulle fette di pane.
In una pirofila disporre uno strato di pane e poi uno strato di fragole e continuare fino ad esaurimento degli ingredienti.
Scaldare il latte con il miele e la buccia gratugiata di un lime. Montare l’uovo con il cucchiaio di zucchero, poi miscelare questo composto con il latte e miele intiepidito.
Versare il tutto sulle fette di pane e fragole e lasciare assorbire, per circa 10 minuti, mentre il forno si scalda.
Infornare poi a 180°C fino a doratura delle fette di pane in superficie. Consumare tipiedo o freddo.
 
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6 settembre 2017
Ho provato una nuova versione di questo pudding: ho utilizzato 7 fette di plumcake all’uva passa, tagliate ancora a metà e disposte su una teglia rotonda di 20 cm di diametro. Ho sbattuto con 50 g di zucchero 2 albumi e 1 uovo intero, con la buccia di mezzo limone bio. Alle uova ho aggiunto 300 ml di latte di soia tiepido. Poi ho irrorato il pane all’uvetta con questo composto, disposto delle fragole surgelate sul tutto e fatto riposare per 10 minuti e poi infornato a 180°C per 30 minuti.
 
Eccolo qui:
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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English Veg Breakfast con il Tondo Liscio di Pachino IGP

Torno con un’altra ricetta ispirata dai pomodori di Pachino IGP.
Questa volta il protagonista è un’altra varietà del pomodoro di Pachino,
meno conosciuta rispetto al famosissimo ciliegino, ma davvero
particolare e saporita: si tratta del Tondo Liscio di Pachino IGP.
La bacca è un po’ più grande del ciliegino, verde e profumatissima,
dalla consistenza soda e croccante. Ha un gusto delizioso, intenso,
vitaminico, quasi piccante.
Il suo migliore utilizzo, finché è verde,
è in insalata. Se non li divorate subito, quando diventano più maturi e
più morbidi possono essere utilizzati anche cotti.
Per la mia ricetta ho preso ispirazione dalla classica colazione anglosassone, normalmente composta da salsicce e bacon accompagnata da frittelle di patate e pomodori grigliati.
Ho scelto di isolare solo la parte vegetariana dell’english breakfast
per creare un contorno coloratissimo: asparagi sbollentati e conditi
con olio extravergine e aceto balsamico, pomodori Tondo Liscio di
Pachino IGP tagliati a fette e grigliati ed infine le potato hash, saporitissime frittelle di patate grattugiate, fuori croccanti e dentro morbide, che più semplici e golose non si può!
Con un contorno così si colora anche la più banale fettina in padella!
La ricetta: Contorno “English Veg Breakfast”: pomodori grigliati, asparagi e potato hash
orientativamente:
4 pomodorini Tondo Liscio di Pachino IGP a persona
5 asparagi a persona
1 patata a persona
Sbollentare in acqua salata gli asparagi. Poi metterli da parte.
Nel frattempo pelare e grattugiare 1 patata a persona, strizzare tra le
mani la polpa ottenuta e formare tante piccole polpette schiacciate.
Tagliare in 3 o 4 fettine i pomodori e lasciarli scolare per una decina
di minuti. Poi passarli sulla griglia bollente o su una padella
antiaderente, unta con un foglio di carta assorbente leggermente
imbevuta d’olio.
Friggere le frittelle di patate in olio di arachidi bollente.
Per comporre il piatto, mettere alcuni
asparagi, alcune fette di pomodoro e le potato hash. Condire con olio e
aceto gli asparagi e con un pizzico di sale i pomodori grigliati e le
frittelle di patata.

Se cerchi altre ricette con il pomodoro di Pachino IGP:

Tomino piemontese con confettura di pomodoro Ciliegino di Pachino IGP agli agrumi e cardamomo

Focaccia multicereali al nero di seppia con ciliegini e origano

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Hot Cross Buns per Re-Cake n°7

Dopo ben due “re-cake” saltate mesi, eccomi pronta e pimpante per quella di questo mese.
Si parla di Hot Cross Buns, che facevano già parte delle ricette che avrei voluto provare per la Pasqua di quest’anno. Si tratta di un lievitato e già questo è un incentivo che da solo basterebbe, ma la spinta che mi dà proprio lo slancio è la ricchissima storia che questi piccoli panini semidolci si portano dietro.
Fanno parte della tradizione pasquale anglosassone da secoli e la loro origine si perde nella notte dei tempi con quel tocco di magico che contribuisce a tenerne viva la leggenda.

Pare che nella tradizione celtica venisse preparato un pane simile a questo per la dea Eostre e dopo l’avvento del cristianesimo quando Eostre divenne Easter venne assimilato alle usanze pasquali.
La croce che viene fatta sulla sommità del panino fa proprio riferimento alla crocifissione e il pane iniziò ad essere preparato dal Medioevo proprio per le festività pasquali. In particolare la leggenda dice che questo pane, preparato la sera del Venerdì Santo, non ammuffisca e non vada a male fino all’anno seguente e che il panino raffermo, accostato al nuovo pane in lievitazione, ne garantisca durante l’anno la buona riuscita.
A questo pane nei secoli vennero affibbiate anche proprietà taumaturgiche, tanto che la diffusione diventò enorme. Un’altra credenza narrava che i panini, portati in barca durante le traversate, impedissero che la barca stessa si potesse capovolgere.
Si racconta che Elisabetta I, dopo la riforma anglicana, cercò di proibire la diffusione dei panini con la croce, perchè rappresentavano in modo esemplare le superstizioni che la nuova religione anglicana si proponeva di combattere, ma fu sconfitta su questo fronte e si limitò a prescrivere che venissero preparati soltanto sotto Natale e sotto Pasqua, ottenendo il risultato che fossero principalmente cotti in segreto all’interno delle cucine domestiche, naturalmente durante tutto l’anno! 😉
Anche una filastrocca per bambini è dedicata a questi panini, ma la credenza più simpatica riguarda l’amicizia: il panino di anno in anno spartito a metà tra due amici farà perpetuare la loro amicizia: “Half for you and half for me, between us two shall goodwill be”.

Ho cambiato un po’ la ricetta prescritta: ho ridotto drasticamente la quantità di lievito, mentre 860 g di farina per 12 panini mi sembrava davvero tanta, a meno che non dossero venire più pagnottone che panini.
Ho fatto un lievitino e mi sono trovata a dover riequilibrare le dosi di liquidi.
Gli esperimenti sono riusciti: con 275g di farina ho ottenuto 8 pezzi della grandezza di un’arancia. Per la croce ho scelto di recuperare la tradizione della pasta frolla, preparandone una con farina di mandorle. Gli aromi sono quelli prescritti di buccia di limone e arancia e la frutta essiccata scelta è l’uva passa, come dovrebbe essere tradizione.

La ricetta: Hot Cross Buns
per il lievitino: 
50 g di farina
25 g di acqua
4 g di lievito di birra fresco
per l’impasto:
225 g di farina
75 g di latte
1 uovo
50 g di zucchero
50 g di burro fuori frigo
buccia grattugiata di mezzo limone e di mezza arancia
1 pizzico di sale
30 g di uva sultanina
per la rifinitura:
latte e zucchero per pennellare
crossing paste fatta con: 20 g di farina, 20 g di farina di mandorle, 25 g di zucchero, 25 g di burro, 1-2 cucchiaini di uovo (ho sbattuto un un uovo e ne ho prelevato l’occorrente con il cucchiaino)
un cucchiaio di marmellata di prugne diluita con acqua per la lucidatura finale
Preparare il lievitino; mettere la pallina in un contenitore alto e stretto (una caraffa) e
coprirlo abbondantemente d’acqua a temperatura ambiente (circa 25°C).
Quando il lievitino verrà a galla sarà pronto: ci vorranno circa 15-20
minuti.
Spezzettarlo nella ciotola dell’impastatrice e farlo sciogliere con il latte a temperatura ambiente. Aggiungere lo zucchero e poi la farina (tenendone da parte un cucchiaio), gradualmente. quando comincia a formarsi l’impasto aggiungere l’uovo, leggermente sbattuto  con il pizzico di sale e lavorare fino a incordatura.
Aggiungere le bucce e a poco a poco il burro a cubetti, sempre impastando; finire con l’ultimo cucchiaio di farina. Quando l’impasto è liscio ed ha assorbito tutto il burro e la farina aggiungere l’uva passa e farla distribuire all’interno. Riporre in una ciotola unta in frigorifero per 12 ore.
Riprendere l’impasto e riportarlo a temperatura ambiente. Piegarlo aiutandosi con il tarocco e ricavarne 8 porzioni. Per formare i panini ho ripiegato le estremità verso il centro del panino, fino ad ottenere delle palline.
Deporle su una teglia foderata di carta forno, vicine ma non troppo, ed aspettare che le palline raddoppino e si congiungano.
Nel frattempo preparare la frolla con la farina di mandorle e farla riposare mezz’ora in frigo.
Ricavare dei rotolini lunghi con la frolla; spennellare i panini con latte e zucchero e deporre sopra ognuno i rotolini di frolla a formare delle croci.
Infornare a 190° per circa 15-20 minuti finchè i panini non sono dorati.
Lucidarli infine con la marmellata diluita e farli asciugare.

Con questa versione degli Hot Cross Buns partecipo a Re-Cake n°7, organizzato da Elisa, Sara, Miria, Silvia e Silvia. Qui sotto trovate la ricetta proposta da loro:

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Blueberry pies – le tortine di mirtilli

Ecco una delle torte anglosassoni per eccellenza, da me eletta, a Ferragosto, torta dell’estate. Ho preso spunto dalla ricetta di Sonia, omettendo le mandorle nel ripieno e preferendo anch’io la presentazione in monoporzione, perchè in questo modo tutti possono gustare la stessa quantità di crosta croccante e di morbido scuro ripieno, anche se ritengo che questa torta e le pies in genere conservano un certo fascino anche preparate in versione classica, con il ripieno adagiato in un contenitore da forno, magari un vecchio piatto di ferrosmalto, e la copertura di croccantissima pastafrolla: guardate qui.
La ricetta: Blueberry pie
(per otto tortine del diametro di 9-10 cm)
200 g di farina 00
100 g di burro
80 g di zucchero
2 tuorli
1 pizzico di sale
250 g di mirtilli
1 limone
2 cucchiai colmi di zucchero di canna
foglie di menta fresca 

Per prima cosa ho sciacquato e asciugato i mirtilli. Li ho messi in una ciotola e vi ho aggiunto le foglioline di menta tagliate a pezzettini, lo zucchero di canna e le zeste di limone. Ho coperto con pellicola e lasciato aromatizzare.

Nel frattempo ho preparato la frolla, facendo prima sabbiare il burro ocn lo zucchero e la farina e l’ho fatta riposare per una mezz’oretta in frigo.
Ho steso la frolla molto sottile, con l’aiuto di un po’ di farina e ho ritagliato 8 cerchi di grandezza tale da foderare degli stampini da muffin di silicone. Ho messo in ciascuno stampino un oezzetto di stagnola e una manciata di fagioli per far cuocere i fondi in bianco. Ho infornato a 180° per 15 minuti circa.
Mentre cuocevano le basi ho preparato i coperchi e ho inciso il centro di ognuno a croce, con la punta di un coltello.
Ho riempito i gusci precedentemente infornati con i mirtilli e ho sigillato il coperchietto di pasta alla base. Ho spennellato su ciascun coperchio un poco di latte e un pizzico di zucchero di canna. Ho ri-infornato per altri 15 minuti a 180°.