Tag

conserve

in cucina

Pomodorini sott’olio, il sapore dell’estate è al sicuro!

Chi mi segue su Facebook, lo sa!
Venerdì ho essiccato i pomodorini e poi li ho messi sott’olio con gli aromi. Tra qualche giorno si potranno già gustare, ma potrò anche decidere di conservarli in dispensa, ben coperti di olio, per qualche mese e di ripescare più avanti, a sorpresa, il gusto di questa strana e fresca estate.
Per chi si fosse perso il procedimento, e per tenerne traccia qua, pubblico le foto con i semplici passaggi.
L’essicazione in forno è lunga, ma prepararli è facilissimo. Purtroppo la resa è poca, ma danno tanta soddisfazione…quindi se per una volta volete levarvi questo sfizio, fatelo. Se invece avete la fortuna di possedere un terrazzo ben esposto al sole, potete essiccarli direttamente lì, come si faceva un tempo!! 😉
La ricetta: Pomodorini sott’olio con semi di finocchio e peperoncino

Vi
servono un Kg di pomodorini maturi ma sodi (anche 2 se avete tempo, pazienza e un forno capiente),
sale grosso, semini di finocchio, olio extravergine di oliva, uno o due
peperoncini secchi.

 

Scaldate il forno a 120° C. Tagliate a metà i pomodorini ben lavati e disponeteli su alcune placche da forno. 

Una volta disposti sulle teglie con il lato
tagliato verso l’alto cospargeteli di sale grosso e metteteli ad
asciugare in forno. Ci metteranno diverse ore…

Quando cominciano ad avere un aspetto più asciutto rigirarli con un mestolo e lasciarli seccare ancora…

 

Ora che i pomodorini sono completamente essiccati, lasciarli raffreddare e intanto portare ad ebollizione un pentolino d’acqua.

Mettete i pomodorini in un recipiente e copriteli con l’acqua bollente. Lasciateli macerare per 10 minuti. 

Passati i dieci minuti scolateli su un panno
coperto di carta da cucina e asciugateli con la carta. ..intanto
schiacciate qualche cucchiaio di semini di finocchio

 Condite i pomodori asciutti con i semini, il
peperoncino tagliato a pezzi e l’olio.
 

Poi si possono mettere nei
vasetti, colmando con olio, e conservare in dispensa.

Please follow and like us:
in cucina

# 3 – Calendario dell’Avvento – Confettura Apple Pie

Oggi è il giorno della marmellata più natalizia che ci sia!! E’ la confettura all’apple pie, ovvero mele, uvetta e cannella. E’ perfetta per finire su un letto di pasta frolla, ma anche per essere adagiata semplicemente su una bella fetta di pane rustico. Se la preparate per regalarla l’ideale è accompagnarla con un tè alle spezie o, se volete fare tutto in casa, con un pagnottone di Grant che è perfetto per contrastare con la dolcezza della confettura.
La ricetta: Confettura di mele, uvetta e cannella
1 kg di mele (pesate già sbucciate)
500 g di zucchero (600 g, se di canna)
100 g di uva passa
1 limone
cannella q.b.
Pulire le mele e tagliarle a pezzetti. Mescolarle in una pentola capiente con lo zucchero e il succo di un limone. Coprire con pellicola e lasciare riposare in frigo una notte. Il giorno dopo mettere sul fuoco, aggiungere l’uva passa e portare a cottura. Quando i succhi cominciano ad essere densi aggiungere la cannella a piacimento. Riempire i barattoli sterilizzati con la confettura calda, badando che non si formino bolle d’aria e capovolgere per mezz’ora/un’ora finché non si forma il sottovuoto.

Amici del vetro, tornate a trovarmi perché durante l’Avvento arriveranno altre ricette in barattolo!!! 😉

Ne approfitto anche per ricordarvi che sono ancora in gara nella sfida dei colori sul blog di Paola: potere votarmi a questo link!

Please follow and like us:
in cucina

Fagiolini Sott’Aceto al Coriandolo, Alloro e Pepe Nero

Ultimi raggi di sole caldo e l’autunno già avanza. Restano ancora pochi giorni per portare con noi nell’inverno i prodotti dell’orto, sotto forma di conserva.
Questi fagiolini sono una delle conserve che ho fatto quasi un mese fa. Mi piaceva l’idea di poter aromatizzare in questo modo fagiolini, che per me sono soprattutto protagonisti di insalate tiepide estive, e farli diventare cooprotagonisti dell’antipasto assieme a del formaggio dal gusto deciso. Ad esempio trovo che l’acidulo si sposi a meraviglia con formaggi dalla pasta grassa e con quelli di capra semistagionati.
In più c’è da dire che sono velocissimi da preparare e da tirar fuori dalla dispensa dopo qualche mese. Quindi, con gli ultimi fagiolini della stagione, preparatela e non ve ne pentirete!!

La ricetta: Fagiolini sott’aceto aromatizzati con Coriandolo, Alloro e Pepe Nero
500 g di fagiolini
1 cipolla
2 foglie di alloro essiccato e sminuzzato
1 cucchiaino di semi di coriandolo
pepe nero in grani
1 cucchiaio di zucchero di canna
1 cucchiaino di sale fino
400 ml di acqua addizionata di 1 bicchiere di aceto bianco
600 ml di aceto di vino bianco
Ho pulito i fagiolini lavandoli bene e privandoli delle due estremità. Poi li ho lessati nell’acqua e aceto, li ho scolati e lasciati asciugare.
Nel frattempo ho preparato il restante aceto portandolo ad ebollizione con l’alloro, i semi di coriandolo schiacciati e il pepe nero, il sale e lo zucchero.
Ho disposto i fagiolini in piedi nei vasi sterilizzati, sistemando anche degli anelli di cipolla cruda e qualche altra bacca di pepe. Ho colmato i vasi con l’aceto bollente, senza filtrarlo, li ho chiusi e capovolti per formare il sottovuoto.
Lasciare in dispensa al buio ad insaporire per almeno un mese.
Please follow and like us:
eventi&co, in cucina

Abbiamo messo l’Estate nel barattolo!!!

Riassunto delle puntate precedenti:vi avevo annunciato della giornata “Metti l’Estate nel Barattolo” organizzata da Cucina Precaria e Tangram ed avevo preparato la mia confettura di pomodorini, perchè fosse di buon auspicio alla sfacchinata di domenica.
E poi cosa è successo…?

Sabato ho raccolto il materiale a casa, come dalle indicazioni fornite da Anna:

– barattoli rigorosamente di vetro, già usati, ma ben puliti, con tappi in ottimo stato e pronti per il nuovo utilizzo;
– grembiuli d’ordinanza e strofinacci puliti; 
– forbici, penna e giornali vecchi; 
– macchina fotografica;
– una bottiglia vuota da un litro e mezzo, per uno scopo misterioso e imprecisato e alla fine rimasta inutilizzata…
Poi ci siamo recati al supermercato per comprare i barattoloni per le pesche sciroppate, che dovevavano essere da 500 g o da 1 litro. Dopo dieci minuti davanti allo scaffale dei barattoli, oscillando indecisa tra i lunghi e i larghi ho optato per 2 lunghi e 2 larghi. Dopo esserci allontanati di 20 metri dallo scaffale, ho pensato che quelli larghi erano più belli per le mie foto e quindi sono tornata indietro per cambiarne due!
A casa dei futuri suoceri ci siamo procurati le bottiglie vuote di birra per la passata, di storico utilizzo in famiglia, la tappatrice per i tappi a corona e una grande cassetta per raccogliere tutto il nostro materiale.
Il mattino seguente, domenica 26, assonnati e confusi, ci siamo recati al luogo del misfatto, il Kitchen Club, dove abbiamo trovato i ragazzi di Tangram e altri aspiranti conservieri come noi!
Le ricette da preparare erano:
– conserva di pomodoro
– pesche sciroppate
– marmellata di peperoni
– giardiniera di verdure
Abbiamo scoperto che:
1. fare una spesa comunitaria è conveniente; avevamo verdura e frutta di ottima qualità e lo scarto è stato minimo;
la conserva di pomodoro
2. persone provenienti da luoghi e realtà diverse possono
lavorare insieme nel migliore dei modi per perseguire uno scopo comune,
soprattutto se si tratta di uno scopo goloso;
le pesche sciroppate
3. se si lavora tutti insieme, chiacchierando, ci si stanca di meno, anche se le ricette da realizzare erano ben quattro;

la marmellata di peperoni

4. le ricette e i modi per fare la salsa di pomodoro, le marmellate e le pesche sciroppate sono tanti e diversi e c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare;

la giardiniera
5. il mondo è popolato di Bloggers  di ogni tipo che si nascondono dietro le più diverse professioni;
6. il mondo è popolato di persone che amano lavorare con le proprie mani e poi gustarsi il frutto della fatica;
7. la focaccia di Silvia e il cous cous di Annalisa a metà giornata possono scaldare il cuore;
8. Anna di Cucina Precaria è la Regina del Molleux al cioccolato;
9. grazie ai nuovi amici, un compleanno – il mio – normale, può diventare speciale!!!

La giornata si è svolta secondo le migliori aspettative, l’organizzazione di Cucina Precaria e Tangram è stata davvero impeccabile: dal taglio delle verdure, a gruppi che si alternavano sulle diverse preparazioni, all’utilizzo dei fornelli, all’imbarattolatura dei prodotti, alle etichette su cui scrivere il contenuto ed infine l’equa spartizione dei vasetti.
Sicuramente, visto il successo della giornata, è un’esperienza da ripetere su altre preparazioni in cui mi piacerebbe portare anche le mie conoscenze!

AGGIORNAMENTO:

Qui trovate anche il racconto della giornata, dal punto di vista di Anna! 🙂
Please follow and like us:
eventi&co, in cucina

Confettura di pomodorini con peperoncino e “Metti l’Estate nel Barattolo”

Fine agosto è tempo di conserve! Non solo marmellate di frutti estivi – per me è irrinunciabile quella di pesche e quella di fichi – ma anche di conserve salate, peperoni e melanzane sott’olio, che adoro, e soprattutto La Conserva per antonomasia, quella di pomodoro.
Della salsa di pomodoro si ha notizia certa fin dal 1778 nel “Cuoco Galante” di Vincenzo Corrado, dove non viene ancora presentata come condimento della pasta e della pizza, come avverrà invece un anno più tardi, nel 1779, ne’ “Il Cuoco Maceratese” di Antonio Nebbia.
La versione più moderna di questo condimento verrà poi messa per iscritto da Pellegrino Artusi nel 1891, che la introduce così: «C’era un prete in una città di Romagna che cacciava il naso per tutto e, introducendosi nelle famiglie, in ogni affare domestico voleva mettere lo zampino. Era, d’atra parte, un onest’uomo e poiché dal suo zelo scaturiva del bene più che del male, lo lasciavano fare; ma il popolo arguto lo aveva battezzato Don Pomodoro, per indicare che i pomodori entrano per tutto; quindi una buona salsa di questo frutto sarà nella cucina un aiuto pregevole.»
Da ciò si comprende come la salsa di pomodoro non potesse venir a mancare durante l’anno e quindi l’importanza dell’invenzione di conservarne la polpa già parzialmente cotta in bottiglie in modo da averla sempre a disposizione.
L’appertizzazione, ovvero la possibilità di conservare gli alimenti in contenitori ermetici, sottoponendoli a riscaldamento a temperatura molto elevata prende il nome da Nicolas Appert, che la perfezionò nel 1795.
Il sistema permise anche a Francesco Cirio di elevare la sua piccola impresa ad azienda di importanza nazionale. La storia di Francesco Cirio, è affascinante, ma la approfondirò un’altra volta. Questa volta invece volevo soprattutto introdurre la giornata di domani.
Anna di Cucina Precaria ha organizzato l’evento “Metti l’Estate nel Barattolo“. 
immagine per gentile concessione di Cucina Precaria
Domani ci troveremo a Torino in un folto gruppo di giovani entusiasti per preparare, imbottigliare ed imbarattolare conserva di pomodoro, marmellata di peperoni, giardiniera di verdure e pesche sciroppate. L’evento è stato organizzato molto bene e nei minimi dettagli, grazie ad Anna e Tangram, e sono certa che sarà una bellissima esperienza di cucina e condivisione di saperi e di esperienze.
Ci vediamo quindi qui, nei prossimi giorni per le foto e il resoconto della giornata.
Intanto, se non volete ridurre tutti i vostri pomodori in conserva, vi consiglio di fare questa marmellata eccezionale che ho già preparato l’anno scorso ed ho replicato quest’anno. Si abbina in modo eccezionale con i formaggi di media e lunga stagionatura grazie al suo sapore piccantino.
Io l’ho fatta con i pomodorini tondi, ma potete usare anche altre qualità, l’importante è che siano ben maturi. 

La ricetta: Confettura di pomodorini al peperoncino

500 g di pomodorini rossi (ancora da pulire)

230 g di zucchero
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro per ravvivare il colore (facoltativo)
mezzo limone spremuto
1/2 cucchiaino di peperoncino tritato, ma regolatevi a seconda della piccantezza che volete ottenere
Ho tolto i piccioli e ho lavato i pomodorini. Ho inciso le bucce a croce e li ho immersi per pochi minuti in acqua bollente per poter togliere la buccia agevolmente. Se avete un passapomodori che separa le bucce questo passaggio non sarà necessario; basterà sbollentare i pomodori per qualche minuto e poi passarli al passaverdure.
Io ho poi tagliato i pomodorini spellati e tolto gran parte dei semini e frullato il tutto.
Ho messo la purea di pomodori in un pentolino e l’ho pesata: era circa 400 g. Per questa quantità ho aggiunto 230 g di zucchero. Ho aggiunto il concentrato di pomodoro e mescolato con cura.
Ho messo il pentolino sul fuoco mescolato bene e atteso che prendesse il bollore. Poi ho abbassato il fuoco e fatto cuocere finchè non si è un po’ ristretta. Ho aggiunto il peperoncino in polvere, sempre mescolando bene. A questo punto è fatta, basterà aggiungere il succo di limone e attendere che si addensi un po’…Io non la faccio restringere troppo e resta abbastanza fluida.
Invasare ancora bollente in barattolini da 150 g (ne verranno due), chiudere i coperchi e lasciar raffreddare capovolti, finchè non si forma il sottovuoto.

Per confezionare questa confettura ho dato nuova vita a due barattolini di marmellata, e nella giornata di domani useremo tanti barattoli e bottiglie di vetro, sia nuove, sia riutilizzate, perchè io e Cucina Precaria siamo amiche del vetro e di Friends of Glass!

Please follow and like us:
in cucina

Fragole sotto zucchero

Questa ricetta è rubata!
Mi trovavo in libreria e per caso mi son trovata tra le mani un libro di cucina, io che non bazzico mai nel reparto cucina in libreria, mai!! E’ stato un vero caso…
…e curiosando tra le pagine di questo libro di conserve, di cui non ricordo neppure il titolo, ho scoperto che le fragole si possono conservare sotto zucchero, senza essere prima cotte, e poi gustate con calma anche quando la stagione delle fragole è finita.
Non ho dovuto neppure prendere appunti, la ricetta è semplicissima da ricordare, senza dosi, solo fragole + zucchero.
Il libro è rimasto lì! La ricetta invece è venuta con me e ho subito provato a farla, a piccole dosi, per provare, ma la rifarò prima che la stagione delle fragole finisca, con alcuni accorgimenti derivati dall’esperienza.
La ricetta: Fragole sotto zucchero
fragole mature e sode, quelle più piccole del cestino
zucchero
barattoli di vetro (io ho usato 2 vasetti a caso, ma vi consiglio di usare quelli più larghi, piuttosto che alti e sottili, è più semplice riempirli e il risultato sarà migliore.
Ho lavato le fragole e le ho private del picciolo. Le ho asciugate delicatamente con un panno e ho cominciato a riempire i vasetti, comprimendole leggermente. Ho colmato ogni vasetto con lo zucchero, facendolo scivolare tra una fragola e l’altra. Ho chiuso tutti i vasetti  e li ho messi in una pentola piena d’acqua. Ho portato il tutto ad ebollizione e fatto sobbollire per 35 minuti.
Poi ho lasciato raffreddare i vasetti nella pentola, si forma il sottovuoto!
Nel vasetto c’è ora uno strato di zucchero rassodato in fondo, le fragole sono diventate morbide e si sono compattate al centro; il loro succo è diventato sciroppo.
Le fragole così preparate, sono dolci, ma non troppo, perchè conservano il sapore del frutto molto più della marmellata. Sono consigliate per decorare il gelato, o la panna cotta o una mousse o quello che vi pare, aggiungendo anche una parte del loro sciroppo. 
Io vi consiglio anche di assaggiarle su una fetta di pane, prima spalmata con un velo di formaggio cremoso. Il contrasto tra dolce e salato è eccezionale!!! 😉
E naturalmente questa ricetta vi permette di dare nuova vita ai vostri vasetti di vetro!!! —> Friends of Glass 😉

E ne approfitto per ricordare a tutti che avete ancora 17 giorni per partecipare a Ricette a Spasso nel Tempo, il mio primo contest…

Please follow and like us:
in cucina, ricette tradizionali

Tre vasetti – Tre conserve

Con una piccola anteprima pubblicata su Twitter ho anticipato con una foto questo post in cui pubblico le ricette di tre conserve che ho confezionato in tre vasetti riutilizzati.
Di diritto questo post finirà tra quelli dedicati a Friends of glass,  con altre conserve e ricette che valorizzano l’uso del vetro.
In primo piano, sulla sinistra troviamo il Dulce de Leche. Il vasetto che lo ospita prima conteneva del miele e, golosone com’è, ha voluto per sè un nuovo contenuto altrettanto dolce. 
A centro troviamo, timidona, la composta di fragole. Il vasetto una volta conteneva un’altra marmellata e ha preferito restare sul classico.
Il nanetto che vedete sulla destra era un vasetto di tonno…ora è una confettura di mela e mango…Ha voluto cambiare completamente contenuto, cosa che può fare benissimo, visto che il vetro, ben lavato, non conserva né odori né sapori ed è subito pronto al nuovo utilizzo.
Per sterilizzare i vasetti si possono ben lavare e poi fare asciugare in forno a 100° per circa 30 minuti.
Poi si possono riempire con la marmellata o composta ancora calda, chiudere subito e capovolgere per fare in modo che raffreddandosi lentamente il vasetto crei da solo il sottovuoto.
Se il contenuto di zucchero è inferiore al 50% del peso della frutta, conviene conservare il vasetto in frigorifero.
Le ricette:
Dulce de Leche
Si tratta di una “confettura di latte”, tipica dell’America Latina che pare sia stata preparata la prima volta in Argentina nel 1829; è letteralmente DELIZIOSA!
Il latte viene fatto cuocere con lo zucchero e un pochino di bicarbonato di sodio, fino a perdere tutta l’acqua. Il composto si riduce e si scurisce, fino a diventare una crema morbida e golosa.
Viene usata in particolare negli Alfajores de Maicena che ho preparato per il prossimo Tea Time, ma in Argentina è a tal punto un’istituzione che si mette dappertutto… Io ho provato anche ad aggiungerne un poco nel ripieno della torta di mele e trovare delle gocce di mou in mezzo alle mele è una vera goduria. Spettacolare anche su un pane un po’ rustico o integrale.
In Brasile è conosciuto come doce de leite e in Messico come cajeta; si chiama arequipe in Colombia e Venezuela ed è così diffuso in tutta l’America del Sud. 
Per prepararlo mi sono documentata principalmente sul blog Labna e sul blog di Fiordilatte.
Io ho usato il metodo tradizionale in pentola classica a fondo spesso.
Ingredienti:
1 litro di latte
300 g di zucchero semolato
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio

Tutti gli ingredienti vanno messi insieme nella pentola, bisogna mescolare e poi mettere su fuoco bassissimo.

In effetti occorrono, pazienza ed alcune accortezze:
– usare una pentola grande, così, anche senza mescolare di continuo, non si rischia di far strabordare il latte bollente.
– tenere a portata di mano un mestolo di legno, che in caso di necessità aiuta ad abbassare la temperatura del latte.
– il dulche de leche, stando alla mia esperienza, segue un percorso regolare. Tenuto a fuoco bassissimo e mescolato spesso, ma non di continuo, formerà parecchia schiuma solo dopo 30-40 minuti sul fuoco. Basterà tenersi pronti e a quel punto mescolare con più vigore e più frequentemente; dopo 1 ora o poco meno comincerà ad imbrunirsi e a prendere il classico color caramello; dopo 1 ora e mezza si addenserà. Naturalmente questi tempi così precisi valgono per il mio fornello e la mia pentola, ma la ricetta è davvero facile e alla portata di tutti.
– dopo un’ora sul fuoco, per evitare la cristallizzazione dello zucchero, occorrerà mescolarlo di continuo. Io ho usato una frusta di materiale plastico duro (?), ma va benissimo anche il cucchiaio di legno.
– una volta che il dulce de leche ha consistenza densa, invasare, chiudere e capovolgere.
I residui che resteranno attaccati alla pentola si induriranno con il raffreddamento, ma andranno via con un po’ d’acqua e detersivo senza problemi. Il dulce de leche nel vasetto, invece resterà di una consistenza densa ma spalmabile con un po’ di pressione, come crema di nocciole, per intenderci. 
Qui il dulce de leche dell’altro vasetto, con un alfajores già farcito
 
Composta di fragole
Semplicissima e tradizionale. Per farla gelificare in breve tempo e non far virare il bel colore rosso vivo verso un colore più spento ho aggiunto delle bucce di mela verde che, contenendo pectina aiutano il rassodamento della composta. Ho usato poco zucchero, il 30% del peso delle fragole pulite, visto che il frutto era già molto dolce:
1 kg di fragole (per 4 vasetti)
30% del peso delle fragole pulite di zucchero
buccia ben lavata di mezza mela verde
(se piace aggiungere 2 stelle di anice stellato; io ho provato la scorsa volta ed è un gusto che ben si abbina con la fragola) 
Ho pulito le fragole, pesato lo zucchero corrispondente, tagliato le fragole a pezzettini minuti e mescolato il tutto in una pentola. Ho messo sul fuoco, aggiungendo poi la buccia di mela.
Ho lasciato prendere il bollore mescolando di tanto in tanto. Una volta che la composta bolliva ho mescolato più frequentemente, a fuoco lento, finchè non ha preso un po’ di spessore. Poi invasato, chiuso e capovolto fino alla formazione del sottovuoto. 
(in arrivo la foto della composta di fragole spalmata) 

Composta di mela e mango – Mela mang-i-o!
E’ stato un esperimento… è venuta fuori una gelatina dal gusto delicato e particolare. 
Un mango al giorno toglie il fabbisogno di vitamina A di torno! Per la mela già lo sapete…
Ho combinato insieme 350 g di mango pulito e tagliato a pezzettini con 120 g di mela sbucciata e grattugiata. Ho irrorato con il succo di 1 limone piccolo e lasciato riposare una mezz’oretta. Poi ho aggiunto in pentola lo zucchero, 180 g, mescolato e messo sul fuoco, seguendo lo stesso procedimento usato per la composta di fragole.
(in arrivo la foto della composta di mango e mela spalmata) 
Please follow and like us:
in cucina

Confettura verde di zucchine, mandorle e menta e il contest di Dolcezze di Nonna Papera

Cucurbita pepo, ovvero la zucchina! O lo zucchino…perché è un frutto neutro di nome e di fatto. Anche il suo sapore è delicato e quasi acerbo, immaturo, perché la zucchina se colta troppo matura fa i semi – tanti semi – e non è più commestibile.
Questo frutto proviene dagli Altopiani del Messico e i primi a cucinarlo furono gli Atzechi, ma una volta giuntoa qui in Italia non l’ha più abbandonata trovando il terreno ideale per esprimersi in tantissime preparazioni, offrendosi come contenitore dal sapore lieve per un gustoso ripieno o come generoso sostituto delle melanzane nella parmigiana. Ma è nel fritto che ha ottenuto maggior successo, diventando con lo scapece una vera base della cucina italiana.
Poi è decollata verso l’estero dove la parola “zucchini” è sinonimo di verdura ed è rimbalzata, rinnovata, di nuovo in Italia ed ora non più solo con il salato, ma anche nelle preparazioni dolci, fa bella mostra della sua timida delicatezza.

Una confettura alla zucchina vi sembra azzardata? Provate a farla e scoprirete quanto è deliziosa.
L’avevo già vista in rete tempo prima, ma solo di zucchine e zucchero. 
Pensando ad un qualche abbinamento sensato mi sono venute in mente le mandorle, che ben si sposano con la freschezza dell’ortaggio, e le foglie di menta, reminescenza dello scapece!!!

La ricetta: Confettura verde di zucchine, mandorle e menta
500 g di zucchine freschissime
350 g di zucchero semolato
90 g di mandorle sminuzzate a pezzetti grossi (io, velocemente nel frullatore)
succo di mezzo limone (o uno intero, se è piccino)
30/40 foglioline di menta (se possibile appena colte, che mantengano il loro profumo)

Ho grattugiato le zucchine a julienne.
Ho sminuzzato grossolanamente le mandorle.
Ho messo tutto in una pentola con lo zucchero e ho cominciato la cottura, mescolando fin quando lo zucchero non era completamente sciolto.
Ho lasciato cuocere e quando ha cominciato a bollire ho aggiunto il succo di mezzo limone.
A questo punto ho proseguito la cottura mescolando, e quando la marmellata ha cominciato a rassodarsi (per verificare fare la prova su un piattino, deve fare il velo) ho aggiunto le foglie di menta.
Ho lasciato sul fuoco ancora per un paio di minuti, poi ho riempito i barattoli, li ho chiusi e capovolti, finche non si è formato il sottovuoto.

Con questa ricetta partecipo al contest di Dolcezze di Nonna Papera ” Metti la Natura sotto vetro” 

Please follow and like us:
error

Enjoy this blog? Please spread the word :)