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Guida golosa: cosa mangiare a Valencia Alla scoperta della gastronomia valenciana: non solo paella!

Curiosando sulla lista delle prossime agognate mete di viaggio mi è caduto l’occhio su Valencia, terza città spagnola per numero di abitanti,  sulla costa orientale della Spagna e affacciata sul Mediterraneo. Read more

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Giri-n-giro, storia & cultura

Sant Jordi e Casa Battló, una leggenda, un’ispirazione. La leggenda del San Giorgio catalano e l'ispirazione di Antoni Gaudi.

Un tempo lontano lontano nella città di Montblanc giunse un drago terribile che sputava fuoco, rendeva l’aria irrespirabile, distruggeva i raccolti, divorava i bambini senza disdegnare gli adulti. Poiché tormentava tutta la popolazione, il consiglio della città decise che ogni settimana venisse estratto a sorte un uomo o una donna che si offrisse alla terribile bestia. Read more

Sant Jordi e Casa Battló, una leggenda, un’ispirazione. La leggenda del San Giorgio catalano e l'ispirazione di Antoni Gaudi." class="facebook-share"> Sant Jordi e Casa Battló, una leggenda, un’ispirazione. La leggenda del San Giorgio catalano e l'ispirazione di Antoni Gaudi." class="twitter-share"> Sant Jordi e Casa Battló, una leggenda, un’ispirazione. La leggenda del San Giorgio catalano e l'ispirazione di Antoni Gaudi." class="googleplus-share"> Sant Jordi e Casa Battló, una leggenda, un’ispirazione. La leggenda del San Giorgio catalano e l'ispirazione di Antoni Gaudi." data-image="https://www.ricettedicultura.com/wp-content/uploads/2018/08/battlo_evidenza.jpg" class="pinterest-share">
dal mondo, dolci, lievitati, lievitati-dolci, ricette tradizionali, storia & cultura

Ensaimadas de Maiorca Le golose brioches tipiche dell'isola di Maiorca, leggere come nuvole

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Le ensaimadas sono dolci tipici dell’isola di Maiorca in Spagna: grandi brioches soffici e leggerissime dalla caratteristica forma a spirale.

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Ensaimadas de Maiorca Le golose brioches tipiche dell'isola di Maiorca, leggere come nuvole" class="facebook-share"> Ensaimadas de Maiorca Le golose brioches tipiche dell'isola di Maiorca, leggere come nuvole" class="twitter-share"> Ensaimadas de Maiorca Le golose brioches tipiche dell'isola di Maiorca, leggere come nuvole" class="googleplus-share"> Ensaimadas de Maiorca Le golose brioches tipiche dell'isola di Maiorca, leggere come nuvole" data-image="https://www.ricettedicultura.com/wp-content/uploads/2018/07/ensaimadas_ridotta_2.jpg" class="pinterest-share">
dolci, ricette tradizionali, uova e fritture

Torrijas, tradizione della Settimana Santa Un dolce spagnolo tipico del periodo di Quaresima

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Vi presento oggi un dolce tipico del periodo di Quaresima che arriva dritto dritto dalla tradizione spagnola: sono le torrijas.

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primi piatti, ricette tradizionali, zuppe e vellutate

Zuppa della Quaresima Dalla Spagna una ricetta tradizionale a base di ceci e baccalà

Oggi parliamo di ricette tradizionali per questo periodo di attesa della Pasqua, in particolare vi faccio scoprire una zuppa deliziosa diffusa in tutta la Spagna: la zuppa della quaresima.

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Zuppa della Quaresima Dalla Spagna una ricetta tradizionale a base di ceci e baccalà" class="facebook-share"> Zuppa della Quaresima Dalla Spagna una ricetta tradizionale a base di ceci e baccalà" class="twitter-share"> Zuppa della Quaresima Dalla Spagna una ricetta tradizionale a base di ceci e baccalà" class="googleplus-share"> Zuppa della Quaresima Dalla Spagna una ricetta tradizionale a base di ceci e baccalà" data-image="https://www.ricettedicultura.com/wp-content/uploads/2018/03/zuppa-della-quaresima_1.jpg" class="pinterest-share">
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Gazpacho Andaluso

Non potete sbagliare…se fate il gazpacho nessuno potrà dirvi che la ricetta è sbagliata, visto che ne esistono più di sessanta versioni diverse e vi sfido a trovare qualcuno che le abbia assaggiate tutte. 
Il gazpacho ha anche un altro record: quello di essere uno dei piatti spagnoli più conosciuti nel mondo, ad onor del vero credo più nel mondo anglosassone, visto che gli italiani, di ritorno dalla Spagna, normalmente parlano solo di paella e tapas. A New York il gazpacho viene servito dai ristoranti più rinomati sia in versione bevanda sia in versione più densa, con prezzi decisamente astronomici se rapportati al costo di produzione che è veramente basso.
Pluricitato da Almodovar, se ricerchiamo notizie sulla nascita di questo piatto che è a metà strada tra una zuppa e una bevanda, troviamo qualcuno che dice che esso sia un diretto discendente del salmorium degli antichi romani, piatto composto da aglio, olio, sale e pane ammollato, forte del fatto che anche una variante del gazpacho moderno, quella di Cordoba, è detta salmorejo.
A onor del vero però aglio, olio, sale e pane ammollato stanno anche nella pappa con il pomodoro o nella salsa verde, mentre le verdure che compongono il gazpacho sono arrivate quasi tutte dall’America dopo il 1492.
Secondo altre fonti il gazpacho è stato ideato dagli Arabi e da loro diffuso in Spagna.
Di certo si sa che questo piatto “crudista” era preparato dai contadini e da loro veniva gustato nelle pause durante il lavoro nei campi. Si tratta di un concentrato di vitamine e sali minerali, e il primo effetto tangibile è quello rinfrescante e dissetante. In alcuni casi viene servito con del ghiaccio, e in ogni caso va fatto riposare almeno mezz’ora in frigo prima di portare in tavola.
Il classico dei classici è il gazpacho andaluso di Siviglia, ma esistono quello della Mancha, di Alicante, dell’Estremadura e tutte le varianti popolari della ricetta di base. Nota a parte meritano la porra di Antequera, un gazpacho a tutti gli effetti, con pomodori, peperoni e cetrioli, dalla consistenza particolarmente densa, che si accompagna con pezzetti di jamòn serrano, e l’ajo blanco, la versione bianca del gazpacho, preparata con aglio e mandorle e servito con acini d’uva e spicchi di mela.
La ricetta: Gazpacho Andaluso
(per 2 persone)
5-6 pomodori lunghi maturi
1 peperone rosso (è più dolce)
1/2 cetriolo
1/2 cipolla media
1 spicchio d’aglio
2 fettine di pan carrè o pane a fette
aceto
olio evo
sale
peperoncino (non presente in tutte le versioni, ma solo in alcune)
Ho preparato le verdure. Ho sbollentato rapidamente i pomodori, per privarli della buccia. Li ho tagliati a pezzi e privati dei semini.
Ho pulito il peperone e l’ho tagliato a pezzetti.
Ho liberato aglio e cipolla della buccia e li ho tagliati a pezzi.
Ho preparato il mezzo cetriolo, facendolo schiumare e pelandolo con il pelapatate.
Ho bagnato in acqua le fette di pane e poi le ho strizzate e sbriciolate in mezzo alle verdure.
Ho messo il tutto nel bicchiere del frullatore e ho cominciato a frullare, aggiungendo un cucchiaio di aceto, poca acqua e, a filo, l’olio d’oliva extravergine. Assaggiando, ho aggiustato di sale e di aceto e insaporito con il peperoncino.
Poi ho diviso il gazpacho in due barattoli, li ho chiusi e risposti in frigo per circa un’ora.
Prima di portare in tavola, ho preparato dei crostini fritti leggermente in olio evo e dei dadini e striscioline di peperone crudo. 
Il gazpacho si accompagna anche con pezzi di prosciutto e fettine di uova sode.
Come potete vedere il gazpacho con il suo colore così allegro è perfetto da presentare in vasi individuali di vetro, e questa ricetta entra a pieno titolo tra quelle dedicate agli Amici del Vetro!!!