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Handpies di zucca Una nuova versione della tradizionale pumpink pie, per la Festa del Ringraziamento o per tutto l'inverno

handpies di zucca

Stavolta in versione handpies di zucca, ma la tradizione della Festa del Ringraziamento ha preso piede in casa nostra, almeno a tavola! Read more

Handpies di zucca Una nuova versione della tradizionale pumpink pie, per la Festa del Ringraziamento o per tutto l'inverno" class="facebook-share"> Handpies di zucca Una nuova versione della tradizionale pumpink pie, per la Festa del Ringraziamento o per tutto l'inverno" class="twitter-share"> Handpies di zucca Una nuova versione della tradizionale pumpink pie, per la Festa del Ringraziamento o per tutto l'inverno" class="googleplus-share"> Handpies di zucca Una nuova versione della tradizionale pumpink pie, per la Festa del Ringraziamento o per tutto l'inverno" data-image="http://www.ricettedicultura.com/wp-content/uploads/2018/11/minipie-zucca_2.jpg" class="pinterest-share">
dolci, torte

Torta di nocciole sofficissima con ciliegie di Vignola Soffice soffice, con l'abbinamento vincente ciliegie-nocciole

Un sacchettino di nocciole da consumare prima dell’estate e la voglia di un dolce da colazione soffice soffice: sono stati questi gli input per la creazione di questa torta speciale, da mangiare fetta dopo fetta, senza mai stancarsi.
Mancava una nota fresca e fruttata, quindi ho aggiunto all’impasto, proprio alla fine, una bella manciata di ciliegie, snocciolate e tagliate a pezzi. Read more

Torta di nocciole sofficissima con ciliegie di Vignola Soffice soffice, con l'abbinamento vincente ciliegie-nocciole" class="facebook-share"> Torta di nocciole sofficissima con ciliegie di Vignola Soffice soffice, con l'abbinamento vincente ciliegie-nocciole" class="twitter-share"> Torta di nocciole sofficissima con ciliegie di Vignola Soffice soffice, con l'abbinamento vincente ciliegie-nocciole" class="googleplus-share"> Torta di nocciole sofficissima con ciliegie di Vignola Soffice soffice, con l'abbinamento vincente ciliegie-nocciole" data-image="http://www.ricettedicultura.com/wp-content/uploads/2017/06/torta-soffice-di-nocciole-e-ciliegie_4.jpg" class="pinterest-share">
al cucchiaio, dolci, torte

#Polska – il contest culinario dedicato alla cucina polacca – dessert

polska_4_tortina_slideshow_mini

Ultima puntata del contest polacco, ecco la ricetta per la manche del dessert.

Ho preparato una tortina, sfruttando la morbidezza delle prugne secche e ridotte a purea al posto del burro. Ad aromatizzare, sia la tortina, sia la crema inglese di accompagnamento l’idromele polacco, profumato, dolce, da assaggiare anche da solo, sembra di bere miele alcoolico.

Sulla base al burro di prugne e idromele ho messo della composta di marroni soffice, completata da granella di nocciole. Poi dei piccoli fruttini dalla spiccata acidità e una piccola prugna secca rinvenuta in idromele. Per accompagnamento una delicata crema inglese all’idromele, vellutata e profumatissima.

Se la mia proposta vi piace potete votarla qui. Read more

al cucchiaio, dolci, pane&co, salse&conserve

Crema spalmabile vegan alle nocciole con avocado e cioccolato fondente (e pane ai semi) Ingredienti sanissimi per una golosità eccezionale

crema-spalmabile-nocciole-avocado

Dopo una bella sfilza di ricette fortuitamente carnivore, volevo proprio tornare ad un gustoso dolcetto e l’ispirazione mi è arrivata dal famoso libro di ricette di dolci con verdure preso a Parigi.

Dolcetto non è, ma è una ricetta che vi torna utilissima qualora vogliate fare una colazione sana e gustosa. Per me la colazione del cuore è “pane burro e marmellata” oppure pane con qualcosa di davvero gustoso da spalmarci sopra…

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Crema spalmabile vegan alle nocciole con avocado e cioccolato fondente (e pane ai semi) Ingredienti sanissimi per una golosità eccezionale" class="facebook-share"> Crema spalmabile vegan alle nocciole con avocado e cioccolato fondente (e pane ai semi) Ingredienti sanissimi per una golosità eccezionale" class="twitter-share"> Crema spalmabile vegan alle nocciole con avocado e cioccolato fondente (e pane ai semi) Ingredienti sanissimi per una golosità eccezionale" class="googleplus-share"> Crema spalmabile vegan alle nocciole con avocado e cioccolato fondente (e pane ai semi) Ingredienti sanissimi per una golosità eccezionale" data-image="http://www.ricettedicultura.com/wp-content/uploads/2015/09/spalmabile-avocado_2.jpg" class="pinterest-share">
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# 13 – Calendario dell’Avvento – Risotto cremoso alla zucca e nocciole

E’ giunto il momento di postare un’altra ricetta adatta per il menù della vigilia. 
Il menù comincia a delinearsi e sto pensando a una serie di piatti che possano essere approntati in anticipo per lasciare all’ultimo solo il tocco finale. Con l’antipasto si poteva preparare prima la crema di funghi, cuocendo all’ultimo solo le nuvole d’uovo.
Per questo risotto, basta avere la zucca già cotta a vapore o in forno e tagliata a cubetti e il brodo già caldo sul fuoco, per sbrigarsela in un battibaleno. Mentre il riso cuoce si possono infornare le nuvole e far proseguire la cottura finché il brodo non viene tutto assorbito. Mentre si finisce di gustare l’antipasto si fa riposare un po’ il risotto con il formaggio.
Poi non resta che impiattare in un modo carino.
In questi due piatti si è puntato ad ingredienti di base low cost, spendendo qualcosina in più per i complementi, come le nocciole, in questo piatto, o come i funghi nell’antipasto. Con questi piccoli particolari, da piatti quotidiani si può ricavare un menù di festa.

Questa volta io ho provato ad usare il riso integrale che necessita di una precottura parecchio lunga. Il risultato è un chicco grande e un po’ sgranato. Naturalmente per un risultato meno rustico, conviene usare un carnaroli raffinato, riducendo la cottura al solo tempo di risottatura.
La ricetta: Riso cremoso alla zucca e nocciole
200 g di riso carnaroli integrale
zucca
1/2 cipolla piccola
1 ramettino di rosmarino
olio evo
1 abbondante cucchiaiata di Taleggio morbido
1 cucchiaio di nocciole ridotte a granella grossa

sale
pepe
rosmarino

Per preparare il riso integrale:
Pesarlo e metterlo in un contenitore in cui sia possibile misurarne il volume: nel mio caso, ad esempio, riempiva una tazza, e quindi servivano due tazze e mezza di acqua per cuocerlo.
Ho lavato bene il riso e tolto eventuali impurità. 
Ho messo il riso in una pentola con la quantità d’acqua che richiedeva e nella stessa acqua ho messo anche delle verdure intere lavate, pelate, per insaporire come fosse un brodo vegetale: carota, sedano, cipolla, patata.
Ho fatto prendere bollore, aggiungendo anche un pizzico di sale, e ho calcolato circa 50 minuti di cottura del riso. Mescolare poco, altrimenti il chicco si spezza! Alla fine del tempo aveva assorbito tutta l’acqua. Ho tolto le verdure e fatto raffreddare il riso.
Da parte ho preparato la zucca passandola in forno finché non era morbida. Circa metà l’ho schiacciata con la forchetta, l’altra l’ho tagliata a cubetti.
Ho tritato la cipolla e l’ho fatta imbiondire in due cucchiai d’olio; ho aggiunto la zucca e il rosmarino e poco dopo il riso seguito da una mestolata di acqua bollente. Per insaporirsi, visto che praticamente il riso è quasi cotto, basteranno 5/10 minuti. Regolare di sale e pepe, tenendo conto che il Taleggio è un formaggio saporito. Al termine aggiungere le nocciole, mescolare bene e poi spegnere il fuoco, aggiungendo il Taleggio; coprire la pentola e far riposare per qualche minuto.
Quando il formaggio sarà ben sciolto e il risotto avrà preso un po’ di consistenza si potrà impiattare con l’aiuto di un coppapasta.
Per completezza sappiate che il riso integrale si può precuocere anche con la pentola a pressione…ma io non ce l’ho!! 😉

biscotti, dolci, ricette originali, storia & cultura

Mary Cassat, la Nocciola al Cubo e il Pu Erh 2007

nocciola al cubo_slideshow_mini 
Ci sono pittori che fanno innamorare al primo sguardo. Così è capitato quando alla ricerca di spunti per i miei post sul tè sono incappata in questa bella immagine dipinta:
Il tè delle cinque raffigura due donne all’ora del tè; sono rappresentate con pennellate di luce, nello stile impressionista, volto a delineare i volumi senza contorni netti, accostando infinite sfumature fino a formare la tonalità voluta.
Non avevo mai visto questo bel dipinto e ho cercato dunque informazioni sull’artista, così ho conosciuto Mary Cassat. Mary Cassat è la donna giusta a cui dedicare questo 8 marzo, per il suo percorso di vita, per le sue scelte, per il suo sostegno al suffragio universale.
Mary nacque nel 1844 a Pittsburgh in una famiglia molto facoltosa; il padre Robert era agente di cambio, la madre proveniva da una famiglia di banchieri. Giovanissima ebbe la possibilità di viaggiare in Europa e, dopo essere entrata in contatto con la pittura e con gli ambienti artistici, decise che quella sarebbe diventata la sua professione. Ebbe l’occasione di visitare l’Expo Universale di Parigi del 1855 e una volta tornata in America, a Philadelphia, si iscrisse a soli 15 anni alla Pennsylvania Academy of the Fine Arts. Venne osteggiata dal padre che disse che avrebbe preferito vederla morta che diventare una bohèmienne. Ciò nonostante Mary decise prima di lasciare la scuola e successivamente di continuare i suoi studi in autonomia trasferendosi a Parigi.
Mary giunse in Europa nel 1866, accompagnata dalla madre e da alcune amiche di famiglia: iniziò a visitare quotidianamente il Louvre e a prendere lezioni di pittura. Nel 1868 la giuria del Salon accettò la sua Suonatrice di mandolino.
Nel 1870 a causa della guerra franco-prussiana dovette tornare in America e lì ricominciarono i contrasti con il padre che non voleva finanziare i suoi studi artistici, fino a farle scarseggiare il materiale per dipingere. Ciò nonostante Mary perseverò nei suoi propositi ed espose alcune opere alla Galleria di New York. Nel 1871 decise di tentare la fortuna a Chicago; qui perse molte delle sue opere durante un incendio, ma ebbe modo di far conoscere alcune sue opere all’arcivescovo di Pittsburgh che le commissionò le copie di due dipinti di Correggio e la finanziò per un nuovo viaggio in Europa. Mary giunse a Parma per eseguire le copie e poi visitò la Spagna per riapprodare infine a Parigi dove aveva ormai deciso di stabilire la sua residenza assieme alla sorella Lydia.
A Parigi si scontrò con il sessismo dei colleghi maschi e le sue opere vennero costantemente rifiutate al Salon.
Nel 1877 però fece la conoscenza di Edgar Degas e divenne sua allieva e sua intima amica e per alcuni addirittura sua amante. Grazie a Degas, la Cassat entrò in contatto con i circoli impressionisti che cominciavano ad organizzare esposizioni indipendenti.
L’esposizione impressionista del 1879 ottenne un discreto successo, e aggirando una critica ostile, Degas e la Cassatt vennero definiti come “i soli artisti che si distinguono… e che offrono qualche motivo di richiamo e giustificazione in una pretenziosa esposizione di allestimenti per vetrine e scarabocchi infantili”.
Mary Cassat cercò poi di organizzare delle mostre anche negli Stati Uniti e al contempo la sua pittura cominciò a discostarsi da quella impressionista per diventare più semplice e diretta. E’ il momento, l’ultimo decennio del XIX secolo, delle raffigurazioni di tante madri con bambino o nonne con nipoti in una semplicità e tenerezza incredibili. Le tecniche che sperimentò furono le più svariate, diventando un punto di riferimento per tanti giovani artisti americani.
 
Mary fu produttiva fino all’incirca al 1910. Dopo ebbe una profonda crisi creativa, ma trovò  l’energia per sostenere la causa del diritto di voto per le donne: nel 1915 presentò, nell’ambito di un’esposizione allestita per supportare il movimento femminile, una serie di 18 opere.
Dopo il 1915 soppraggiunse la cecità, dovuta a problemi di cataratta, e dovette definitivamente abbandonare la pittura. Morì infine il 14 giugno 1926, vicino a Parigi, a Château de Beaufresne.Se volete conoscere altre sue opere potete dare un’occhiata alla raccolta completa che trovate qui: http://www.marycassatt.org/the-complete-works.html***Questa mia biografia è tratta dal bell’articolo di Michele BroccolettiIl biscotto che ho scelto per questo Tea Time è un biscotto trovato su un sito americano. Cercavo un biscotto alla nocciola per poter scovare il sentore di nocciola nel mio Pu Erh di Coccole.
Io lo rinomino Nocciola al cubo perché la nocciola è presente nell’impasto, nella crema di farcitura e nella granella esterna, e il risultato non è 3 volte nocciola, ma l’assoluto esplodere del gusto.
nocciola al cubo_2
L’abbinamento con il Pu Erh è perfettamente azzeccato. La dolcezza e cremosità del biscotto viene stemperata dal gusto deciso di questo té, e la bocca viene perfettamente ripulita dalle note affumicate, senza che resti alcuna stucchevolezza. Continuo a sostenere che con questo tè non occorra zuccherare, non c’è alcuna punta di acidità, solo una dolcezza delicata e e un profumo lieve di legna bruciata. 
nocciola al cubo_3
 
Controindicazioni: farsi prendere la mano e mangiare troppi biscotti!!!
La ricetta: Biscotti “Nocciola al cubo”
100 g di nocciole piemontesi senza pellicine
170 g di farina 00
140 g di burro
60 g di crema di formaggio
75 g di zucchero
1 uovo grande
1 pizzico di sale
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
crema di nocciole
granella di noccioleHo tritato le nocciole con la metà della farina senza farle scaldare; bastano poche scosse di frullatore.
Con le fruste elettriche ho sbattuto burro, zucchero e crema di formaggio fino a renderli ben cremosi, poi ho aggiunto l’uovo sbattuto e ho mescolato bene con una spatola.
Ho aggiunto le nocciole tritate con la farina e la farina restante mescolata con sale e lievito.
Poi ho messo l’impasto in frigo a rassodare per 1 ora.
Ho diviso l’impasto in quattro pezzi e ho creato dei salsicciotti, rotolando i pezzi di impasto su una superficie inzuccherata.
Ho rimesso in frigo i salsicciotti per raffreddarli per bene.
Ho tagliato i salsicciotti a fette di 1,5 cm di spessore, poi ho disposto queste rotelle ben distanziate sulla teglia e ho cotto a 175° per 8-10 minuti.
Quando erano freddi li ho accoppiati a due a due , riempiendo con un cucchiaino di crema di nocciole e rotolando i bordi nella granella.
nocciola al cubo_1
 
 
 
 
 

 

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Cupolette di yogurt “Sopraffino” con crema di nocciole e mele

Lo yogurt è un alimento semplice dalla storia antichissima. In un tempo lontano lontano le popolazioni nomadi dell’Asia centrale lo scoprirono per caso. Il latte fermentato si utilizzava fin dalla preistoria; conservato in otri di pelle, il latte delle diverse bestie, dalla vacca, alla capra, alla cammella, era soggetto a trasformazioni batteriche naturali che ne prolungavano la durata nel tempo.
La leggenda narra che un pastore, dimenticato del latte in un otre per un certo tempo, lo ritrovò trasformato, più denso e saporito, e probabilmente così avvenne a causa delle fermentazioni naturali innescate da una temperatura vicina ai 40°C.
Dalle steppe armene-caucasiche lo yogurt si diffuse presto in tutto il bacino del Mediterraneo, con il nome derivato dalla parola turca che significa mescolare, yogurmak.
Lo yogurt è citato nella Bibbia e descritto da Aristotele, Senofonte, Erodoto e Plinio il Vecchio e sicuramente venne molto utilizzato in Grecia e poi nell’Impero Romano.

Riparte dal Medio Oriente per l’utilizzo in cucina. Impiegato dagli Arabi e raccontato nelle Mille e una notte, come portata di lussuosi banchetti, trova uno spazio anche nelle Cronache dei Crociati, e pare che Francesco I di Francia – questo signore dalle immense maniche qui di lato –  guarì miracolosamente dopo una cura a base di yogurt prescrittagli da un medico di Costantinopoli.
In Occidente tuttavia lo yogurt non attecchì affatto e si dovette aspettare il XIX secolo e i progressi della microbiologia per scoprire il batterio responsabile dei giovamenti che lo yogurt apporta all’intestino. Il ricercatore russo Ilya Ilyich Metchnikov giunse alla conclusione che l’invecchiamento dell’uomo avviene in maniera più rapida ed inesorabile soprattutto se questi fa abuso di carne e poca attività fisica. Colpa dei batteri che si concentrano nel colon. Ma l’invecchiamento e l’insorgere di molte gravi malattie si può rallentare con l’apporto costante di alcuni microrganismi che contribuiscono a purificare quel tratto di intestino, proprio i microrganismi presenti nello yogurt.

Questi studi gli valsero un premio Nobel e da allora si cominciò la commercializzazione dello yogurt. Il primo stabilimento commerciale aprì a Barcellona nel 1919 dall’iniziativa dell’imprenditore Isaac Carasso, un medico di origini greco-giudaiche. Egli chiamò la sua impresa “Danone” e il suo impero dura ancora oggi!

La ricetta: Cupolette di yogurt solido alla crema di nocciole e mele
(4 cupolette)

Per la copertura di mele:
1 mela golden grande
2 cucchiai di zucchero di canna
1 pezzetto di burro (circa 20 g)

Per lo yogurt solido:
2 vasetti di yogurt bianco intero (250 g)
4 cucchiaini di zucchero
2 cucchiaini colmi di crema di nocciole
12 nocciole intere + 2 cucchiai di nocciole in granella
3 fogli di gelatina

Per la base:
una fetta di torta al cioccolato fondente (in mancanza potete usare biscotti tipo Pandistelle aumentando leggermente la quantità di burro)
15 g di burro

Ho messo ad ammorbidire i fogli di gelatina in poca acqua fredda.
Ho sbucciato e tagliato la mela prima in quarti e poi a fettine lunghe e sottili.
Ho fatto sciogliere il burro e lo zucchero di canna in un padellino, poi vi ho adagiato le fettine di mela e le ho fatte ammorbidire a fuoco basso. Poi ho spento e lasciato intiepidire in un piatto.
Ho mescolato lo yogurt con i cucchiaini di zucchero e con la crema di nocciole resa fluida a bagnomaria. Il composto non deve essere perfettamente omogeneo; è meglio se presenta qualche striatura.
Ho aggiunto le nocciole qualcuna intera e qualcuna tagliata a metà.
Ho preparato gli stampi, nel mio caso semplici tazze coniche, rivestendoli di pellicola trasparente. Sul fondo di ogni stampo ho messo un cucchiaino di granella di nocciole; tutt’intorno, sulle pareti dello stampo ho adagiato le fettine di mela.
Preparati gli stampi, ho strizzato i fogli di gelatina e li ho fatti sciogliere sul fuoco, con un cucchiaio d’acqua. Poi ho aggiunto subito la gelatina fluida al composto di yogurt e crema di nocciole.
Ho fatto colare questo composto negli stampi preparati in precedenza. Ho fatto raffreddare a temperatura ambiente e poi in frigo per almeno un’ora.
Ho sbriciolato la torta al cioccolato e ho passato queste bricioline nel padellino imburrato dove avevo passato le mele. Se occorre aggiungere poco burro. Ho formato una pappetta e l’ho adagiata sui semifreddi parzialmente solidificati livellando con il dorso di un cucchiaio. Ho rimesso in frigo per circa due ore.

Al momento di servire ho sformato sul piattino, capovolgendo la tazza e togliendo successivamente la pellicola. Ho decorato con marmellata, ma se avete qualche cucchiaino di crema di nocciole per fare lo stesso disegnino sul piatto sarà ancora meglio!

Con questa ricetta partecipo al contest di La Cuochina Sopraffina in collaborazione con EasyYo e QVC, Yogurtino Sopraffino rendi speciale il tuo piattino.