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in cucina, Natale, primi piatti, ricette tradizionali, storia & cultura

Canederli: la tradizione sbarca sulla tavola del Natale Gli gnocchi di pane tipici dei paesi di lingua tedesca

Vi presento i canederli, creature mitologiche metà gnocco e metà polpetta, che al primo assaggio vi conquisteranno in modo definitivo.

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Canederli: la tradizione sbarca sulla tavola del Natale Gli gnocchi di pane tipici dei paesi di lingua tedesca" class="facebook-share"> Canederli: la tradizione sbarca sulla tavola del Natale Gli gnocchi di pane tipici dei paesi di lingua tedesca" class="twitter-share"> Canederli: la tradizione sbarca sulla tavola del Natale Gli gnocchi di pane tipici dei paesi di lingua tedesca" class="googleplus-share"> Canederli: la tradizione sbarca sulla tavola del Natale Gli gnocchi di pane tipici dei paesi di lingua tedesca" data-image="https://www.ricettedicultura.com/wp-content/uploads/2013/12/canederli_3_w-1.jpg" class="pinterest-share">
in cucina, ricette tradizionali

Le paste di meliga con il Pignoletto Rosso di Giaveno Un mais antico riportato al successo

La farina di mais nei biscotti regala sempre un po’ di croccantezza e rustico in più.

 

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in cucina, lievitati, lievitati-dolci, Natale, ricette tradizionali, storia & cultura

Lussekatter, i panini dorati di Santa Lucia I soffici panini nordici da preparare per il 13 dicembre

 Oggi pubblico una ricetta  di panini talmente buoni che non posso non dare anche a voi la possibilità di farli subito!!
Sono i panini che vengono preparati proprio oggi in Svezia, per essere gustati dopodomani, 13 dicembre, nella festività di Santa Lucia che, nel paese nordico, è il giorno che dà ufficialmente inizio ai preparativi per il Natale.

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Lussekatter, i panini dorati di Santa Lucia I soffici panini nordici da preparare per il 13 dicembre" class="facebook-share"> Lussekatter, i panini dorati di Santa Lucia I soffici panini nordici da preparare per il 13 dicembre" class="twitter-share"> Lussekatter, i panini dorati di Santa Lucia I soffici panini nordici da preparare per il 13 dicembre" class="googleplus-share"> Lussekatter, i panini dorati di Santa Lucia I soffici panini nordici da preparare per il 13 dicembre" data-image="https://www.ricettedicultura.com/wp-content/uploads/2013/12/lussekatter_1.jpg" class="pinterest-share">
in cucina

# 20 – Calendario dell’Avvento – Stanchezza di fine Avvento

Posso ufficialmente dire di essere stanca.
Non sono stanca di cucinare, di fotografare e di condividere, no, quello no!!
Non sono stanca di raccontare le storie del cibo!
Sono stanca di tossire e starnutire, di questa febbre che va e viene, di avere male ad ogni muscolo, anche a quelli che non credevo esistessero; di avere freddo in un angolo della casa e troppo caldo in un altro angolo. 
Stanca di non riuscire a mettere a posto tutto quello che avrei voluto mettere a posto prima di Natale.
Stanca che se sto al computer mi fanno male gli occhi e se non ci sto mi vengono in mente 10.000 cose che potrei fare.
Stanca perché ero partita tanto bene, e mi ritrovo con l’acqua alla gola per colpa dei rallentamenti degli ultimi tre giorni.
Stanca di rovinarmi lo stomaco con le medicine, proprio prima delle mangiate colossali delle feste (in cui, di questo passo, non potrò mangiare proprio nulla!!)
Ok, sono solo al 3° giorno di influenza… e sono sull’orlo di una crisi di nervi!
Tornerò domani, forse indenne dalla fine del mondo e con una nuova ricetta…forse…
secondi di pesce, secondi piatti

# 19 – Calendario dell’Avvento – Mercoledì Social – Speciale Natale: intimità

Eccoci al menù elaborato con Muffin e Dintorni e Cucina Precaria:
Dopo aver pregustato qui l’antipasto e qui il primo, siamo giunti al mio Natale e al mio piatto!
Per introdurre i piatti del menù natalizio abbiamo pensato di definire con una parola il Natale di ciascuna.
Io sono figlia unica. I miei parenti sono sempre stati lontani, tranne forse quando ero molto piccola quindi per me il Natale è sempre stato un po’ solitario, almeno da quando posso ricordarmene. Per questo ho sempre invidiato ed amato le tavolate chiassose ed affollate. 
Per descrivere il mio Natale ho però scelto la parola intimità. Questo non significa solitudine, ma pochi cari, i più importanti, accanto…non quelle persone che si risentono o si rivedono solo a Natale per intenderci, ma quelle persone che sempre ti fanno sentire l’atmosfera di casa.

Veniamo al mio piatto!
Prima di tutto il pesce: ho scelto dei filetti di trota salmonata e li ho alleggeriti con il mandarino. La trota è un pesce un po’ grasso e gli agrumi sono un abbinamento perfetto.

Per contorno ho scelto di cucinare i topinambour perché sono un ortaggio non molto comune, ma delizioso. Con questa salsa, che ricorda delicatamente i gusti agrumati del pesce, sono deliziosi e semplicissimi da fare!!

La ricetta: Filetti di trota salmonata al forno con mandarino e timo
1 filetto di trota salmonata per ogni commensale
olio e sale per spennellare
fette di mandarino
rametti di timo fresco
2 mandarini

per la salsa:
1 mandarino
1 cucchiaio di zucchero di canna
olio
1 pizzico di sale
1 cucchiaino colmo di senape
1 punta di cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaio di formaggio cremoso

Prima ho preparato la salsa al mandarino, sbucciando 1 mandarino grosso e facendolo lessare in acqua finché non era morbido. L’ho aperto a metà, ho tolto i semi e poi l’ho frullato fino ad ottenere la polpa. Alla polpa, in una ciotolina, ho aggiunto lo zucchero di canna, l’olio, il sale, il cucchiaino colmo di senape e lo zenzero in polvere. 

In ogni foglio di carta forno ho adagiato un filetto di trota. L’ho spennellato con un’emulsione fatta di olio sale e poco succo di mandarino. Su ogni filetto ho adagiato delle fettine sottili di mandarino e qualche rametto di timo. Poi ho chiuso il cartoccio. Ho infornato a 180° per circa 20 minuti.

Prima di servire ho aggiunto alla salsa anche il formaggio cremoso e mescolato bene.

La ricetta: Topinambour con salsa allo zenzero

500 g di topinambour
il succo di un’arancia
2 cucchiai d’olio
2 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiaio di miele
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 spicchio d’aglio schiacciato

Ho lavato accuratamente i topinambour e li ho strofinati bene fino ad eliminare la buccia.
Li ho lessati in acqua bollente per 10 minuti. Poi li ho messi in una teglia e li ho irrorati con una emulsione fatta con tutti gli altri ingredienti. Poi ho infornato per una quarantina di minuti.

Con ciò ho concluso e passo il link a Muffin e Dintorni per il dolce!!

in cucina

# 18 – Calendario dell’Avvento – Culurgiones patate e pecorino con sugo di salsiccia

Per il post di oggi ho voluto preparare un piatto adatto al giorno di Natale. Natale noi lo passeremo con i nostri genitori, la vigilia dai suoceri, il giorno di Natale dai miei e poi alla sera ancora dai suoceri ma con tanta altra gioventù e i giochi di società e la tombola. 
Mi sono chiesta cosa avrei cucinato se si fosse fatto da me: un piatto semplice nel gusto, ma molto speciale nella presentazione, un piatto che avesse una storia da raccontare, ma che piacesse proprio a tutti.
Eccolo! Sono dei ravioli tipici sardi, che tradizionalmente vengono farciti di patate e pecorino e aromatizzati con la menta. Sono buonissimi e la loro chiusura a spiga li rende davvero un piatto delle feste. Io li ho conditi con un sugo semplice alla salsiccia, anche questo mette tutti d’accordo.
A qualcuno (a qualcun altro anche no) verrà forse la curiosità di sapere il significato del nome culurgiones, che a seconda dei dialetti della lingua sarda si trasforma anche in culurzones o culingiones. Uno spunto di riflessione molto divertente, ma anche molto interessante, l’ho trovato qui. Io preponderei per l’ultima ipotesi, ovvero che la parola culurgiones derivi da culina, la stessa radice di culinario, e urgèo, che significa premere, spingere, incalzare, chiudere, pressare,  costringere, tutti verbi che ben rendono l’idea del gesto che si fa per chiudere i famigerati ravioli.
Il gesto in questione sembra molto più difficile di quel che è: da un cerchio di pasta, la chiusura viene fatta ripiegando una porzioncina di pasta per volta, da un lato e dall’altro alternativamente, come per formare una spiga. Alcuni video (come questo) mostrano una chiusura che rimane a rilievo, come una cucitura, altri ripiegano la pasta verso l’interno. Io li faccio con le pieghe verso l’interno (ed ho provato a mostrarlo con una serie di foto in sequenza) ma in entrambi i modi vedrete che il ripieno in eccesso sguscia fuori da solo.

La ricetta: Culurgiones al sugo di salsiccia
(con queste dosi ne vengono 28, quindi come primo di una cena con più portate bastano per 4 persone, se li servite come piatto unico, per 2 persone.)
100 g di semola di grano duro rimacinata
50 g di farina 00
acqua calda
sale
2 patate grandi (bollite e schiacciate pesavano circa 360 g)
40 g di pecorino poco stagionato
40 g di pecorino più stagionato
1/2 cipolla
menta fresca tritata sottile (oppure quella secca, ma è meno profumata)
olio
100 g di salsiccia fresca
1/2 bicchiere di vino rosso
400 g di salsa di pomodoro
1 spicchio d’aglio
sale
olio
basilico

Per prima cosa ho fatto cuocere le patate. Le ho sbucciate e passate allo schiacciapatate ancora tiepide.

Ho impastato le due farine con acqua calda salata, fino a formare un impasto morbido ma sodo. L’ho avvolto nella pellicola e lasciato riposare.

Ho tagliato a cubettini minuscoli la cipolla, ne ho tenuto da parte un cucchiaio per il sugo e la restante l’ho fatta imbiondire in un padellino con poco olio e la menta fresca.

In una padella più grande ho messo il cucchiaio di cipolla messo da parte, un grosso spicchio d’aglio e un giro d’olio e ho fatto ammorbidire il tutto, poi ho aggiunto la salsiccia, liberata dalla pelle e a tocchetti. Dopo un minuto ho bagnato il tutto con il mezzo bicchiere di vino rosso, l’ho fatto evaporare ed ho aggiunto la passata di pomodoro. Ho fatto proseguire la cottura, regolando poi di sale.

Ho preparato il ripieno, mescolando la patata passata con la cipolla, la menta e i formaggi grattugiati. Ho mescolato bene con un cucchiaio e con le mani.
Ho steso la sfoglia, ricavando con un coppapasta dei cerchi di 6-7 cm di diametro.
La chiusura del culurgione avviene così: si mette il cerchio di pasta sul palmo della mano, sopra si depone un ovale di ripieno. Si parte da un’estremità, ripiegando il fondo del cerchio verso il ripieno e poi, alternativamente, da una parte e dall’altra si ripiegano piccole porzioni di pasta verso il ripieno, saldandole insieme. E’ più difficile da spiegare che a farsi, per questo metto le foto:

Ed ecco il culurgione bello infarinato di semola e pronto per essere buttato nell’acqua bollente:

Poi ho lessato i culurgiones in acqua salata e li ho conditi con il sugo alla salsiccia, aggiungendo delle foglie di basilico, poco prima di spegnere il fuoco. 

E visto che ci sono e che questa è una vera e propria farcitura partecipo con questa ricetta al contest Cre-azioni in Cucina di Nus de L’Ennesimo Blog di Cucina

in cucina

# 17 – Calendario dell’Avvento – Grazie di Cuore!

Mentre scrivo il post per domani oggi, vedo che sono state abbondantemente superate le 100.000 visualizzazioni del mio Ricette di Cultura.

Grazie di cuore a tutti voi!
A chi è passato di qui per caso; 
a chi si è trovato bene e ci è rimasto;
a chi guarda le mie foto di cibo-quasi-solo-cibo su Instagram 
e poi viene a cercare la ricetta;
a chi mi segue anche su Facebook e Twitter;
a chi mi ha invitato agli eventi, facendomi assaggiare ogni sorta di ben di dio;
a chi ha apprezzato i miei lunghi post 
e a chi li ha trovati troppo lunghi ed è corso subito alla ricetta; 
a chi ha pensato che devo migliorare con la fotografia 
e a chi ha detto che in fondo le mie foto non sono così male;
a chi ha assaggiato i miei piatti e ha sorriso,
rendendo leggera la fatica di ogni cena;
a chi ha capito cosa significa per me cucinare
e a chi ha detto “è meglio se cucini tu”;
a chi ha copiato le mie ricette, facendomi sentire moooolto importante,
anche se involontariamente;
a tutti quelli che mi hanno citato e linkato;
a tutti coloro che hanno reso possibile l’Emilia Mon Amour
e a tutti coloro che renderanno possibile la sua presentazione dal vivo;
a chi mi ha dato tante nuove idee, spunti, incoraggiamenti;
a chi vorrà collaborare con me in futuro;
e a chi continuerà a venire a trovarmi qui, 
rendendo di fatto questo blog la mia casa!!

in cucina

# 16 – Calendario dell’Avvento – Panettoncini di Natale

Fioccano i panettoni sulle pagine dei blog e su Facebook e su Twitter! C’è chi lo fa con la pasta madre, come questo di Loredana, che è l’attuale mio mito-panettonico…oppure con il lievito normale, come questo, che però non garantisce una sofficità a lunga durata…
Io non l’ho fatto quest’anno, ancora in dubbio se riproporre la Gubana che tanto ci era piaciuta, in versione classica o tropicale, però non ho saputo resistere al richiamo dei panettoncini di pan brioche di Claudia di Mon Petit Bistrot. Sono facili e relativamente veloci e se trovate i pirottini da panettone da 100g in cui farli cuocere il risultato è certamente di impatto visivo ed adattissimo per piccoli doni!!
 
Ho seguito la sua ricetta, che riporto per comodità, vi dò solo alcuni consigli:
– far riposare l’uva passa nel liquore, rum o grappa, fa sì che diventi molto più aromatica;
– io ho usato il mandarino, al posto della buccia d’arancia, ma anche un mix arancia-limone è adatto a questo tipo di impasto;
– prima di cominciare con l’impasto, pesate tutti gli ingredienti, sarà molto più veloce procedere;
– io ho una piccola impastatrice, che fa comunque il suo, per impasti di questo genere è decisamente faticoso procedere a mano…eppure l’anno scorso per la Gubana ho lavorato a mano e ce l’ho fatta ugualmente, con tanto olio di gomito!!

 

 

 

La ricetta: Panettoncini di Natale
 
Per la biga:
100 g di manitoba
50 g di acqua
1,5 g di lievito birra fresco
 
Ho unito gli ingredienti, formando un impasto sodo e ho lasciato crescere a temperatura ambiente (18°) per 12 ore.
 
Per il secondo impasto: 
380 g di farina manitoba
125 g di latte
65 g di acqua
150 g di zucchero
100 g di burro morbido
1 uovo intero
1 torlo
8 g di lievito di birra fresco
5 g di sale
1 cucchiaio di grappa
la buccia di un mandarino
1 semini di una bacca di vaniglia
 
200 g di uvetta
1 albume
zucchero e farina di mandorle
 
La sera prima ho preparato la biga, che deve restare a 18° per 12 ore circa.
Il mattino dopo ho messo in ammollo l’uva passa in acqua tiepida, poi l’ho strizzata ed ho aggiunto qualche cucchiaio di grappa di moscato.
 
Nella ciotola dell’impastatrice ho messo la biga a pezzetti con l’acqua e il latte leggermente intiepiditi. Ho fatto ammorbidire la biga nei liquidi, aggiungendoli a filo.
Ho aggiunto il lievito di birra sbriciolato e qualche cucchiaio di farina.
Ho unito il primo tuorlo, 30 g di zucchero e qualche cucchiaio di farina, finchè l’impasto non si è nuovamente formato.
Ho unito il secondo tuorlo, 40 g di zucchero e qualche cucchiaio di farina.
Ho unito l’albume (1), 50 g di zucchero, il sale e la farina restante, tenendone 1 cucchiaio da parte.
Ho impastato fino a far incordare.
Ho aggiunto il burro in tre parti, facendo assorbire ogni volta.
Ho unito il rum, la buccia grattugiata del mandarino, i semini di vaniglia e l’ultimo cucchiaio di farina.
Ho fatto incordare di nuovo.
Ho aggiunto l’uva passa ben strizzata, facendola ben distribuire nell’impasto.
 
Ho coperto l’impasto con pellicola unta e l’ho fatto crescere per 1 ora in  luogo riparato.
L’ho rovesciato sul tavolo infarinato e lasciato adagiare per 5 minuti. Poi ho cominciato a suddividerlo in palline del peso di 100 g ciascuna. Per ogni pallina ho fatto un giro di pieghe circolari e poi ho arrotondato la pallina, con il gesto della pirlatura.
Ho deposto ogni pallina nel suo pirottino e ho messo a lievitare al caldo, fino a che l’impasto non sporgeva di 2 cm dal bordo del pirottino.
Ho spennellato con albume, zucchero e farina di mandorle e poi infornato a 200° per 5 minuti, poi abbassato a 180° per altri 25 minuti.
Claudia li fa cuocere molto più a lungo, ma il mio forno è piccino-piccino e quindi scalda molto di più!!
 
 
 

 

in cucina, ricette tradizionali

# 15 – Calendario dell’Avvento – Speculoos

Gli Speculoos sono biscotti tipici natalizi, ancora una volta del Nord Europa, e suggellano direi in modo definitivo il mio amore per le terre del nord. 

Il loro nome, Speculoos/Speculaas, ha un’assonanza con le spezie con cui sono aromatizzati: un tripudio, di cannella, zenzero e chiodi di garofano, ma anche noce moscata e cardamomo. In realtà però il significato del nome è un altro, deriva dal latino speculum, specchio, poiché i biscotti originali a forma di animali, venivano ricavati con degli stampi di legno incisi per l’appunto specularmente.
Un tempo erano i biscotti del 6 dicembre, preparati in terra fiamminga per festeggiare San Nicola, che lassù al nord viene assimilato a Babbo Natale e porta i doni ai bambini. Oggi vengono naturalmente prodotti tutto l’anno.
Certo che preparali in questa stagione, con il gelo fuori e le finestre ben chiuse, quando la casa si riempie magicamente dell’aroma di terre lontane è tutt’altra faccenda.
Perfetti da confezionare e regalare perché si mantengono a lungo croccanti, sono perfetti da accompagnare ad un tè aromatizzato, magari con erbe e spezie, per far durare di più in bocca questo divino sapore.
La ricetta che ho utilizzato è quella di Sigrid del Cavoletto, con leggere variazioni. Io ho aggiunto un velo di deliziosa glassa alle spezie.
La ricetta: Speculoos
150 g di farina 
1 pizzico di sale
1/2 cucchiaino di lievito
100 g di burro
1/2 uovo sbattuto
125 g di zucchero di canna
1 cucchiaino raso di cannella in polvere
1 punta di cucchiaino di chiodi di garofano macinati
1 pizzico di zenzero
1 pizzico di cardamomo
1 spolverata di pepe bianco
1 grattata di noce moscata
5 cucchiai di zucchero a velo
spezie (cannella, garofano e zenzero)
acqua q.b.
Ho mescolato insieme la farina con lo zucchero, il lievito e le spezie.
Ho fatto sciogliere il burro e quando era tiepido l’ho mescolato alla farina, aggiungendo poi il mezzo uovo, sbattuto con un pizzico di sale.
Ho formato un impasto morbido e l’ho fatto riposare in frigo per 1 ora.
Ho steso una sfoglia alta 3 mm e vi ho ricavato i miei biscotti: i miei erano semplicemente tondi di 4 cm di diametro.
Ho fatto cuocere in forno caldo a 180° per 10 minuti.
Quando erano freddi li ho spennellati con una glassa ottenuta con zucchero a velo, le spezie e tanti cucchiaini d’acqua per ottenere un composto spalmabile ma denso.
Lasciar asciugare e confezionare a piacere: la maggior parte dei biscotti dovrebbero finire nel pacchetto, più che in pancia!!!

E ne approfitto per suggerirvi che i grossi vasi di vetro a chiusura ermetica sono un’idea alternativa alla biscottiera in ceramica o in latta!!

Con questo post vi segnalo che partecipo ad Anarchy Giveaway de La Banda dei Broccoli.

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