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Brioches al cioccolato

Soffici strati di impasto bianco e di goloso cacao e cioccolato fondente. E il cioccolato che vedete non è semplice brioche al cacao, ma un ripieno sbricioloso che si scioglie in bocca e sulle dita.

Mi sono innamorata di queste brioches a prima vista, anche merito delle foto incantevoli. Ho conservato il link per un’occasione speciale ed ho provato a rifarle…

 

Devo dire che la sovrapposizione del cioccolato all’impasto bianco è elementare… mentre l’errore è stato quello di aspettare troppo prima di infornare, con il risultato che il cioccolato è stato spinto in alto, per un effetto non perfettamente sfogliato. Riproverò, però, perché il sapore è straordinario e la preparazione decisamente semplice. Read more

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Treccia svizzera

 

È un pane brioche, con la mollica bianca e fine fine, soffice e profumato di burro.
In Svizzera, soprattutto nel Bernese, è il pane della festa, della domenica, ed è perfetto accompagnato al dolce e al salato.

Si narra che la forma derivi dalla tradizione dell donne svizzere di tagliarsi la treccia e seppellirla assieme al marito, quando restavano vedove. A un certo punto si iniziò a seppellire una treccia di pane, per non perdere la tradizione… Read more

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Panbrioche super soffice al latte e panna

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Il panbrioche che vi presento oggi è rimasto nel cassetto dei desideri per un po’… è partito da una scoperta su pinterest ed è diventata una sperimentazione un po’ diversa: una volta trovato il giusto equilibrio non è stato più abbandonato. La sua consistenza soffice e il gusto dolce lo rendono perfetto per la colazione, non solo spalmato di quello che vi piace, ma anche al naturale. Si affetta perfettamente e può essere conservato in freezer e scongelato in frigo la sera prima.

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Focaccia della Befana

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La focaccia della Befana è il dolce  che qui in Piemonte si mangia per l’Epifania. E’ una focaccia soffice, dall’impasto profumato di arancia, simile a quello della Colomba pasquale.
Al suo interno si nasconde una fava secca e chi la trova, secondo la tradizione, deve pagare la focaccia! L’usanza è diffusa in altre parti d’Europa, in Francia in particolare, dove esiste la galette des rois, tutta diversa nella forma, ma con la peculiarità di avere una o due fave al suo interno: una per designare il re della festa, e la seconda per decidere chi offre questo benedetto dolce! Read more

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Bejgli ai semi di papavero dall’Ungheria

bejgli_slideshow_miniEcco, l’ho fatto di nuovo.

Il primo e ultimo Bejgli ungherese della mia vita risale al 10 dicembre 2012, qui sul blog, con un ripieno dolcissimo di noci, il diós bejgli. Ma era da allora che mi ripromettevo di provare questa versione, che mi sembra molto più caratteristica e affascinante, con la sua spirale nera e lucida come petrolio, il mákos bejgli con i semi di papavero. Read more

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Pani dolci alle spezie per il contest “A regola d’arte”

Confesso che mi avvicino al contest “Ricette A regola d’arte” di Alice con un po’ di riverenza…ho visto creazioni bellissime da parte di tutti i partecipanti, ma proprio belle belle da vedere e piene di colori. Ho scelto un’altra strada e propongo ad Alice queste briochelle tutte stortignaccole (che poi sono pani alle spezie) perchè la mia ispirazione è venuta da qui:
Ho cercato e ricercato tra i miei generi preferiti qualcosa che facesse al caso mio, ma a quanto pare i fiamminghi, al contrario delle moderne foodbloggers, prediligevano rappresentare il cibo crudo e non c’è stato verso di trovare qualcosa che fosse cotto e ben rappresentato, al tempo stesso. Certo qualche vaga idea di quel che c’era nei piatti…oppure ingredienti resi nel dettaglio più preciso, ma crudi! Poi, come un segno del destino, spunta fuori questo dipinto. Guardo la data e, per particolare simpatia per quell’epoca, che è la stessa de I Tre Moschettieri, decido che  fa poprio al caso mio.
Juan Van Der Hamen y (Gómez de) León fu un pittore spagnolo attivo all’inizio del XVII secolo. Figlio di un cortigiano belga e di un’aristocratica spagnola, forse figlio d’arte, ma non è certo. Certo è che produceva cosine interessanti come questa:

o questa:

o ancora quest’altra:

aderendo alla corrente dei bodegones spagnoli, i pittori di nature morte, con in più un’austerità tutta spagnola e una linearità quasi minimale nell’apparecchiare la tavola. Sono distanti i dipinti con la selvaggina in frollatura o quelli in cui un gatto curioso cerca di rubare un pesce o ancora dove le lumache provano, lentamente, a svignarsela. Qui è tutto immobile.

Invece far stare ferme e in equilibrio le mie briochelle in un piatto ovale molto simile a quello rappresentato nel dipinto è stato arduo…

Però, studiandone l’impasto, ho voluto introdurre sapori di altri tempi, la farina di farro e quella integrale, le tante spezie che si usavano nelle cucine delle famiglie più agiate, i gusti molto meno dolci di come siamo abituati oggi. Ho sfornato queste treccine profumatissime, brune e corpose.

La ricetta: Ciambelle intrecciate alle spezie (per la ricetta sono partita dalla ricetta della brioche agli albumi di Simona Mirto, con variazioni negli aromi e negli zuccheri)

100 g di farina tipo 0
100 g di farina di farro
100 g di farina integrale macinata a pietra
40 g di zucchero di canna scuro
80 ml di latte intero
5 g di lievito di birra fresco
2 cucchiai di miele
2 albumi medi
70 g di burro
1/2 cucchiaino di sale
il succo di 1 limone
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di cardamomo in polvere
1 pizzico di pepe nero
1 grattata di noce moscata
1 bustina di zafferano

preparazione:
Mettere fuori frigo gli albumi e il burro. Mischiare le farine con le spezie nella ciotola dell’impastatrice.
Sciogliere il lievito nel latte portato a temperatura ambiente con il miele.
Cominciare ad impastare con il latte, poi con l’aggiunta del succo di limone. Aggiungere lo zucchero e poi gli albumi e il sale ed aspettare l’incordatura.
Quando l’impasto è incordato cominciare ad aggiungere ilburro a dadini di due cm, ed attendere che sia inglobato nll’impasto, prima di procedere con l’ulteriore aggiunta. Continuare fino ad esaurimento del burro, ci vorranno circa 20-25 minuti con un’impastarice bruttina come la mia, meno con una più professionale.
Mettere l’impasto in una ciotola pulita ed attendere il raddoppio.
Sgonfiare l’impasto e suddividerlo in 8-10 porzioni.
Per ogni porzioncina di impasto: lavorare ripiegandola più volte su se stessa; ricavarne un serpentello e dividerlo in tre serpentelli più piccoli nel verso lungo, intrecciare e poi chiudere la treccia ad anello. Deporre su un foglio di carta forno leggermente infarinato.
Quando tutti gli anelli sono pronti, attendere che raddoppino, poi spennellarli di albume o di latte e decorarli con qualche uva passa.
Scldare il forno a 200° e cuocere per 20 minuti. Congelate e poi scongelate e passate in forno tiepido, tornano soffici!

con questa ricetta partecipo al contest “Ricette a regola d’arte” di Alice del blog” Pane, libri e nuvole”