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dolci, ricette tradizionali, storia, torte

Plumcake inglese tradizionale

Plumcake o fruitcake, ma dove sono le prugne?

Il plumcake tradizionale inglese è un dolce semplice, a base di farina, burro, zucchero e uova e tanta frutta secca e candita, che lo rende anche colorato e bello a vedersi. Si serve, d’abitudine, già tagliato a fette, con il té delle cinque, assieme ad altre portate salate e neutre, come tramezzini e scones.

Il suo nome, per chi mastica un po’ di inglese, può ingannare, visto che plum significa prugna, ma nella ricetta tradizionale di prugne non ve n’è manco l’ombra. Read more

dolci, torte

Fluffosa al Matcha e Mango

fluffosa_matcha-mango_slideshow_miniE alla fine ho fluffato anch’io e l’ho fatto per il primo compleanno di ifood.it.

Esattamente un anno fa un folto gruppo di foodbloggers da tutta Italia (anche fuori Italia, in effetti…potere del web) si dava appuntamento su facebook, attendendo minuto dopo minuto la messa in onda del nostro sito, mentre le Admin erano a Terni con i tecnici, con la stessa trepidazione!

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dolci, ricette tradizionali, storia

Canelés bordelais

canelés-bordelais-collageSecondo episodio della rubrica sui dolci francesi: questa volta vi racconto dei Canelés Bordelais, questi dolcetti sono talmente belli che, dopo averne assaggiato la consistenza particolare, e aver verificato che sono pure deliziosi, è impossibile non pensare di rifarli,  con l’obiettivo primario di fotografarli.

Belli e buoni, dunque. La superficie marroncina e caramellata è croccante, l’interno resta umido e cremoso. Essenziale per la buona riuscita di questo dolcetto è uno stampino particolare, scanalato appunto, e di rame, che permette la buona riuscita della caramellatura ad alte temperature. Sui siti dei blogger francesi l’utilizzo del rame è “caldamente” consigliato…anzi, stando a loro, non si può proprio pensare di fare dei canelés senza di esso. Ma investire negli stampi di rame è parecchio dispendioso e, in Italia, impossibile, se non si compra online o in qualche negozio molto ben fornito – che non ho ancora scoperto – . Il silicone di ultima generazione garantisce prestazioni abbastanza buone, anche se diverse dal rame, e lo stampo che ho usato io mi ha fatto ottenere una crosticina croccante e dorata, quindi non scoraggiatevi…(se me lo chiedete, vi dico la marca).

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biscotti, dolci, ricette originali

Frollini alle mandorle e té matcha, una dedica e due ricette

Finalmente li ho fatti anch’io, non una ma ben due volte, ed ogni volta ho ottenuto dei biscottini croccanti e gustosi, di un bel verde intenso e con il sapore distinto del matcha all’interno.
Per chi non lo conoscesse, il té matcha è una particolare varietà di té giapponese. I coltivatori fanno crescesce le foglioline tenere al riparo dal sole, poi le raccolgono rigorosamente a mano. Le foglie vengono fatte cuocere a vapore, asciugate e infine ridotte in polvere per mezzo di mulini a pietra. La lavorazione così particolare giustifica il prezzo elevato. Ma non esiste prezzo per le particolarissime qualità di questo té.
Le foglie di matcha conterrebbero infatti 137 volte la quantità di antiossidanti di un comune té verde. Questo significa che questa polverina, consumata nel té in sospensione, senza filtraggio, è un vero e proprio elisir di giovinezza, con proprietà antinvecchiamento, drenanti e disintossicanti; inoltre, grazie al betacarotene e ai polifenoli protegge dai danni dei raggi solari.
Ha un’efficace azione in caso di malattie di origine nervosa e infiammatoria che interessano lo stomaco, calmando proprio le mucose, in caso di iperacidità gastrica; protegge il fegato e l’intestino e contribuisce a ridurre la sensazione di fame.
Oltre a tutto ciò si configura come aiuto efficace nelle malattie che affligono gli anziani: previene infarti o colpi apoplettici, tiene a bada diabete e
ipertensione
e riduce il livello di colesterolo nel sangue.
Nella cerimonia del té giapponese, il matcha viene messo nella tazza e sopra vi viene colata l’acqua; poi si mescola velocemente con una piccola frusta di bambù, per far sì che la polvere resti in sospensione e non si depositi nuovamente sul fondo.
Se siete particolarmente sensibili alla caffeina, non bevetene una quantità elevata, non più di due tazze al giorno; se, come me, non vi fa né caldo né freddo, potete metterlo nei biscotti con somma soddisfazione, e tentare di non mangiarli tutti insieme, con imperturbabile controllo zen, al pari dei monaci buddisti che utilizzavano il tè matcha per restar svegli durante la meditazione.
Questi biscotti speciali hanno bisogno di una dedica speciale. A Francesca che mentre preparava altri miei biscottini con il suo bimbo, mi ha mandato un piccolo tenero video, facendomi viaggiare per centinaia di km, grazie a questo strumento potentissimo che è il blog. Grazie di cuore, perchè mi hai emozionata, così virtualmente ti invito a colazione! 😀
Con queste immagini arrivano ben due ricette, quella burrosa e quella senza lattosio: vi basta semplicemente
sostituire il burro con la quantità indicata di olio di semi di
girasole. Anche con l’olio i biscotti sono deliziosi, anche se trovo che
il sentore del té sia più evidente in quelli al burro. Per legare può darsi che vi occorra l’aggiunta di una piccola quantità di albume.
Prima di lasciarvi la ricetta vi ricordo il contest #Sedici #Sedici_Agrumati. Fino al 14 marzo si gioca con i sapori della famiglia degli agrumati: arancia, cardamomo, lime, limone, pompelmo, e zenzero e i loro abbinamenti, dai più comuni a quelli più insoliti. Entrate nel nostro gruppo FB!
La ricetta: Frollini alle mandorle e té matcha
130 g di farina 00
70g di mandorle spellate 
85 g di burro (oppure 60 g di olio di semi di girasole)
90 g di zucchero
2 tuorli (senza il burro meglio aggiungere 1 cucchiaino di albume all’impasto)
un pizzico di sale

10 g matcha (per me Fiordiloto

zucchero di canna per il bordo

Tritare le mandorle con lo zucchero fino a ridurle in farina; aggiungere la farina e la polvere di matcha e poi far sabbiare con il burro (o l’olio). Aggiungere i tuorli con  il sale e impastare velocemente. Compattare l’impasto e metterlo su un foglio di pellicola; aiutarsi con questo per formare un lungo rotolo da mettere a raffreddare in frigo per almeno due ore. (con l’olio meglio una notte intera).
Far rotolare il rotolo d’impasto sullo zucchero di canna in modo che si attacchi uniformemente. Tagliare a fette di 1 cm di spessore e deporle su una teglia rivestita da carta forno.
Infornare a 190° per dieci minuti e proseguire a 160° per altri 5-6 minuti.

Lasciar raffreddare completamente prima di riporre in una scatola di latta.

biscotti, dolci, ricette originali

Cookies al burro d’arachidi e gocce di cioccolato

Esistono ricette che ti entrano nel cuore. E non importa quante volte tu le possa rielaborare, quelle restano sempre la base da cui partire. 
È il caso di questi cookies. 
Non li chiamo semplicemente biscotti perchè hanno la tipica struttura e consistenza del biscotto americano. Non diciamo troppo forte che fino a qualche mese fa non sapevo neppure che la grande famiglia dei cookies si divide in due fazioni, da sempre in lotta per la supremazia dei palati americani: i Crunchy e i Cheewy, quelli più croccanti e piatti e quelli più morbidi e cicciotti.P { margin-bottom: 0.21cm; } 
Io non ho neppure ancora capito questi da che parte stanno. Quello che ho capito è che non si spalmano sulla teglia e che mentre dentro sono morbidi, in superficie fanno una bella crosticina croccante. La ricetta è di Fragola E Limone e, girala come vuoi, viene sempre perfetta.
Per questa ennesima variante ho sostituito il burro con burro d’arachidi crunchy. Il risultato anche questa volta è ineccepibile! Fateli!

La ricetta: Cookies al burro d’arachidi e gocce di cioccolato
Ingredienti per circa 40 biscottini
200 g di farina 00
65 g di zucchero semolato
75 g di zucchero Muscovado
75 gr di burro d’arachidi crunchy
1/2 cucchiaino raso di bicarbonato di sodio
1 pizzico di sale
1 uovo a temperatura ambiente
80-90 g di cioccolato fondente a pezzettini

Preparazione
Accendere il forno a 160-170° C.
Intanto mescolare in una ciotola farina, sale e bicarbonato.
Da parte lavorare gli zuccheri con il burro d’arachidi. Aggiungere poi l’uovo sbattuto ed infine la miscela di farina, fino ad ottenere una frolla morbida. Unire anche il cioccolato a pezzettini.
Formare tante palline grosse come noci ed allinearle su una teglia foderata di carta da forno.
Infornare per circa 15 minuti, a seconda di quanto scalda il vostro forno.

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Gli appuntamenti di Ortinfestival: ce n’è per tutti i gusti.

Come anticipato qui, volevo raccontarvi qualcosa sui tanti appuntamenti di Ortinfestival alla Venaria Reale dal 30 maggio al 2 giugno, per invogliarvi a partecipare.
 
 
 
Il Potager in cui la manifestazione/esposizione si articola è una maglia quadrata di spazi tenuti a verde e completati con una collezione frutticola, orti, cereali, prato e fioriture, divertissement d’acqua e gallerie verdi. 
Immaginate in questo spazio una composizione regolare e studiata di:
varietà antiche di alcuni ortaggi, accanto al paniere dei prodotti agricoli tipici del Piemonte;
piante aromatiche, da quelle alpine, alla macchia mediterranea e quelle più esotiche; 
fiori eduli, dall’Italia e da altre latitudini, accanto a più di 50 nuove specie vegetali dal mondo che si sono adattate con grande successo ai nostri climi;
erbe spontanee, negli ultimi anni quasi dimenticate, che oggi riaffiorano nell’uso in cucina e cosmesi.
 
Per i pollici neri, però curiosi come me, ci saranno affascinanti visite guidate attraverso gli orti per imparare a riconoscere le diverse specie vegetali.
Per i pollici verdi, invece, ci saranno veri e propri workshop di orto, per costruirlo da sé, in vaso o nei cassonetti. 
Per i pollici neri che aspirano a diventare pollici verdi ci saranno basici corsi di alfabetizzazione orticola.
 
Come in ogni manifestazione che si rispetti non mancherà l’area dedicata ai piaceri del palato: si andrà dalla cucina d’autore di chef talentuosi e stellati, al BistrOrt, con cucina semplice del mercato e di stagione, ai Pop-up Kiosk, dove verrà servito al volo street-food in chiave “orticola“.
Sarà allestita un’area pic-nic, la iPlaid zone, per i dejeuner sur l’herbe o le merende sinoire, come vogliate chiamarle…
Infine non mancheranno gli showcooking e le cooking classes, con blogger, chef e autori gastronomici.
 
Nella filosofia green, i materiali di recupero verranno utilizzati per allestire orti verticali, sui tetti, sui terrazzi o sui davanzali urbani.
 
La Blogger-area sarà allestita con le tende eco-chic di Ferrino e per alcuni vi sarà la possibilità di pernottare all’interno dei giardini della reggia.
 
Infine l’area shopping riguarderà diverse categorie, dal verde (piante, tuberi, sementi), al food, al design e arredamento, al wellness e verranno presentati diversi Gruppi di Acquisto Solidale operanti sul territorio.
 
A completare il tutto ci saranno le performance degli artisti di strada e la presenza del partner d’eccezione di quest’anno, il Peru, che presenterà il rito andino della Pachamama, la Madre Terra, un tempo venerata dagli Inca e oggi da molte popolazioni autoctone del centro e sud America.
 
Vi saluto e vi dò appuntamento ad Ortinfestival con la mia semplicissima ricetta di dolce con le fragole. Mentre scrivo penso a molte amiche blogger che sicuramente saranno attratte da questo calendario così ricco ed allettante. La manifestazione aprirà alle ore 16,00 del 30 maggio e si concluderà il 2 giugno; per altre informazioni cliccate qui!
 
 
 
La ricetta: Pudding di fragole al profumo di lime

 

150 g di fette di pane integrale (il mio ai cereali preparato con Multicereali QB Molino Grassi)
20 g di burro
200 g di fragole mature
200 ml di latte intero
2 cucchiai di miele
1 uovo grande
1 cucchiaio di zucchero di canna + un po’
la buccia di un lime
 
Tagliare il pane a fette e poi a rettangolini. Lavare le fragole e tagliarle a pezzettini.
Far sciogliere il burro e spennellarlo sulle fette di pane.
In una pirofila disporre uno strato di pane e poi uno strato di fragole e continuare fino ad esaurimento degli ingredienti.
Scaldare il latte con il miele e la buccia gratugiata di un lime. Montare l’uovo con il cucchiaio di zucchero, poi miscelare questo composto con il latte e miele intiepidito.
Versare il tutto sulle fette di pane e fragole e lasciare assorbire, per circa 10 minuti, mentre il forno si scalda.
Infornare poi a 180°C fino a doratura delle fette di pane in superficie. Consumare tipiedo o freddo.
 
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6 settembre 2017
Ho provato una nuova versione di questo pudding: ho utilizzato 7 fette di plumcake all’uva passa, tagliate ancora a metà e disposte su una teglia rotonda di 20 cm di diametro. Ho sbattuto con 50 g di zucchero 2 albumi e 1 uovo intero, con la buccia di mezzo limone bio. Alle uova ho aggiunto 300 ml di latte di soia tiepido. Poi ho irrorato il pane all’uvetta con questo composto, disposto delle fragole surgelate sul tutto e fatto riposare per 10 minuti e poi infornato a 180°C per 30 minuti.
 
Eccolo qui:
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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