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dolci, Natale, torte

Gingerbread cake La torta con il profumo del Natale

La gingerbread cake è la torta con il profumo del Natale, soffice, alta, con la sua forma (solo la forma) ricorda un panettone o una montagna innevata e all’interno è una vera esplosione di profumo di miele e spezie. Read more

Gingerbread cake La torta con il profumo del Natale" class="facebook-share"> Gingerbread cake La torta con il profumo del Natale" class="twitter-share"> Gingerbread cake La torta con il profumo del Natale" class="googleplus-share"> Gingerbread cake La torta con il profumo del Natale" data-image="http://www.ricettedicultura.com/wp-content/uploads/2017/12/gingerbread_cake_4.jpg" class="pinterest-share">
dolci, ricette originali, torte

Torta di nocciole con i fichi secchi Una soffice bundt-cake alle nocciole con un cuore di fico secco in ogni fetta

La torta di nocciole è la mia preferita fra le torte asciutte; con i fichi secchi diventa una vera golosità per la colazione e l’ora del té.

Da tempo, quando voglio sperimentare un abbinamento nuovo mi rifaccio al libro di Nicky Segnit, “La Grammatica dei Sapori”. Sentite qui cosa dice, Read more

Torta di nocciole con i fichi secchi Una soffice bundt-cake alle nocciole con un cuore di fico secco in ogni fetta" class="facebook-share"> Torta di nocciole con i fichi secchi Una soffice bundt-cake alle nocciole con un cuore di fico secco in ogni fetta" class="twitter-share"> Torta di nocciole con i fichi secchi Una soffice bundt-cake alle nocciole con un cuore di fico secco in ogni fetta" class="googleplus-share"> Torta di nocciole con i fichi secchi Una soffice bundt-cake alle nocciole con un cuore di fico secco in ogni fetta" data-image="http://www.ricettedicultura.com/wp-content/uploads/2017/11/torta-di-nocciole-e-fichi-secchi_2.jpg" class="pinterest-share">
dolci, ricette tradizionali, storia, torte

Plumcake inglese tradizionale

Plumcake o fruitcake, ma dove sono le prugne?

Il plumcake tradizionale inglese è un dolce semplice, a base di farina, burro, zucchero e uova e tanta frutta secca e candita, che lo rende anche colorato e bello a vedersi. Si serve, d’abitudine, già tagliato a fette, con il té delle cinque, assieme ad altre portate salate e neutre, come tramezzini e scones.

Il suo nome, per chi mastica un po’ di inglese, può ingannare, visto che plum significa prugna, ma nella ricetta tradizionale di prugne non ve n’è manco l’ombra. Read more

dolci, torte

Fluffosa al Matcha e Mango

fluffosa_matcha-mango_slideshow_miniE alla fine ho fluffato anch’io e l’ho fatto per il primo compleanno di ifood.it.

Esattamente un anno fa un folto gruppo di foodbloggers da tutta Italia (anche fuori Italia, in effetti…potere del web) si dava appuntamento su facebook, attendendo minuto dopo minuto la messa in onda del nostro sito, mentre le Admin erano a Terni con i tecnici, con la stessa trepidazione!

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dolci, ricette tradizionali, storia

Canelés bordelais

canelés-bordelais-collageSecondo episodio della rubrica sui dolci francesi: questa volta vi racconto dei Canelés Bordelais, questi dolcetti sono talmente belli che, dopo averne assaggiato la consistenza particolare, e aver verificato che sono pure deliziosi, è impossibile non pensare di rifarli,  con l’obiettivo primario di fotografarli.

Belli e buoni, dunque. La superficie marroncina e caramellata è croccante, l’interno resta umido e cremoso. Essenziale per la buona riuscita di questo dolcetto è uno stampino particolare, scanalato appunto, e di rame, che permette la buona riuscita della caramellatura ad alte temperature. Sui siti dei blogger francesi l’utilizzo del rame è “caldamente” consigliato…anzi, stando a loro, non si può proprio pensare di fare dei canelés senza di esso. Ma investire negli stampi di rame è parecchio dispendioso e, in Italia, impossibile, se non si compra online o in qualche negozio molto ben fornito – che non ho ancora scoperto – . Il silicone di ultima generazione garantisce prestazioni abbastanza buone, anche se diverse dal rame, e lo stampo che ho usato io mi ha fatto ottenere una crosticina croccante e dorata, quindi non scoraggiatevi…(se me lo chiedete, vi dico la marca).

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biscotti, dolci, ricette originali

Frollini alle mandorle e té matcha, una dedica e due ricette

Finalmente li ho fatti anch’io, non una ma ben due volte, ed ogni volta ho ottenuto dei biscottini croccanti e gustosi, di un bel verde intenso e con il sapore distinto del matcha all’interno.
Per chi non lo conoscesse, il té matcha è una particolare varietà di té giapponese. I coltivatori fanno crescesce le foglioline tenere al riparo dal sole, poi le raccolgono rigorosamente a mano. Le foglie vengono fatte cuocere a vapore, asciugate e infine ridotte in polvere per mezzo di mulini a pietra. La lavorazione così particolare giustifica il prezzo elevato. Ma non esiste prezzo per le particolarissime qualità di questo té.
Le foglie di matcha conterrebbero infatti 137 volte la quantità di antiossidanti di un comune té verde. Questo significa che questa polverina, consumata nel té in sospensione, senza filtraggio, è un vero e proprio elisir di giovinezza, con proprietà antinvecchiamento, drenanti e disintossicanti; inoltre, grazie al betacarotene e ai polifenoli protegge dai danni dei raggi solari.
Ha un’efficace azione in caso di malattie di origine nervosa e infiammatoria che interessano lo stomaco, calmando proprio le mucose, in caso di iperacidità gastrica; protegge il fegato e l’intestino e contribuisce a ridurre la sensazione di fame.
Oltre a tutto ciò si configura come aiuto efficace nelle malattie che affligono gli anziani: previene infarti o colpi apoplettici, tiene a bada diabete e
ipertensione
e riduce il livello di colesterolo nel sangue.
Nella cerimonia del té giapponese, il matcha viene messo nella tazza e sopra vi viene colata l’acqua; poi si mescola velocemente con una piccola frusta di bambù, per far sì che la polvere resti in sospensione e non si depositi nuovamente sul fondo.
Se siete particolarmente sensibili alla caffeina, non bevetene una quantità elevata, non più di due tazze al giorno; se, come me, non vi fa né caldo né freddo, potete metterlo nei biscotti con somma soddisfazione, e tentare di non mangiarli tutti insieme, con imperturbabile controllo zen, al pari dei monaci buddisti che utilizzavano il tè matcha per restar svegli durante la meditazione.
Questi biscotti speciali hanno bisogno di una dedica speciale. A Francesca che mentre preparava altri miei biscottini con il suo bimbo, mi ha mandato un piccolo tenero video, facendomi viaggiare per centinaia di km, grazie a questo strumento potentissimo che è il blog. Grazie di cuore, perchè mi hai emozionata, così virtualmente ti invito a colazione! 😀
Con queste immagini arrivano ben due ricette, quella burrosa e quella senza lattosio: vi basta semplicemente
sostituire il burro con la quantità indicata di olio di semi di
girasole. Anche con l’olio i biscotti sono deliziosi, anche se trovo che
il sentore del té sia più evidente in quelli al burro. Per legare può darsi che vi occorra l’aggiunta di una piccola quantità di albume.
Prima di lasciarvi la ricetta vi ricordo il contest #Sedici #Sedici_Agrumati. Fino al 14 marzo si gioca con i sapori della famiglia degli agrumati: arancia, cardamomo, lime, limone, pompelmo, e zenzero e i loro abbinamenti, dai più comuni a quelli più insoliti. Entrate nel nostro gruppo FB!
La ricetta: Frollini alle mandorle e té matcha
130 g di farina 00
70g di mandorle spellate 
85 g di burro (oppure 60 g di olio di semi di girasole)
90 g di zucchero
2 tuorli (senza il burro meglio aggiungere 1 cucchiaino di albume all’impasto)
un pizzico di sale

10 g matcha (per me Fiordiloto

zucchero di canna per il bordo

Tritare le mandorle con lo zucchero fino a ridurle in farina; aggiungere la farina e la polvere di matcha e poi far sabbiare con il burro (o l’olio). Aggiungere i tuorli con  il sale e impastare velocemente. Compattare l’impasto e metterlo su un foglio di pellicola; aiutarsi con questo per formare un lungo rotolo da mettere a raffreddare in frigo per almeno due ore. (con l’olio meglio una notte intera).
Far rotolare il rotolo d’impasto sullo zucchero di canna in modo che si attacchi uniformemente. Tagliare a fette di 1 cm di spessore e deporle su una teglia rivestita da carta forno.
Infornare a 190° per dieci minuti e proseguire a 160° per altri 5-6 minuti.

Lasciar raffreddare completamente prima di riporre in una scatola di latta.