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Cantina Da Licia Il locale torinese famoso negli anni '70 torna a nuova vita.

Dallo storico locale torinese di via Mazzini “Mamma Licia”, frequentato negli anni ’70 da studenti, artisti e intellettuali, al moderno e informale Cantina Da Licia. È il locale perfetto per scambiarsi gli auguri in questi giorni di pre-festa… e per poi continuare a frequentarlo tutto l’anno.

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Cantina Da Licia Il locale torinese famoso negli anni '70 torna a nuova vita." class="facebook-share"> Cantina Da Licia Il locale torinese famoso negli anni '70 torna a nuova vita." class="twitter-share"> Cantina Da Licia Il locale torinese famoso negli anni '70 torna a nuova vita." class="googleplus-share"> Cantina Da Licia Il locale torinese famoso negli anni '70 torna a nuova vita." data-image="https://www.ricettedicultura.com/wp-content/uploads/2018/12/cantina-da-licia_evidenza.jpg" class="pinterest-share">
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Chagall in mostra a Palazzo Mazzetti Il pittore bielorusso in un percorso espositivo che si snoda su 150 opere

Fino al 3 febbraio 2019 Marc Chagall sarà in mostra ad Asti, a Palazzo Mazzetti con oltre 150 opere suddivise in 7 sezioni tematiche.

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Chagall in mostra a Palazzo Mazzetti Il pittore bielorusso in un percorso espositivo che si snoda su 150 opere" class="facebook-share"> Chagall in mostra a Palazzo Mazzetti Il pittore bielorusso in un percorso espositivo che si snoda su 150 opere" class="twitter-share"> Chagall in mostra a Palazzo Mazzetti Il pittore bielorusso in un percorso espositivo che si snoda su 150 opere" class="googleplus-share"> Chagall in mostra a Palazzo Mazzetti Il pittore bielorusso in un percorso espositivo che si snoda su 150 opere" data-image="https://www.ricettedicultura.com/wp-content/uploads/2018/11/20181015_173042-01.jpg" class="pinterest-share">
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Ristorante Cambiocavallo di Asti Tradizione e innovazione con gusto

Il nome evoca tempi lontani da stazioni di posta, l’interno è elegante, moderno e minimale. Ma la ricchezza dell’offerta culinaria del ristorante Cambiocavallo è un tripudio che unisce la tradizione delle ricette piemontesi all’innovazione in cucina e nell’approvvigionamento delle materie prime, con grande attenzione a tutta la filiera. Read more

Ristorante Cambiocavallo di Asti Tradizione e innovazione con gusto" class="facebook-share"> Ristorante Cambiocavallo di Asti Tradizione e innovazione con gusto" class="twitter-share"> Ristorante Cambiocavallo di Asti Tradizione e innovazione con gusto" class="googleplus-share"> Ristorante Cambiocavallo di Asti Tradizione e innovazione con gusto" data-image="https://www.ricettedicultura.com/wp-content/uploads/2018/11/cambiocavallo_insegna.jpg" class="pinterest-share">
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Mate, la bevanda energizzante e diuretica che arriva dal Sudamerica Una buona abitudine da fare nostra

Qui su Ricette di Cultura siamo irresistibilmente attratti dalle antiche usanze.
Quello di cui vi parlo oggi è un rito quotidiano, fino a poco tempo fa conosciuto solo in America Latina, soprattutto Argentina, Brasile, Urugay e Paraguay. Read more

Mate, la bevanda energizzante e diuretica che arriva dal Sudamerica Una buona abitudine da fare nostra" class="facebook-share"> Mate, la bevanda energizzante e diuretica che arriva dal Sudamerica Una buona abitudine da fare nostra" class="twitter-share"> Mate, la bevanda energizzante e diuretica che arriva dal Sudamerica Una buona abitudine da fare nostra" class="googleplus-share"> Mate, la bevanda energizzante e diuretica che arriva dal Sudamerica Una buona abitudine da fare nostra" data-image="https://www.ricettedicultura.com/wp-content/uploads/2017/12/mate_1_ev.jpg" class="pinterest-share">
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A cena con il produttore – Eataly incontra Kante Inizia la nuova serie di cene di abbinamento vino-cibo da Eataly Lingotto

Con l’approssimarsi dell’autunno Eataly Lingotto rilancia l’appuntamento con A Cena con il Produttore. Saranno infatti le voci dei produttori a presentare i vini delle diverse aziende, con storie e racconti legati alla produzione; i vini verranno degustati in abbinamento ai piatti del ristorante Casa Vicina di Eataly, 1 stella Michelin.

Per il primo appuntamento è stata la volta di Kante, Read more

A cena con il produttore – Eataly incontra Kante Inizia la nuova serie di cene di abbinamento vino-cibo da Eataly Lingotto" class="facebook-share"> A cena con il produttore – Eataly incontra Kante Inizia la nuova serie di cene di abbinamento vino-cibo da Eataly Lingotto" class="twitter-share"> A cena con il produttore – Eataly incontra Kante Inizia la nuova serie di cene di abbinamento vino-cibo da Eataly Lingotto" class="googleplus-share"> A cena con il produttore – Eataly incontra Kante Inizia la nuova serie di cene di abbinamento vino-cibo da Eataly Lingotto" data-image="https://www.ricettedicultura.com/wp-content/uploads/2017/09/a-cena-col-produttore_ev.jpg" class="pinterest-share">
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Laboratorio della mozzarella, del Caseificio Miccoli Come nasce una mozzarella: il laboratorio di Eataly

Avete mai visto nascere una mozzarella? E una burrata? E la ricotta?

È quello che vedrò io domani 18 luglio, a partire dalle 18,30, da EatalyLingotto a Torino.
Da Eataly esiste già da alcuni mesi un corner dedicato alla creazione di mozzarelle e formaggi freschi grazie al Caseificio Miccoli, produttori di mozzarelle del brindisino. Read more

Laboratorio della mozzarella, del Caseificio Miccoli Come nasce una mozzarella: il laboratorio di Eataly" class="facebook-share"> Laboratorio della mozzarella, del Caseificio Miccoli Come nasce una mozzarella: il laboratorio di Eataly" class="twitter-share"> Laboratorio della mozzarella, del Caseificio Miccoli Come nasce una mozzarella: il laboratorio di Eataly" class="googleplus-share"> Laboratorio della mozzarella, del Caseificio Miccoli Come nasce una mozzarella: il laboratorio di Eataly" data-image="https://www.ricettedicultura.com/wp-content/uploads/2017/07/mozzarella_miccoli.jpg" class="pinterest-share">
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Fritto e bollicine, abbinamento perfetto Da Eataly Pinerolo un appuntamento da non perdere

Un appuntamento da non perdere per gli amanti dello Street Food: a partire da venerdì 23 giugno fino a domenica 25 giugno, Eataly Pinerolo presenta Fritto e bollicine.

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Fritto e bollicine, abbinamento perfetto Da Eataly Pinerolo un appuntamento da non perdere" class="facebook-share"> Fritto e bollicine, abbinamento perfetto Da Eataly Pinerolo un appuntamento da non perdere" class="twitter-share"> Fritto e bollicine, abbinamento perfetto Da Eataly Pinerolo un appuntamento da non perdere" class="googleplus-share"> Fritto e bollicine, abbinamento perfetto Da Eataly Pinerolo un appuntamento da non perdere" data-image="https://www.ricettedicultura.com/wp-content/uploads/2017/06/fritto-e-bollicine_1-1.jpg" class="pinterest-share">
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Aiuto! Ho due blog!! :D

Buongiorno Mondo!
Se state leggendo questo post, significa che il mio blog è tornato online con il vecchio indirizzo www.ricettedicultura.com.
Se guardate poco più in basso vedrete che i miei post si sono fermati il 13 aprile Sembra tutto a posto…ma tutti i fattacci relativi al furto di email li trovate cliccando qui.
Adesso mi restano un po’ di operazioni da fare per far tornare tutto alla normalità, di qua e di là…
Qui i post vecchi sono tutti a posto, con le immagini e i link corretti…di là ci sono i post recenti, dal 13 aprile in avanti, ma mancano le vecchie immagini da febbraio a ritroso.
Spero di tornare presto con un solo blog il più completo possibile. Vi ringrazio ancora moltissimo per tutta la vostra solidarietà…e per il miracolo compiuto ai piani alti di Google!! 🙂
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Sono di nuovo qui…il mio ritorno online!

ETre 
…che poi oggi sarebbero stati 3 anni di ricettedicultura.com…
Immaginate di svegliarvi una mattina e di scoprire che una stanza della
vostra casa è scomparsa nel nulla. Decidete voi quale, che sia la cucina
dei vostri sogni, che sia il salotto buono, aprite la porta e lei non
c’è più. Non c’è il soffitto, non c’è il pavimento…e per quanto vi
convinciate che vi è andata bene e che almeno non è venuta giù tutta la
casa, vi sembra che non potrete più abitare lì con al stessa comodità
del giorno prima.
Beh, se avete un castello, probabilmente la vostra percezione non
cambierà di molto, ma se le stanze della vostra casa sono 2 o 3 o anche
4, ecco, la differenza sarà parecchia!
Pensate che con le pareti della stanza se ne sono andati anche i bei
quadri che avevate scelto per abbellirne le pareti, forse si è
volatilizzato il comodo divano, forse il tavolo attorno al quale vi
siete seduti, in compagnia, innumerevoli volte, forse sono tutti gli
ingredienti della vostra dispensa che hanno preso il volo…
Questa è l’immagine che ha preso forma nella mia mente quando ho tentato di metaforizzare quello che è successo esattamente una settimana fa.
Mi sono svegliata e ho visto un paio di strane mail sul
cellulare…ho acceso il computer e digitando l’indirizzo del mio blog ho
trovato questo:
Schermata 2014-04-19 a 16.30.44 
Per
la cronaca, tentando l’accesso, rimandava alla mail della quale le
password erano state modificate, insomma un cane che ci mordeva la coda.
Ho provato panico e sconforto, perchè se è
vero che almeno, grazie a un back up risalente a febbraio, sono
riuscita a recuperare tutti i miei testi, però il lavoro di tre anni che
mi aveva permesso di creare il mio Ricette di Cultura dal nulla, è
andato perso assieme al dominio. Google ormai mi conosceva e dirigeva
verso il mio salottino con cucina le persone più disparate…ora non si
sente di indirizzarvi neanche un vagabondo che si è perso.
Per chi se lo sta chiedendo, il dominio è mio: regolarmente acquistato tramite blogger/google e valido fino all’anno prossimo,
ma registrato con l’indirizzo mail che è stato hackerato e del quale
sono state cambiate la password e tutte le modalità di recupero. Sembra
impossibile che non si possa recuperare, non credete? Ho fatto denuncia
alla Polizia Postale per l’intrusione che si è verificata sul mio
account e farò tutto il possibile per riavere il mio dominio. Ma se
davvero ciò non fosse possibile, sappiate che ci vuole ben altro per
togliermi di mezzo…
Purtroppo ho perso i commenti da febbraio
ad oggi, le pagine secondarie del blog, tutte le fotografie che erano
sul backup fino a febbraio (che dovrò reinserire una alla volta)…
A voi devo chiedere, se mi avete linkata da qualche parte, di sostituire
al vecchio indirizzo del mio blog questo provvisorio, che poi verrà
reindirizzato sul dominio nuovo!
Per ora voglio ringraziare uno ad uno tutti quelli che mi hanno cercata,
incoraggiata e aiutata nella delirante giornata di martedì scorso e nei
giorni a seguire. Molti bloggers e molti amici, che su facebook hanno
seguito la mia disavventura con la mia stessa apprensione.
Comincio da Chiara di Chi ha rubato le crostate? che non conoscevo, ma che ha vissuto la mia stessa disavventura appena qualche giorno prima. Andate a leggere qui, per sapere cosa è successo al suo blog e per vedere con quanto entusiasmo si è subito ributtata in pista!
Una statua d’oro (o di cioccolato se preferisci!) a Valentina, che
ha fatto tutto questo e molto di più, (e per la disponibilità che mi
hai dato per il futuro…occhio che non ti mollo più!!! :D)
Un ringraziamento speciale per chi mi ha scritto in privato, dedicandomi del tempo: Corrado, Lorenzo, Enrica, Ida, Simona, Irene, Anca, Cristina, Marcela (telefonata fiume lunghissima!), Simona e Andrea (in serata di venerdì, grazie ancora!!), Antonella, Monica, Zenas Punto Org.
Ringrazio poi tutte le Bloggalline che sono sempre splendide, non vi cito una per una, ma vi abbraccio tutte!
Idem per le ragazze di Re-Cake, tutte deliziose ed empatiche!
E poi tutti gli amici, bloggers e non, e spero di non aver dimenticato qualcuno: Carlotta M., Ljuba, Alessandro, Diana, Federica, Farah, Valeria Angie, Monique, Veruska, Vera, Roberta, Manuela, Francesca M., Sandy, Anna, Maricler, Neo Ralf, Loredana, Cristina, Gene, Claudia, Petunia, Loredana B., Monica, Cran, Antonella, IvanSimona, Michela, Sara, Carla Emilia, Francesca F., Lory, Orazio (IgersMilano), Maria Anna Z., Ada, Margherita, Emanuele T., Maria Z., Naty, Paola, Elenuar, Elisa, Renata, Sara, Ann-Annamaria e An-Antonella, Antonella G., Serena S., Laura, Bianca, Franca P., Mariacristina, Barbara, Sandra, Teresa, Sally, Silvia L.,…
Concludo con ringraziare l’Ufficiale che
mi ha assistito nella denuncia alla Polizia Postale e che è marito di
una foodblogger e perciò mi ha fatta sentire come a casa!
Infine Giuseppe
che si è sorbito tutti i miei malumori e ha sofferto con me di questo
web-disagio, preparandomi da mangiare quando non avevo proprio voglia di
pensare alla cucina: non ti preoccupare, adesso ricomincio a cucinare io! 😀
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Oggi il forno è spento: vi parlo un po’ di me!

Un passaparola si aggira furtivo in rete da qualche mese…e mi son detta che sia un richiamo anche per me?
 
“Blogger We Want You!” è la ricerca che Grazia.it lancia per trovare i propri blogger-collaboratori.
Del magazine Grazia.it io sono addict delle sezioni lifestyle e fashion… ma è su itblogs che vado ad arenarmi: ancora una volta sulle blogger che scrivono di lifestyle, fonte inesauribile di spunto e divertimento, e sulle “food”: ilcavolettodibruxelles vi dice qualcosa? 😉

Adesso tocca a me presentarmi: blogger nell’animo, mi trovate sempre in rete, finestra smisurata su un mondo che vorrei toccare. Un po’ retrò nella sostanza, ho uno stile di vita anni ’50: lentezza in cucina e cene allestite a modo, oggetti vissuti che raccontano una storia, profumo di pane tra le pareti domestiche, torta fatta in casa a colazione, la spesa al mercato su una bici stracarica e sgangherata. Impasto e inforno, friggo, trito e taglio, salto e condisco…e la cucina è il posto dove proprio non riesco a stare ferma.
Questo bombardamento culinario si svolge in una casa con cortile, in una zona tranquilla della mia città, Torino, a cinquanta piccoli saltelli dal Po.

La mia cucina non è solo una coccola per il cuore e lo stomaco, ma è il pretesto per scoprire e raccontare storie avvicenti. Come una Indiana Jones al femminile, in gonnella e grembiule, ricerco e trovo viaggi millenari di cibi che hanno attraversato il globo in lungo e in largo; storie di produttori appassionati che oggi riscoprono il valore della tradizione e del “fatto con amore”; ricette che, come formule magiche, si trovano condivise da madri di famiglia a chilometri di distanza, seguendo i flussi migratori e le vicende storiche, mutando nel nome ma spesso non nella sostanza.
Non di sole ricette ci si nutre qui, ma di pittura e arte, storia e letteratura, e il cibo diventa un succoso pretesto per chiacchierare.
Così accade che vi racconti di un antico piatto piemontese, mentre vi mostro uno dei palazzi più curiosi di Torino, poi, all’ora del té, approfondiamo insieme la conoscenza di una pittrice americana del XIX secolo; più tardi, rendiamo giustizia a Maria Antonietta che non disse mai <<che mangino le brioches…>> e nel frattempo le prepariamo in casa; facciamo un salto a Perugia o a Lisbona… o in tempo di Carnevale e fritole a Venezia.

La mia cucina è un atto d’amore, non solo verso chi si siede a tavola con me, ma anche verso me stessa, e se è normale dedicare del tempo a scegliere cosa mettere addosso, ai capelli, al trucco, ancora più importante è dedicare del tempo a cosa si mette in pancia.
L’atmosfera che mi piace comunicare è quella di una cucina alla portata
di tutti
, una cucina di casa, che sia quotidiana o soltanto domenicale, per il puro gusto di prendersi cura di chi amiamo.
Riscoprire la lenta cucina tradizionale, non vuol dire fare sempre i
salti mortali: talvolta basta organizzarsi con un po’ di anticipo e con i tanti alleati che oggi, al contrario di un tempo, abbiamo in cucina, dagli elettrodomestici al congelatore.
Da qualche mese sto dedicando più attenzione alla fotografia…la strada è ancora lunga, ma molto stimolante!
Ora non mi resta che fare appello ai miei “25 lettori” per raccogliere qualche voto e concorrere a “Blogger We Want You” per Grazia.it. Basta cliccare qui o sul bottoncino a lato, per entrare sul mio profilo e regalarmi un cuoricino!

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Langhe insolite…al di là del vino, la Tonda e Gentile

Langhe.
Per i non-piemontesi si tratta di quel territorio variegato a cavallo
tra cuneese e astigiano, composto da colline e vallate poco profonde, a
tratti dolce e a tratti aspro, che dà i natali ad alcuni tra i migliori vini
italiani e che è candidato a divenire patrimonio dell’UNESCO.

Vigne
a perdita d’occhio, ma soprattutto saliscendi di colline che
incorniciano i paesaggi elogiati e decantati da Pavese e Fenoglio,
nebbia autunnale e densa calura estiva
.


<<C’era
da restare accecati a voler fissare là dove il cielo d’un azzurro di
maggio si saldava alla cresta delle colline, di tutto nude fuorchè di
neve cristallizzata
.>> 
B. Fenoglio, Golia, diciotto racconti.

Questo
maggio l’abbiamo saggiato sulla nostra pelle e nei nostri occhi,
compagni del tour BITEG #piemonteliguria nel gruppo “Nocciole”, quando abbiamo conosciuto
l’altro volto della Langa. Langa
che non è solo vino, ma anche noccioleti e prodotti d’eccellenza ad essi legati, è
accoglienza, ospitalità, calore, anche in una delle primavere più fredde
degli ultimi anni.
La
nocciola di cui si parla è una signora nocciola, la Tonda Gentile di
Langa
, impiantata soprattutto nelle zone dell’Alta Langa, è stata
definita come la nocciola più buona al mondo, proprio per le sue
caratteristiche di dolcezza e persistenza olfattiva. La Tonda Gentile,
che già per il suo nome dovrebbe essere amata da tutti, ha anche
caratteristiche di buona resa poichè il frutto riempie quasi tutto il guscio.

Noi abbiamo avuto la fortuna di conoscerla da vicino, perchè ospiti di Ca’ San Ponzio, un delizioso alberghetto che è anche agriturismo e dimora di charme, che si trova vicino a Barolo  nella Frazione Vergne.

Quando un ispettore della guida Michelin ha alloggiato qui mentre provava i ristoranti della zona, i proprietari di Ca’ San Ponzio l’hanno scambiato per un rappresentante di gomme, tanto da trattarlo con il consueto garbo che riservano a tutti gli ospiti e nessun trattamento di favore. E’ stato l’ispettore infine, a consigliare loro di fare richiesta per entrare nella prestigiosa guida.
Qui non si dorme solo nelle camere, posticini accoglienti e senza tempo con un alto soffitto con travi a vista che ricordano l’ambiente di un antico fienile. 

C’è la possibilità, durante la bella stagione, di campeggiare nei terreni circostanti, all’ombra – indovinate un po’ – delle piante di nocciolo, alcune delle quali vecchie di 50-60 anni. 

Qualcuno tenta anche di far incetta dei loro frutti, ci confessa Luciano, uno dei gestori, ma sono la piccola parte, tutti gli altri si accontentano di godere della fresca ombra e dello splendido panorama.

Questo cascinale esiste da tempo, da almeno 100 anni, costruito dal padre, che lavorava in paese come mugnaio. Questo spiega anche le pietre da mulino che Luciano e suo fratello hanno pazientemente riportato a splendore.

La costruzione che possiamo ammirare oggi è dovuta alla loro grande pazienza: hanno recuperato tutti i materiali da costruzione antichi e hanno fatto mettere impianti moderni in una cornice del tutto autentica.

La fornitissima cantina, come in ogni luogo ospitale che si rispetti, è a disposizione del cliente, ma senza alcuna formalità. Gli ospiti possono scegliere e assaggiare, segnare su un quaderno e pagare solo alla fine del soggiorno.

Nella stessa mattinata, dopo aver visto le nocciole ancora acerbe sulla pianta, ci siamo avviati verso la casa natale dei Baci di Cherasco, la Barbero Marco, confetteria e pasticceria dal 1881, che letteralmente ci ha preso per la gola. 

Guidati dal signor Torta (un nome, un destino) ci siamo lasciati rapire dalla “fabbrica di cioccolato” e non si possono contare gli assaggi che abbiamo fatto in una sola mattinata.

Ecco… non abbiamo una gran forza di volontà, ma di certo non saremmo stati così accondiscendenti se il signor Torta non avesso speso mille e più parole di descrizione puntuale ed accattivante su ogni singolo prodotto della propria azienda. Quello che ogni volta mi colpisce è la convinzione della bontà del proprio prodotto associata a una grande modestia, a un grande senso del dovere e del sacrificio e nella continua ricerca di innovazione anche nei prodotti più tradizionali.

In questo posto sono nate le delizie che vedete nella foto qui sotto, i Baci di Cherasco, un tempo chiamati “Cioccolatini Fantasia”, nocciole frantumate grossolanamente e tenute insieme da cioccolato con massa di cacao al 60%. Una vera bomba di golosità e di “vero” cioccolato!

Ma ci sono anche tante alternative per i golosi lunatici che vogliono spesso cambiar sapore.
Le praline:

Le damine, con nocciola e meringa croccantissima:

Le lumache, simbolo di Cherasco, ma ripiene di crema gianduja e miele:

E tante altre specialità create con vero amore del gusto e con un grande riguardo per la forma.

La nostra mattinata (forse perchè non avevamo assaggiato abbastanza) si conclude a tavola, nel ristorante Osteria La Torre di Cherasco, a pochi passi dalla pasticceria.
Ci accoglie un posticino delizioso, elegante ma informale dove, nonostante il poco appetito, ci vien voglia di assaggiare tutto.
Il menù cambia sempre perchè si intona ai prodotti dell’orto e alle disponibilità del mercato.
Io ho trovato assolutamente deliziosa la crema di asparagi con capesante.
La carta dei vini è ricchissima con 250 etichette per tutti i gusti.
Il dolce che ci consiglia il gestore, un sorta di budino al caramello, è una vera esplosione di sapori. Se siete amanti dei dolci, chiedetelo! Se non siete amanti, provatelo e lo diventerete!

 

Dopo questa epica mangiata, il viaggio è andato avanti, ma io per ora mi fermo qui…

Da abbinare al racconto di questa esperienza la ricetta delle torta più buona e semplice del territorio: la torta di nocciole senza farina che anche gli intolleranti al glutine possono mangiare senza problemi e che possiamo preparare facilmente anche a casa, a patto di procurarsi le nocciole giuste, la Tonda Gentile delle Langhe dal profumo delizioso e persistente.
Gli ingredienti sono pochissimi, raccontano di tempi in cui per regalare un attimo di gioia al palato non serviva (e non c’era!) molto, e quindi devono essere di ottima qualità!!

La ricetta: Torta di nocciole
la ricetta leggermente modificata è quella de Il Dolcificio, la più deliziosa e ben riuscita che io abbia mai provato.

per una teglia da 20 cm di diametro:
2 uova a temperatura ambiente
125 g di nocciole tostate Tonda e Gentile
60 g di zucchero semolato
1 bicchierino di grappa
burro per ungere la teglia

Ho tritato le nocciole con metà dello zucchero, ma lasciando qualche pezzetto più grande che è piacevole sotto i denti.
Ho sbattuto a lungo i tuorli con lo zucchero restante fino a che non diventano chiari e spumosi.
Ho aggiunto la grappa ed incorporato la farina di nocciole delicatamente.
Per ultimi ho aggiunto gli albumi montati a neve, dall’alto in basso, senza smontare il tutto.
Ho infornato per circa 30-40 minuti a 170°.

Infine ho spolverato leggermente di zucchero a velo.

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