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I leoni di Shiraz La cultura Qashqai in un tappeto

Su tappeti di lana, annodati a mano con una tecnica antichissima, da soli o che si affrontano: i leoni di Shiraz sono il simbolo della cultura nomade Qashqai, ora in esposizione alla galleria Ghalibaf. Dal 22 dicembre fino al 23 febbraio 2019 in corso Vittorio Emanuele II 38, presso la galleria Ghalibaf sono esposti alcuni tappeti Qashqai che hanno come denominatore comune la raffigurazione del leone, simbolo importantissimo nella cultura persiana e di queste tribù nomadi.

I leoni di Shiraz, simbolo di potere

Leone e Sole sono i due pilastri di religione e stato, quand’anche i leoni, quellli veri, sono estinti da tempo.

L’ultimo leone asiatico è stato avvistato in Iran nel 1941, ma oltre 2000 anni di raffigurazioni leonine su diversi manufatti fanno capire l’importanza di questa simbologia. Il leone è la personificazione del sovrano e incarna la sua maestosità e il suo potere su tutti i suoi sudditi. Veniva raffigurato sui troni e sugli indumenti dei Re Achemenidi e assieme al Sole indica la potenza regia. Questa accoppiata di Leone e Sole, Shir-va-Khorshid, che fa la sua comparsa del XVI secolo, restò sulla bandiera della Persia e poi dell’Iran fino al 1979.

Il leone Qashqai

I tappeti esposti sono stati raccolti durante 40 anni di viaggi di Taher Sabahi. Sono manufatti realizzati in lana con la tecnica del nodo asimmetrico, in un periodo compreso tra la fine del XIX secolo e i primi decenni del XX.

La produzione avveniva all’interno delle tribù nomadi, si usava la lana degli animali allevati, si tingeva, si annodava, e infine si faceva scambio di questi tappeti, quando non venivano utilizzati nella vita quotidiana, per suggellare alleanze matrimoniali.

La tessitura appartiene alle donne: sono loro che conoscono i segreti per ottenere una tintura dal colore così brillante e sono loro che pensano ai disegni e, nodo dopo nodo, formano sui tappeti complicati ed evocativi messaggi di una cultura a trasmissione orale.

Il leone è protagonista: è fiero e temerario e, raffigurato sui tessuti ha il compito di proteggere i componenti della famiglia. Le leggende raccontano di madri che affidano i propri bambini al leone quando sono richiamate all’esterno dell’abitazione per le incombenze quotidiane. In ogni caso il leone è un animale che protegge, non una belva che attacca, e ciò emerge anche dall’aria sorniona con cui viene rappresentato: un vero e proprio nume della casa.

Per alcuni clan la rappresentazione del leone con la coda in giù era un rifiuto all’alleanza matrimoniale, ma non è dimostrato che vi siano regole fisse.
In alcune raffigurazioni il leone è rappresentato con un manto che sembra quello del giaguaro, in alcune mostra gli artigli, in altre è un placido e fiero gattone; all’interno del contorno di alcuni leoni sono raffigurati melograni stilizzati, che evocano la fecondità del matrimonio.