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Parliamo di riscritture Pat Barker e Natalie Haynes a confronto

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Parliamo di riscritture e ne parliamo perché anche noi abbiamo preso una realtà, un mondo preesistente, narrato in modo egregio da Dumas, e l’abbiamo reinterpretato in chiave femminile.

Pat Barker in “Il silenzio delle ragazze” e Natalie Haynes in “Il canto di Calliope” danno voce alle donne dell’Iliade (e dell’Odissea) raccontando le storie da secoli “sottintese”, storie che sembrava non valer la pena narrare, perché c’erano le gesta degli eroi (maschi) a occupare la ribaltabarker-haynes-libri

Barker racconta la storie di Briseide e insieme a lei delle schiave nell’accampamento acheo di Achille e Agamennone. Lo fa in un modo tragico e toccante, talvolta molto crudo.

«Davvero avresti sposato l’assassino dei tuoi fratelli?
Tanto per cominciare non avrei avuto altra scelta. E in ogni caso sì, credo che l’avrei fatto. Sì. Ero una schiava e qualsiasi schiavo farebbe di tutto, davvero di tutto, per smettere di essere una cosa e ridiventare una persona.
Non so come avresti potuto.
Certo che non lo sapete. Non siete mai stati schiavi.»

Haynes dà voce a Calliope, la musa della poesia epica, che dice del poeta che dovrebbe ispirare

«gli sto offrendo la storia di tutte le donne di quella guerra. Be’ quasi tutte (non ho deciso riguardo Elena. Lei mi dà sui nervi).»

L’autrice usa il sarcasmo ottenendo una narrazione più lieve ma non per questo meno veritiera.

«Le donne hanno aspettato il loro turno anche troppo. E per quale motivo hanno aspettato? Perché troppi uomini continuavano a raccontarsi tra di loro le storie di altri uomini.»

E anche:

«Lui perde la moglie e muove un esercito perché gliela restituiscano, al prezzo di innumerevoli vite e lasciando dietro di sé vedove, orfani e schiave. Enone perde il marito e cresce il loro figlio. Quale di questi è il gesto più eroico?»

Due letture che consiglio senza remore, anche solo per cambiare prospettiva e vedere personaggi immortali in una luce differente. Meno epica, più umana.

«Quando finisce una guerra, gli uomini perdono la vita. Le donne perdono tutto il resto.»

Ecco perché parliamo di riscritture. Avete letto queste o altri esempi?

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