Oeuf à la neige per il Calendario Culinario La France à Table
L’Ile de France è la regione in cui si trova Parigi. Il suo nome deriva da île, isola, perchè territorio delimitato dai fiumi Oise, Marne, Epte, Aisne, Yonne ed Eure e attraversato dalla Seine, che bagna anche Parigi. Un’altra interpretazione vuole che la denominazione derivi Liddle Franke in lingua franca, appunto, che significa Piccola Francia.![]() |
| foto da http://www.williamcurtisrolf.com |
siamo spazzolati il dicembre scorso, mentre finivo di fotografare per il
calendario, ma che è adattissimo per concludere una cena anche se fuori
ci sono 30 gradi. La crema inglese la potete preparare in anticipo,
anche la sera prima; le nuvole, un po’ meno in anticipo, due ore prima di portare in tavola,
velocissime da montare e immergere per pochi istanti nell’acqua bollente
e quindi via subito sulla crema inglese.
Per la crema inglese:
400 ml di panna fresca da montare
300 ml di latte intero
135 g di zucchero
6 tuorli
1 bacca di vanigliaPer le oeuf à la neige:
4 albumi
70 g di zucchero
1 cucchiaino di fiori di lavanda
Portare a ebollizione il latte e la panna assieme ai semini e alla buccia della bacca di vaniglia. Quando bolle, spegnere il fuoco e lasciare ancora la bacca in infusione per un quarto d’ora. Sbattere i tuorli con lo zucchero finchè non diventano chiari e spumosi. Versare un po’ di miscela di latte e panna, bollente sui tuorli, mescolare bene e poi aggiungere, gradualmente tutto il liquido, mescolando. Far cuocere poi, in una casseruola, a bagnomaria, finché la crema non nappa il cucchiaio. Con il termometro da cucina, dovrebbe arrivare a 85°C.
La crema a questo punto va raffreddata velocemente, perchè non impazzisca: metterla quindi in una piccola boule e porre questa boule in una più grande, preliminarmente riempita di cubetti di ghiaccio. Mescolare finchè la crema non raggiunge la temperatura ambiente. Rimettere nella crema la buccia di vaniglia e porre il contenitore in fresco per almeno 6 ore.
Un’ora o due ore prima di servire il dolce preparare le oeuf à neige, montando gli albumi finchè non schiariscono ed aggiungendo poi lo zucchero, continuando a montare. Quando la meringa è pronta, scaldare una pentola d’acqua a circa 85°C ed immergervi poi la meringa a cucchiaiate, formnado delle grosse quenelles. Devono cuocere circa 7 minuti. Poi giratele e proseguite la cottura per altri 3 minuti. Deponetele su un piatto o un canovaccio pulito fino al momento di servire.
La crema va posta in coppe o bicchieri larghi e capienti e completata con le nuvole di meringa e, come ho fatto io, con i fiori di lavanda (oppure più semplicemente con qualche scaglia di mandorla o granella di altra frutta secca).

























ciao Ale! meno male che ci sei tu a tenere alta la bandiera 😀
non ho mai mangiato questo dessert così singolare ma mi hai fatto venir voglia di Francia 🙂
un bacione e a presto :*
Michela, provalo! Per gli ospiti a cena è una sfiziosa sorpresa!!
Un bacione a te! 😉
Ma tu sei una super foodblogger!! Che curiosità che mi ha messo questa ricetta..Un bacione!
Che sono superblogger me lo dicono le persone più care…ogni tanto ci credo pure!! 😀
Un abbraccio grande, Ida!! 🙂
Ma la nostra super foodblogger preferita rimani tu, altroché quelle che si fanno il selfie sulla spiaggia! 😉 bellissimo tour virtuale (…ma mi hai fatto venir voglia di partire per davvero! Sighhhh), ma ancora più bello l'oeuf à la neige…mi sento mooolto aristocratica solo a dirlo. Però io so già che quella nuvoletta lì non mi verrà mai…quindi mi invito da te per merenda 😀 ihihih un abbraccio, prestissimo live!
La nuvoletta è facilissima, Marzia! Molto più facile delle uova in camicia! Prova che hanno una consistenza deliziosa!!
Arrivo Ale, non posso perdermi questa delizia!!!!
Lo so che arrivi, Carla! Non te ne perdi una!! 😀
Che bel giretto che ci hai fatto fare e che bello l oeuf a la neige,noi una volta abbiamo fatto l ile flottante ma finora non conoscevamo la differenza tra le due,grazie come sempre di queste chicche!!
Neppure io avevo idea che ci fosse questa differenza…l'ho scoperto proprio leggendo il post della blogger francese…in realtà la differenza è proprio sottile e vale la pena provarle entrambe!! 😀
Ciao cara, allora ci faremo compagnia in questo mese di agosto! Complimenti per questo viaggio virtuale che ho potuto fare e per questa splendida delizia! un abbraccio e a presto
Paola
Grazie 1000, Paola! Anche tu qui ad agosto?
Un abbraccio!!
Ad agosto si sta meglio a casa, troppo caos in giro ed eccomi qui da te 🙂 Bellissima la Francia ci tornerei e pensa che questo dolce lo conosco ma non l'ho mai assaggiato. A presto!
Verissimo, Morena! Anche se, se ti confesso, quest'anno ho proprio voglia di partire, magari per un posto nordico e fresco..
Un abbraccio e buon agosto! 😉
E se ti dico che, pur non essendo una super food blogger, anch'io chiuderò per agosto? E che, guarda un po' mi farò un giro in Francia e andrò anche nell'Ile de France? Fointainebleau sarà una delle mie tappe, quando si dice telepatia 🙂
Marina, tu sei super-super foodblogger! Fai bene e partirei subito anch'io…magari proprio per quei luoghi che non ho mai visitato… a parte Parigi e Versailles, già viste, anche se un po' di fretta, tutto il resto sarebbe una scoperta! Un grande abbraccio! 🙂
Questo post e' un vero colpo al cuore…Fontainebleau, Versailles, Saint-Germain-in-Laye. Proprio l'anno scorso, ero appena tornata a casa dopo un soggiorno di 4 mesi negli Yvelines. E questo tuo post, con questa ricetta meravigliosa, che ammetto di non conoscere (son curiosa se e' anche nel libro di Julia Child), mi ha scaldato il cuore ^_^!
Tanti auguri di buon anno :D!
E a presto 😉