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Galette des Rois per l’Epifania

Visto che l’Epifania «tutte le feste si porta via» e visto che dal 7 gennaio ci sforzeremo di fare una dieta sommamente sana per almeno 3 settimane, prima di affondare tra le fritture pre-carnevalesche, oggi non poteva mancare un dolce, per di più dal momento che l’Epifania è l’unica occasione dell’anno in cui questa prelibatezza si dovrebbe gustare.
La Galette des Rois Parisienne è un dolce francese, composto da una croccante pasta sfoglia all’esterno e ripieno di deliziosa e peccaminosa crema frangipane. In altre zone della Francia il dolce dell’Epifania, pur conservando lo stesso nome è a forma di corona e con diversi ripieni. Il dolce è molto antico, si racconta che fosse in uso prima dell’anno 1000, e non solo in Francia ma anche in Belgio e Olanda, erede dei dolci che gli antichi romani consumavano durante i Saturnalia. Nelle biografie dei Re di Francia viene spesso fatto riferimento a questo dolce e alle usanze ad esso legate.
Il nome del dolce richiama i tre Re, naturalmente, i Re Magi, che nella
tradizione cristiana fanno le veci della Befana e portano i doni a Gesù
Bambino.
Ma la cosa più affascinante del dolce è l’insieme di usanze legate al momento di gustarlo, in quanto coincide con l’incornazione di un quarto re: il re della giornata di festa sarà colui che troverà il fagiolo, o la fava, o in alcuni casi una piccola figurina di ceramica, nascosta all’interno della crema. 
Durante gli anni della Rivoluzione Francese, la torta venne ribattezzata gateau de l’égalité e la figurina che rappresentava il Bambin Gesù venne addirittura sostituita con un berretto frigio in miniatura, per poi tornare con la Restaurazione. Poi vennero diverse figurine rappresentanti i Magi e fave decorate che scatenarono nei collezionisti la favophilie.
Durante il XX secolo l’usanza della galette e dell’incoronazione del Re divennero così popolari che i fornai si organizzarono per allegare una corona di cartone dorato a ciascun dolce venduto.
Il rito si svolge così: il più giovane commensale presente, di solito un bambino, deve prender posto sotto il tavolo, poi la torta viene coperta con un tovagliolo, in modo che non si veda il fagiolo, anche qualora venga intercettato con il coltello. Vengono tagliate tante fette del dolce quanti sono i commensali, più una; quest’ultima è detta fetta del Buon Dio, o fetta della Vergine, o fetta del povero, in ricordo della versione più antica della festa dell’Epifania, quando anche i poveri potevano, bussando di casa in casa, mangiare a sazietà.
Da sotto il tavolo il bimbo decreta l’ordine di servizio delle fette, «la prima alla Nonna, la seconda alla Zia, la terza a …» e via dicendo… tenendone una per sé.
Chi trova il fagiolo nella propria fetta verrà incoronato Re della Festa e potrà scegliere la sua Regina. Per alcuni l’usanza diventa anche la scusa per un festoso brindisi: il Re della Festa, dovrà, ovviamente, svuotare il suo bicchiere tutto d’un fiato, mentre gli altri scandiranno: «Le Roi (oppure la Reine) boit, le roi boit, le roi boit…»
La Fête des Rois, di Jacob Jordaens, 1640-45 (Kunsthistorisches Museum, Vienne) [foto da Wikimedia]
La Fête des Rois ou Le Roi Boit, di Gabriel Metsu, 1650-55 (Alte Pinakothek, Monaco) [foto da Wikimedia]

Qui in Piemonte abbiamo un dolce simile, la focaccia dolce della
Befana, che ricorda di più i dolci dell’Epifania di pasta lievitata che si fanno nel sud della Francia; la focaccia dolce nasconde al suo interno una fava che porta fortuna a chi la
trova nella propria fetta, ma che spesso lo obbliga ad offrire l’intera focaccia a tutti gli altri commensali. Con la focaccia della Befana ci diamo appuntamento all’anno prossimo, ora ecco a voi la Galette de Rois.

La ricetta: Galette des Rois
per la base:
2 cerchi di pastasfoglia già pronta e stesa (nulla vi vieta di preparare la pasta sfoglia in casa, io devo ancora imparare)

per la crema frangipane:
120 g di zucchero
120 g di burro 
150 g di mandorle pelate tritate finissime
qualche goccia di essenza di mandorle
2 uova

per spennellare la superficie:
1 uovo, zucchero e latte.
Ho lasciato ammorbidire il burro a temperatura ambiente per alcune ore, poi l’ho montato assieme allo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso.
Ho aggiunto le uova, uno alla volta, continuando a montare e badando che il primo fosse ben assorbito prima di aggiungere il secondo.
Con un cucchiaio ho aggiunto e amalgamato la farina di mandorle, in tre volte, mescolando bene,
Sul fondo della teglia ho disposto il primo cerchio di sfoglia, lasciando il bordo alto. Ho versato la crema frangipane  e ne ho pareggiato l’altezza, ho coperto con un secondo cerchio, questa volta della misura giusta della teglia. Ho ripiegato sul secondo cerchio, le eccedenze del primo, formando un bordino decorato. Sulla superficie ho fatto delle incisioni leggere che poi formeranno un motivo in cottura. Ho spennellato con uovo sbattuto con un goccino di latte e un cucchiaino di zucchero.
Ho fatto cuocere in forno già caldo a 180° per circa mezz’ora.
Queste dosi sono giuste per uno stampo di 22 o 24 cm.

Ho dovuto fare le foto in un ristretto arco di tempo, perché attorniata dai golosi che aspettavano di poter assaggiare. Un ringraziamento speciale va alla Signora Gina per avermi prestato i suoi Re Magi per le foto.

Vi ricordo che lunedì si comincia sul blog Gata da Plar con l’Abbecedario Culinario della Comunità Europea. Bisognerà pubblicare ricette dei Paesi Bassi fino al 27 gennaio!!