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La lavanda a Sale San Giovanni Il paesello in Alta Langa fiorisce tra la metà di giugno e la metà di luglio

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Dalla metà di giugno i social sono invasi da immagini della fioritura della lavanda a Sale San Giovanni. Se ancora non ci siete stati e vi state chiedendo se ne vale la pena, ecco la risposta alle vostre domande.

Perché andare a Sale San Giovanni?

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Per la lavanda, ovviamente!

Forse è la ragione per la quale siete incappati in questo mio articolo: i campi di lavanda che tra la metà di giugno e la metà di luglio monopolizzano la scena social del turismo di prossimità. Lo spettacolo è davvero sconvolgente, soprattutto per chi non ha avuto la possibilità di muoversi tra i campi d’oltralpe. 

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Il bello è che si può liberamente entrare nei campi, naturalmente rispettando scrupolosamente le coltivazioni, per scattare dieci, cento o mille foto. I fotografi professionisti scelgono le luci dell’alba o la golden hour del tramonto.

Il taglio della lavanda quest’anno 2020 inizierà dal 7 luglio; alcuni campi resteranno però visibili, con la lavanda nella sua massima fioritura, fino al 12 luglio.

Noi siamo arrivati al punto di partenza alle 19 e abbiamo fatto il giro più breve, il percorso verde che si può percorrere in 2 ore- 2 ore e mezza. Per percorrerlo tutto con calma e avere il tempo di scattare foto e fare piccole deviazioni, conteggiate un tempo più lungo.

Non solo lavanda a Sale San Giovanni

A Sale San Giovanni non si coltiva solo la lavanda: ci sono campi di elicriso, di finocchio selvatico, di issopo, di salvia, di rosmarino, di melissa, di timo e di camomilla romana e il profumo che si propaga è paradisiaco. Grazie alla grande quantità di fiori vengono attirate tantissime api, anche allevate appositamente per produrre, in particolare, il miele di lavanda.

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i campi di elicriso

Nella vostra passeggiata incontrerete anche dei campi di enkir, un cereale simile al farro.

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Lungo la strada vedrete una varietà incredibile di fiori di campo e anche alberi da frutto. Al tempo stesso, lungo i tratti ai margini del bosco, sentirete i versi di una fauna molto variegata.

Ogni anno si svolge qui una fiera dedicata alle aromatiche e alle erbe officinali: Non solo Erbe è giunta alla XXIII edizione. Sospesa nel 2020 a causa del COVID, riprenderà il prossimo anno.

La passeggiata

I percorsi per esplorare questo territorio sono tre: uno è quello più semplice, il verde, sulla strada asfaltata che costeggia quasi tutti i campi. È un percorso facile, quindi vi sono dei saliscendi dolci percorribili da chiunque non abbia problemi di mobilità, anche con eventuali passeggini. Esistono poi due itinerari alternativi, l’azzurro e l’arancione, con difficoltà diverse.

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Il percorso azzurro è al 50% su strada asfaltata e al 50% su sentieri sterrati; inoltre si affronta un dislivello totale di 258 m. I chilometri da percorrere sono quasi 10.

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Il percorso arancione è di difficoltà impegnativa. I chilometri sono 8,80, ma il dislivello da affrontare è di 339 m. Quasi tutti questo percorso si snoda su sentieri, mentre alcuni brevi tratti sono invece sulla strada comunale.

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Una rivalità radicata

A circa 15 minuti da Ceva e a 1 ora da Torino, Sale San Giovanni è un piccolo comune dell’Alta Langa di soli 171 abitanti. La storia recente di questo luogo è davvero curiosa: un tempo il comune era uno solo, costituito dalla parte alta, il Bricco e quella bassa, la Valle. Le continue rivalità tra due parti del territorio portarono alla scissione e alla nascita di due distinti comuni, ratificata il 2 marzo 1948: Sale delle Langhe in basso e Sale San Giovanni sulla collina.

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Un piccolo paese dalla lunga storia

Pare che Sale fosse già abitato in epoca romana. Il toponimo riporta agli antichi abitatori della zona, i Salii o Salluvi, oppure alla parola che indica “grotte” o “villaggio di abitazioni in pietra”.
Nei secoli il territorio subì incursioni saracene nel secolo IX. In seguito venne infeudato nei territori dei Marchesi di Ceva, quella famiglia del Vasto di cui abbiamo parlato anche per Staffarda.

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A questo periodo a cavallo dell’anno Mille risalgono la prima pieve di San Giovanni e la cappella di Sant’Anna (che un tempo era di Sant’Anastasia).

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foto di Gruppo Archeologico Piemontese Onlus

Il Castello di Sale San Giovanni resta a testimonio, sull’alto della collina, del dominio dei Marchesi Incisa di Camerana, mentre nel 1531 il territorio entra a far parte dei possedimenti dei Savoia. Nel Castello restano dodici affreschi nel grande salone “degli aleramici” che raffigurano le gesta di Aleramo, marchese del Monferrato.

Di nuovo alle fine del ‘700 il territorio subì un tremendo saccheggio da parte delle truppe napoleoniche. Vide inoltre le pestilenze del XIV, XVII, per sconfiggere la quale si arrivò a bruciare tutte le case del paese, e al principio del XX secolo.

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Allora, perché andare a Sale San Giovanni?

Perché per quante foto abbiate visto, la realtà supererà davvero la fantasia…

 

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