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mercoledì 24 settembre 2014

I golosi rabatòn, il Monferrato e Mayno della Spinetta

Una storia che pare un romanzo e un personaggio che incantò anche Stendhal che, a ragione, lo inserì nel suo scritto “I briganti in Italia” scrivendo:

« Maino di Alessandria è stato uno degli uomini più notevoli di questo secolo, si faceva chiamare Imperatore delle Alpi. Nelle sue giornate di rappresentanza o in quelle in cui passava in rivista la sua banda, compariva con uniformi e decorazioni tolte ai generali e ad alti funzionari francesi. »
Mayno (o Maino) di Alessandria, Mayno della Spinetta o Mayno della Fraschetta sono sempre la medesima persona, destinata a vita immortale, ma in realtà nata da una situazione assai comune a quei tempi.
Il giovane Giuseppe Mayno, originario di Spinetta Marengo, Monferrato, aveva studiato alcuni anni in seminario, ma ne era fuggito, assieme all'amico Paolo, per insofferenza nei confronti delle regole. Aveva appena 16 anni quando fu testimone di una delle più sanguinose battaglie tra francesi e austriaci, nel 1800, la battaglia, presso Marengo, da cui nacque il mito di Napoleone in Italia ed anche - lasciatemelo dire - quella curiosa ricetta che accosta al pollo, i gamberi di fiume e le uova.
Torniamo a Mayno che, indubbiamente segnato dalla ferocia della guerra, ed abituato ad aggirarsi tra i moribondi austriaci, per procurarsi qualche moneta, non doveva essere di stomaco troppo debole.
Abbandonati gli studi e il seminario, si mise a lavorare con il padre, che faceva il carrettiere, e il viaggio, attraverso terre che erano spesso senza alcuna regolamentazione, lo fece entrare in contatto con i briganti del Monferrato e della Liguria, uomini che si erano dati alla macchia per sfuggire alle tasse e ai soprusi francesi. La dominazione francese doveva stare stretta anche ad uno spirito ribelle come quello di Mayno e, tre anni dopo la celebre battaglia di Marengo, ci fu la svolta.

Giuseppe si innamorò della nipote del parroco del paese di Spinetta Marengo, Maria Cristina Ferraris, che era pure la sorella del fedele amico Paolo. A quei tempi non ci si perdeva in chiacchiere e, a soli 19 anni, Mayno era pronto a convolare a nozze.
Il matrimonio si tenne quindi nel febbraio 1803, ma nel pomeriggio stesso, durante la festa di nozze, tra i tanti invitati, fece capolino Lanzone, zio di Giuseppe, brigante da tempo alla macchia in una delle bande più efferate tra Francia e Piemonte. Non che Lanzone fosse arrivato con cattive intenzioni, ma si sa, tra una fetta di salame e un bicchiere di vino, ci si ritrova mezzi ubriachi... e zio e nipote, nel giro di un attimo, si ritrovarono a sparare in aria che "manco a Piedigrotta".
Ahimè la gendarmeria francese aveva proibito qualsiasi sparatoria, fosse anche per festeggiare, ed intervenne nella faccenda: il risultato fu la morte proprio di alcuni gendarmi.
Io credo che Maria Cristina non la prese troppo bene, nel veder il suo novello sposo abbandonare il tetto coniugale, ancora prima che le nozze fossero consumate.

sabato 20 settembre 2014

Cookies al burro d'arachidi e gocce di cioccolato

Esistono ricette che ti entrano nel cuore. E non importa quante volte tu le possa rielaborare, quelle restano sempre la base da cui partire. 
È il caso di questi cookies. 
Non li chiamo semplicemente biscotti perchè hanno la tipica struttura e consistenza del biscotto americano. Non diciamo troppo forte che fino a qualche mese fa non sapevo neppure che la grande famiglia dei cookies si divide in due fazioni, da sempre in lotta per la supremazia dei palati americani: i Crunchy e i Cheewy, quelli più croccanti e piatti e quelli più morbidi e cicciotti. 
Io non ho neppure ancora capito questi da che parte stanno. Quello che ho capito è che non si spalmano sulla teglia e che mentre dentro sono morbidi, in superficie fanno una bella crosticina croccante. La ricetta è di Fragola E Limone e, girala come vuoi, viene sempre perfetta.
Per questa ennesima variante ho sostituito il burro con burro d'arachidi crunchy. Il risultato anche questa volta è ineccepibile! Fateli!

La ricetta: Cookies al burro d'arachidi e gocce di cioccolato
Ingredienti per circa 40 biscottini
200 g di farina 00
65 g di zucchero semolato
75 g di zucchero Muscovado
75 gr di burro d'arachidi crunchy
1/2 cucchiaino raso di bicarbonato di sodio
1 pizzico di sale
1 uovo a temperatura ambiente
80-90 g di cioccolato fondente a pezzettini

Preparazione
Accendere il forno a 160-170° C.
Intanto mescolare in una ciotola farina, sale e bicarbonato.
Da parte lavorare gli zuccheri con il burro d'arachidi. Aggiungere poi l'uovo sbattuto ed infine la miscela di farina, fino ad ottenere una frolla morbida. Unire anche il cioccolato a pezzettini.
Formare tante palline grosse come noci ed allinearle su una teglia foderata di carta da forno.
Infornare per circa 15 minuti, a seconda di quanto scalda il vostro forno.

martedì 16 settembre 2014

Il mistero della zucchina gialla e una focaccia-Tatin

La raccolta di questa stravagante zucchina risale a qualche settimana fa, alla fine di agosto. 
Ne avevamo identificate tre, nel giardino dei suoceri ed io ho cominciato a puntarle per poterne fare una ricetta coi fiocchi per il blog. 
Una zucchina gialla...l'impatto visivo è decisamente interessante...e la risposta sui social sarebbe stata di sicuro tantissima. D'altronde quanti di voi conoscono le zucchine gialle? Io non le avevo mai viste.

Le zucchine gialle sono coltivate in Veneto, in provincia di Treviso, con una produzione di poche decine di quintali, e distribuite quasi esclusivamente ai ristoranti di livello, attenti a portare in tavola piatti originali e prodotti tradizionali di nicchia. La vendita al dettaglio è, per contro, piuttosto bassa, tanto che nel resto d'Italia questa varietà della comune zucchina verde è quasi sconosciuta.

La perplessità si è dipinta anche sul volto di mio suocero quando ha visto spuntare queste strane zucchine, dopo aver seminato dei semi che gli erano stati donati... e loro - gialle - sono rimaste nell'orto, attaccate alla pianta, per più tempo del dovuto. Il tempo ottimale di raccolta è in realtà all'inizio di luglio. Noi le abbiamo scoperte solo quando i miei suoceri sono partiti per il mare, quando il mio fidanzato andava ad annaffiare le piante, e tra me e loro - gialle - è stato subito amore, giallo, a prima vista.
Ero lì, che mi prefiguravo come fotografarle e come cucinarle, e mi chiedevo se il loro sapore sarebbe stato davvero così dolce e delicato come scrivono... un tesoro prezioso dopo le difficoltà dovute alla raccolta tra tante foglie e parecchie spine.

Ma il giorno prescelto per la raccolta il mio fidanzato mi dà, al telefono, una notizia agghiacciante: le MIE zucchine (erano già mie, dal momento che sono nate gialle) erano sparite!
Staccate dalla pianta, quando soltanto il giorno prima ce n'erano tre, belle grassocce, e sparite; ne era rimasta una sola, a terra, abbandonata nell'erba.

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